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''Middle East Now'': protagonisti i documentari di Greenhouse al cinema La Compagnia
[ 14-04-2018 ]

La 5a giornata del "Middle East Now" al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50r) si apre con la presentazione del libro "Sufi Network. Le confraternite islamiche tra globalizzazione e tradizione" alle ore 11.30. L’autore, Francesco Leccese, analizza il Sufismo moderno e contemporaneo soffermandosi sul ruolo storico delle confraternite islamiche. Tema centrale del saggio è, in particolare, la nascita delle confraternite e delle pratiche sufi all’interno delle società islamiche e occidentali, accanto all’utilizzo di Internet nella creazione di un’identità islamica post-moderna. Presenta Massimo Campanini (islamologo, docente all’Accademia ambrosiana di Milano e allo IUSS di Pavia).

Protagonisti della giornata i tre nuovi documentari sviluppati e promossi da Greenhouse Film Center: "Mr. Gay Siria" di Ayse Toprak, "Stronger Than a Bullet" di Maryam Ebrahimi e "Kabul Dystopian Symphony" di Aboozar Amini, di cui però si potrà vedere solo alcune scene selezionate in anteprima assoluta. In sala sarà presente Sigal Yehuda, direttore di Greenhouse che parteciperà assieme al regista Aboozar Amini al dibattito col pubblico.

Proiezioni in programma:

Ore 15.00, "Iman" di Mia Bittar (Sudan, 2017, 44’)
La storia ispirata a fatti reali di quattro giovani sudanesi provenienti da diversi background sociali e percorsi di vita, che per circostanze particolari si ritrovano attratti dall’estremismo più radicale. Le loro storie si intrecciano per tutto il film ma i personaggi non si incontrano mai. Il film indaga il volto umano della piaga dell’estremismo violento, le dinamiche e le ragioni che portano a fare scelte di vita estreme. Nel film anche il giovane cantante della famosa band sudanese Aswat Elmadina, Goodwill Ambassadors delle Nazioni Unite.

Ore 16.00, "Mr. Gay Siria" di Ayse Toprak (Turchia, Germania, Malta, Francia, 2017, 85’)
Husein, un barbiere di Istanbul, vive una doppia vita, combattuto tra la sua famiglia conservatrice e la sua identità omosessuale. Mahmoud è il fondatore del movimento omosessuale in Siria, e vive da rifugiato a Berlino. Sono accomunati dal sogno di partecipare a Mr Gay World. Il film racconta le peripezie di un gruppo di rifugiati che cercano d’inviare un rappresentante siriano alla competizione: uno spaccato intimo e inedito dell’identità omosessuale siriana “in esilio”, vincitore dell“Human Rights Award” al festival di Sarajevo.

Ore 17.30, "Kabul Dystopian Symphony" di Aboozar Amini (Afghanistan, 2018, 15’ – work in progress)
Il film ci fa immergere in un viaggio visivo dentro Kabul, attraverso gli occhi dei passanti. Nonostante la confusione e la disperazione causate da una guerra infinita, la gente coltiva ancora tenaci e inestimabili sogni, in una città in cui l’oppio e la vita umana sono i più economici al mondo.

Ore 18.00, "Stronger Than a Bullet" di Maryam Ebrahimi (Iran, Svezia, Qatar, Francia, 2017, 75’)
Narratore e personaggio centrale del film è Saeid Sadeghi, fotografo di guerra durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988). Molte delle sue foto vennero usate per creare la propaganda di guerra in favore del martirio, e oggi si considera responsabile dell’invio di migliaia di ragazzi nelle loro tombe. Sadeghi attraversa paesaggi pieni di testimoni silenziosi, alla ricerca di persone che ha fotografato all’epoca, sperando di incontrare alcuni dei sopravvissuti. Attraverso filmati d’archivio, questo ritratto elegantemente composto è anche un saggio sull’ideologia, la propaganda e il potere dell’immagine.

L'appuntamento quotidiano ad ingresso gratuito con "Il punto delle 19.30" si incentrerà sull'Iran, con la presentazione del libro di Luciana Borsatti "L'Iran al tempo di Trump". L’arrivo di Trump alla Casa Bianca e la sua politica verso l’Iran, che sembra voler riaprire una nuova stagione di ostilità contrapposta, è stata per gli iraniani una imprevista doccia fredda. Luciana Borsatti, corrispondente Ansa a Tehran, raccoglie in questo volume voci e opinioni diverse nel nuovo clima che si respira a Tehran. Presenta Nicola Pedde, esperto Iran e medio oriente, e Direttore dell’Institute of Global Studies.

Ore 20.00, è ora di cena, l'Eating Middle East organizza un aperitivo con i piatti delle cucina siriana fatta in casa. A cura di Dina Mousawi e Itab Azzam, autrici del libro di ricette “Our Syria. Recipe from Home”, con il coordinamento di Silvia Chiarantini.

Ingresso e proiezione del film a seguire: 15 euro.

Ore 20.45 prosegue la programmazione dei film con:

"The Scribe" di Loay Fadhl (Iraq, 2017, 4’)
Cortometraggio di uno dei più talentuosi giovani registi iracheni, basato sulla tradizione irachena di trasmettere le informazioni attraverso la scrittura, ancora oggi in uso a Baghdad attraverso gli scribi. E’ la storia di un uomo che visita quotidianamente uno di questi scriba, nel tentativo di comunicare con la moglie recentemente deceduta. Il presente drammatico dell’Iraq si riunisce con la sua storia antica, di culla della scrittura.

A seguire, "The Journey" di Mohamed Jabarah Al-Daradji (Iraq, Canada, UK, Francia, Qatar, Paesi Bassi, 2017, 82’), alla presenza dell’attrice protagonista
Baghdad 2006. Sara entra alla stazione nel giorno della cerimonia di riapertura con il proposito di farsi esplodere. Mentre si prepara a mettere in atto il suo piano, incontra il giovane ferroviere Salam. Ostaggio del proposito della donna, Salam cerca di farle cambiare idea facendo appello alla sua umanità. Accomunati da paura e confusione, Sara e Salam si trovano costretti a riesaminare le loro convinzioni, da lati radicalmente opposti della politica e della società. L’ultimo film di Mohamed Al-Daradji, il più talentuoso regista iracheno di oggi, una meditazione politica intensa e provocatoria girata in forma di thriller nella capitale irachena.

Ore 22.30, Muhi-Generally Temporary di Rina Castelnuovo-Hollander, Tamir Elterman (Israele, Germania, 2017, 89’)
La storia emozionante di Muhi, ragazzino di Gaza vivace e coraggioso, che ha vissuto tutta la sua vita in un ospedale israeliano, accolto da piccolissimo a causa di una grave malattia autoimmune. Per salvargli la vita, i medici gli hanno amputato braccia e gambe. Intrappolato tra due patrie e due popoli, Muhi non è in grado di tornare a Gaza e suo nonno decide di restare con lui. Assistiamo ai momenti più importanti della loro vita, vissuti in circostanze paradossali che trascendono l’identità, la religione e il conflitto che divide il suo mondo. Il suo tempo in ospedale si sta però esaurendo, e Muhi ora deve affrontare la scelta più critica della sua vita. Catturando allegramente il cuore di tutti, ebrei e palestinesi, Muhi è schietto sulla propria identità: “Io non sono ebreo, sono arabo!”.

Dalle ore 22.30 il festival continua con il Middle East Now Party al circolo cultura urbano BUH! (via Panciatichi, 6) con il Dj-set di Saeed Aman e la selezione di musica proveniente dal mondo arabo di Habibi Funk.

Film in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese

Info: middleastnow.it

 

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