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Giornata conclusiva del ''Middle East Now'' al cinema La Compagnia di Firenze
[ 15-04-2018 ]

L'ultima giornata del "Middle East Now", il festival internazionale sul cinema Medio Orientale, si apre domenica 15 Aprile con il "Talk della domenicadalle ore 11.00 alle 13.00 al cinema La Compagnia (via Cavour, 50r Firenze). Il dibattito sarà incentrato sui conflitti vecchi e nuovi, sulle reazioni e le prospettive dei paesi del Medio Oriente, spesso afflitti da tensioni internazionali e da guerre incessanti. Saranno presenti Luciana Borsatti, corrisponde Ansa in Iran, Massimo Campanini, islamologo e docente all’Accademia ambrosiana di Milano e allo IUSS di Pavia, e altri giornalisti ed esperti di Medio Oriente; coordina Nicola Pedde, direttore dell’Institute of Global Studies.

Alle ore 12nella saletta Mymovies del cinema, sarà presentato il manuale "Istant Arabo". Un manuale per avvicinarsi allo studio della lingua araba in maniera leggera e divertente, cosi’ come nello stile dell’autrice, che ha milioni di follower su Youtube. Assieme all’autrice ci sarà Chiara Comito, arabista e fondatrice di editoriaraba.com, il più importante blog sulla letteratura araba contemporanea.
A seguire una speciale lezione di Maha su lingua araba e cibo: nomi e significati dei piatti più importanti della cucina araba. Bon ton a tavola con degustazione di prelibatezze palestinesi preparate da Maha Yakoub e Silvia Chiarantini, esperta di cucina e di cultura del Medio Oriente.

Dalle 15.00 inizieranno le proiezioni dei film con:

"The Poetess" di Stefanie Brockhaus, Andreas Wolff (Arabia Saudita, Germania, 2017, 89’)
Hissa Hilal è una poestessa e attivista quarantatreenne dell’Arabia Saudita, che sfida quotidianamente i propri limiti per cercare il cambiamento. Pur indossando il burqa, decide di partecipare al talent show televisivo “Million’s Poet” ad Abu Dhabi, la più grande competizione di poesia del mondo arabo, dominata dagli uomini e con milioni di dollari in palio. Diventa famosa a livello internazionale grazie alle sue poesie contro il terrorismo e il fanatismo islamico, davanti a milioni di telespettatori. Come ha acquisito la conoscenza e il coraggio di salire sul palco e rischiare la sua vita?

Ore 16.30, "Mirror Image" di Danielle Schwartz (Israele, 2013, 11’)
Una coppia di nonni ebrei israeliani è sfidata dalla loro nipote, a ricostruire una versione concordata della storia segreta di un grande specchio di cristallo, preso dal villaggio palestinese di Zarnuqa durante la Nakba – l’espulsione di centinaia di migliaia di palestinesi da parte del nuovo stato israeliano durante la Guerra del 1948. Una discussione intima che riflette sulla presenza della Nakba nelle vite degli ebrei israeliani, e sui resti celati spesso al centro delle loro vite.

A seguire, "The Oslo Diaries" di Mor Loushy, Daniel Sivan (Israele, Canada, 2018, 97’)
L’incredibile documentario che racconta i retroscena degli accordi di Oslo tra Israele e Palestina, attraverso filmati d’archivio mai visti prima d’ora. Nel 1992, con le relazioni israelo-palestinesi in crisi, un improbabile gruppo di negoziatori – due professori israeliani e tre membri dell’OLP – s’incontrano segretamente in Norvegia. A questi incontri non autorizzati, i nemici hanno ferme convinzioni: per i palestinesi gli israeliani sono gli occupanti, gli israeliani vedono nei palestinesi dei terroristi. Ma accomunati da un serio desiderio di pace continuano ad insistere, nonostante battute d’arresto scoraggianti, una violenza crescente e una continua tensione politica, raggiungendo alla fine un accordo che pochi pensavano possibile. “The Oslo Diaries” racconta con una voce personale di una cruciale vicenda geopolitica, della natura delicata della pace e di quella degli individui, che nonostante le profonde contrapposizioni riescono in certi casi a guardare i loro oppositori come amici.

Ore 18.30, "What Comes Around" di Reem Saleh (Egitto, Libano, Grecia, Qatar, Slovenia, 2018, 79’)
Protagonista di questo intenso ed emozionante documentario, presentato in anteprima alla Berlinale, è Um Ghareeb, donna egiziana che definisce “una grande famiglia” la comunità in cui vive, “al Gami yas” in uno dei quartieri più poveri del Cairo. Qui tutti contribuiscono regolarmente con una piccola somma di denaro messa in un piatto, e ogni settimana assieme decidono chi è attualmente il più bisognoso di riceverà sostegno. La regista Reem Saleh ha trascorso sei anni con i membri di questa comunità, raccontando la loro quotidiana lotta per la sopravvivenza: tra testimonianze forti e storie di donne tenaci, tratteggia il ritratto intimo della solidarietà che si genera in un mondo inospitale, letteralmente sospeso tra i binari della ferrovia.

Dalle 21.00 inizierà la serata di chiusura del festival con la premiazione “Middle East Now Award” per il miglior film votato dal pubblico e la premiazione cortometraggi “Best Short Film by NYU” e “Best OFF”. Tutto incorniciato con la partecipazione speciale di Travis Beard, musicista e regista del film “Rockabul” e di Yusoof Ahmad Shah detto “Yo Khalifa”, cantante e leader dei District Unknown, prima band heavy metal dell’Afghanistan, e protagonista di Rockabul. 

A seguire saranno proiettati i film di chiusura: 

"Sulukule Mon Amour" di Azra Deniz Okyay (Turchia, 2016, 6’)
Gizem e Dina sono due ragazze di Sulukule, un distretto di Istanbul che sta per essere demolito. Ballano per le strade e in cima alle antiche mura della città, con una torcia sollevata trionfalmente che emana fumo colorato. La loro danza è resistenza, unisce le persone, è una celebrazione della loro libertà. Vogliono combattere la discriminazione contro donne, curdi, arabi e rom. In questo ritratto dalla forte potenza visiva e musicale, la danza è la loro salvezza.

"Rockabul" di Travis Beard (Australia, Afghanistan, UK, Bosnia Herzegovina, 2018, 90′)
I District Unknown sono la prima band heavy metal dell’Afghanistan, animati da una passione smisurata più che da reali capacità musicali. Il musicista e regista Travis Beard li scopre nel 2009, e da allora ne segue la carriera, compresa la sfida più grande: in Afghanistan la musica rock è considerata satanica dai fanatici religiosi e chi la pratica è perseguitato. “Rockabul” racconta la scena musicale underground di Kabul, gli spazi nascosti ma anche l’unico festival musicale del paese, il Sound Central. I District Unknown diventato a poco a poco famosi, anche oltre i confini del loro paese, ma la loro popolarità aumenta anche il pericolo a cui sono esposti i componenti della band. Riuscirà l’amore per il loro paese, per la loro la band e per le loro famiglie, a essere più forte del richiamo verso una vita più normale all’estero?

Film in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese

Info: middleastnow.it 

LG

 

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