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“Keep Reachin’Up”; Nicole Willis And The Soul Investigators; TR, 2006


Quarantatre anni, newyorkese, una lunga gavetta tra collaborazioni passate più o meno inosservate (con Brand New Heavies, Leftfield, The The, Wax Poetic), al pari dei suoi primi due lavori da solista. Ora ci riprova, accompagnata da un collettivo di dieci elementi impreziosito da una scoppiettante sezione d’archi, tutti provenienti dalla Finlandia(!), sua terra d’adozione dopo il matrimonio con il poliedrico Jimi Tenor, produttore e arrangiatore. Stiamo parlando di Nicole Willis, che con l’ultimo “Keep Reachin’Up” ha conquistato stampa e pubblico d’oltre Manica. Il lavoro è un vibrante ed appassionato......continua



“Back To Black”; Amy Winehouse; Island, 2007


Nata nel Middlesex (Inghilterra), e cresciuta a Southgate (Londra), Amy Winehouse è il classico personaggio che, con le sue mille contraddizioni, è una vera e propria manna per i voracissimi media del Regno Unito (e non solo). Con il suo look a base di piercing, tatuaggi da marinaio e inverosimili “cofane” di capelli, è onnipresente sulle prime pagine dei tabloid d’oltre Manica, pronti a documentare le sue mille disavventure con alcool e droga, i suoi continui andirivieni dalle cliniche di disintossicazione. Insomma, a giudicare dalle apparenze, quasi un Pete Doherty in gonnella, con l’immagine......continua



''The Good, The Bad & The Queen'', Parlophone, 2007


I cosiddetti supergruppi, nella storia del rock passato e recente, non hanno mai convinto del tutto. Attesi con ansia da media e fan, alla resa dei conti hanno sempre lasciato un po' d’amaro in bocca, vuoi per le aspettative (spropositate), vuoi per l'oggettiva difficoltà a mettere insieme troppi galli in un pollaio (quasi sempre) troppo piccolo. Logico, perciò, accostarsi con cautela alla notizia della nascita dell’ennesima super band che riunisce in un colpo solo notevoli individualità dai background più disparati. Stiamo parlando del progetto  chiamato The Good, The Bad & The Queen; ovvero Damon......continua



“Someone To Drive You Home”, The Long Blondes, Rough T./Self, 2006


Sheffield, Inghilterra: calcio, tanto calcio, e un cuore musicale pulsante. In passato lì si sviluppò un pugno di band decisive nel periodo del post punk: Human League, ABC, Heaven 17, Clock Dva, Cabaret Voltaire; poi vennero i nipotini Arctic Monkeys, novelli cantori dello ordinario squallore, ed ora  è  il turno dei The Long Blondes. Il quintetto in questione, capeggiato dalla front woman Kate Jackson, rappresenta l’ultimo tassello di una tradizione dura (per fortuna) a morire. La loro proposta, infatti, condensata nel convincente debutto (“Somone To Drive You Home”), appare profondamente......continua



“Orphans”, Tom Waits, Anti/Self, 2006


Natale, è noto, per il mondo discografico (e dei prodotti dell’ingegno in generale), è tempo di “strenne”. Per i dischi, nello specifico, il termine indica per lo più voluminose confezioni atte a contenere monografie (spesso trite e ritrite) inerenti all’opera omnia (o quasi) degli artisti di cassetta. Per dirla in soldoni, i famigerati “greatest hits” Più di una volta questa consuetudine mercantile ha riguardato anche personaggi che con il natalizio in senso stretto poco avevano da spartire. Altre (rare, rarissime) volte, come in tal caso, si sfrutta il periodo delle palline di Natale per regalare......continua



''Toilette Memoria'', Moltheni, La Tempesta/Venus, 2006


Sette anni di carriera artistica, quattro album all’attivo: Umberto Giardini, in arte Moltheni, passo dopo passo ha saputo costruirsi una strada propria e sufficientemente autonoma nel mare magnum del cantautorato italiano. Nell’ultimo “Toilette Memoria”, il percorso cominciato nel 1998-1999 con “Natura In Replay”, comincia a raccogliere i frutti di un talento sin dagli inizi evidente nelle sue enormi potenzialità. Il nuovo lavoro presenta notevoli novità rispetto al precedente (e più ostico) “Splendore Terrore”. Nelle tredici tracce che lo compongono, la cifra stilistica è rimasta pressappoco......continua



