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Giovani Reporter

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Reporter a Teatro: ''Una Mira al passo con i tempi'' di Federica Zetti
[ 13-07-2017 ]

Si apre il sipario della Pergola di Firenze e gli spettatori vengono catapultati in quella che è un’insolita cena di  affari organizzata dal marito di Mira, protagonista indiscussa dello spettacolo. Rando è un marito assente, sempre impegnato con il lavoro, del quale tiene allo scuro anche sua moglie. Brizio, il contabile, è un amico fidato di Rando, ma è segretamente innamorato di Mira. Alla cena partecipano due uomini, dei quali il più giovane è un esperto di antiquariato di nome Poli, mentre l’altro, Albi, è un grossista. Insieme a loro due giovani attrici, Deja e Orte. La scena viene divisa astutamente da Gianni Carluccio in due ambienti: la cucina e la sala da pranzo. Mira è costretta a prendere in mano la situazione e a gestire gli ospiti come meglio può. L’atmosfera rimane cupa e misteriosa durante tutta la cena e viene incrementata ulteriormente con l’arrivo di Riva. Egli dice di essere un cliente in cerca di una stanza per una notte, ma si può notare già da subito l’ambiguità del suo personaggio. Con la notte la scena si sposta al piano superiore dove si trovano le camere degli ospiti. La seconda parte dello spettacolo è caratterizzata da intrecci e sotterfugi ed è incentrata sulla mutazione di Mira.

A dar vita a Mira è una delle attrici più raffinate e intelligenti dei nostri giorni, una grande musa del cinema italiano, vincitrice di molti premi tra cui il David di Donatello, e non nuova al mondo del teatro: Laura Morante.
Mira appare subito come una donna diversa dal modello settecentesco di Goldoni, in cui la protagonista Mirandolina era sicura di sé e usava il suo fascino come arma per difendersi da un mondo che vedeva ancora le donne come più deboli. Infatti come dice Laura stessa: “Mira è una donna sopraffatta dagli eventi, almeno inizialmente, e dominata da un marito assente. Pian piano però prenderà coscienza di sé e della realtà che le sta attorno, fino a somigliare sempre di più alla Mirandolina di Goldoni”.
Così risulta sempre più evidente che dentro il personaggio di Mira è nascosta una personalità molto più audace e astuta, che saprà sfruttare la situazione a suo vantaggio. Stupisce infatti gli spettatori il finale dello spettacolo in cui Mira riesce con scappatoie ed inganni a liberarsi del marito e a diventare l’unica proprietaria della locanda. Mira si trasforma quindi in una donna moderna e indipendente che sa essere al passo con i tempi.

Il regista Roberto Andò riprende anche il celebre svenimento di Mirandolina riadattandolo in un contesto che sembra ispirato ad uno dei romanzi gialli di Agatha Christie. Si intuisce nella raffigurazione di alcuni personaggi il sottile richiamo al legame con il mondo criminale. Coloro che si definiscono uomini d’affari non sono altro che uomini loschi e corrotti che descrivono la tipica società italiana di oggi troppo legata al denaro e ai beni materiali.

Questa rivisitazione dell’originale di Goldoni nasce da un’operazione congiunta tra Laura Morante, Roberto Andò e il drammaturgo e regista Edoardo Erba.
E accanto alla protagonista non possiamo poi non citare gli altri componenti del cast : Giulia Andò nel ruolo di Ore; Bruno Armando in quello di Albi; Eugenia Costantini di Deja; Vincenzo Ferrera di Brizio; Danilo Nigrelli di Riva e Roberto Salemi di Poli, che purtroppo sono stati poco approfonditi rispetto al personaggio di Mira. Una versione sicuramente diversa dalle precedenti Locandiere di Goldoni, tra le quali ricordiamo quella del 1965 con Valeria Moriconi e quella del 1979 con Carla Gravina, sempre sul palco della Pergola. Forse questa estrema modernizzazione di Erba non è completamente compresa dal pubblico, che sembra non gradire a pieno lo spettacolo non mostrando un grande apprezzamento durante gli applausi finali.

Federica Zetti

Federica Zetti con questo articolo ha partecipato al concorso "Reporter a Teatro" indetto dal Portalegiovani del Comune di Firenze e dalla Fondazione Teatro della Toscana.

 

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