“Costello Music”, The Fratellis, Universal, 2006


Trio classico – chitarra, basso e batteria – quello formato da Jon, Barry e Mince: sono The Fratellis, tre squinternati di Glasgow che con il loro esordio, “Costello Music”, investono pubblico e critica con un sound intriso di passione e amore per il rock’n’roll delle origini, quello più viscerale e vero. Il dischetto, che in breve tempo ha assicurato loro notevole fama e visibilità, è un vero e proprio gioiellino: dall’inizio alla fine è un turbinio d’ironia scanzonata, ritmi sostenuti a metà tra indie rock e Fifties (“Henrietta”, “Creeping Up The Backstairs”, “Chelsea Dagger”), e ancora vaudeville......continua



“Koop Islands”, Koop, Compost/Family Affair, 2006


Il loro esordio, cinque anni or sono, andava ad inserirsi (apparentemente) nel filone della “musica di tendenza” del momento: un vago e indefinito contenitore che comprendeva una commistione di elettronica, dance, lounge e, soprattutto, jazz. Lo chiamavano “Nu Jazz”, e i Koop si proponevano, a ragione, tra gli esponenti più credibili e dotati. L’incognita era la tenuta di musica, progetto e stile, come senz’altro della moda che aveva portato tali ritmi agli onori della cronaca. Da allora del duo svedese si sono perse le tracce, fino all’uscita del loro secondo lavoro: “Koop Islands”. L’album in......continua



“Those The Brokes”, The Magic Numbers, Emi, 2006


Poco più di un anno fa, il loro debutto eponimo aveva sorpreso e affascinato grazie ad una notevole carica di freschezza, sublimata in composizioni tanto leggere quanto perfette per dinamiche e ritmo. Ora i Magic Numbers ci riprovano con un secondo album, “Those The Brokes”, che li vede fare parecchi passi in avanti lungo un percorso stilistico/musicale sempre più convincente. Il quartetto britannico, infatti, si conferma tra i più credibili e originali interpreti del pop/rock “passatista”, riuscendo a dare forma ed omogeneità ad influenze e rimandi nobilissimi, già abbondantemente individuati......continua



“Reale”, Casino Royale, V2, 2006


L’anno prossimo festeggiano il ventennale di una carriera sorta, concerto dopo concerto, nei centri sociali dell’epoca della Milano da bere. Sembra un’era geologica fa, eppure sono passati solo due decenni, che i nostri hanno vissuto intensamente, partendo dallo ska-rocksteady e giungendo via via a un riuscito esempio di cross over, così riuscito (e all’avanguardia) da risultare poco comprensibile. Poi, una sofferta scissione, con il vocalist principe – Giuliano Palma – deciso a concentrarsi su quello che inizialmente era solo un side project (i Bluebeaters), e la scelta, coerente fino all’autolesionismo,......continua



“Fuochi Fatui D’Artificio”, Virginiana Miller, Radiofandango/Edel, 2006


Dopo più di tre anni ritornano con un nuovo disco i Virginiana Miller, a testimoniare un percorso di ricerca stilistica e musicale in cui il lato commerciale non è certamente la prima delle loro preoccupazioni. Li avevamo lasciati con “la Verità Sul Tennis”, albo incentrato sul confronto/scontro col passato e i relativi rimpianti, li ritroviamo con questo “Fuochi Fatui D’Artificio” che da lì riparte con analoghe tematiche e ambientazioni. Rispetto al precedente, si respira un’atmosfera di maggiore e pacificata conoscenza di sé, di ricordi che vengono fatti emergere e prendere forma in composizioni......continua



“Fox Confessor Brings The Flood”, Neko Case, Anti/Self, 2006


Nata in Virginia e ben presto trasferitasi a Vancouver, Neko Case non è proprio l’ultima arrivata. La sua carriera musicale comincia in Canada, intorno al 1994, passa attraverso punk, pop e traditional, le collaborazioni con Sadies e New Pornographers, e approda infine alla sua grande passione: il country. Ovviamente stiamo parlando di un country quanto mai ibrido e modernizzato, ma al contempo saturo di suoni e atmosfere del folclore a stelle e strisce. Uno sguardo commosso al passato con i piedi saldamente ancorati al presente. Questa la musica di Neko Case, vera musa nascosta dell’Americana,......continua