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Mostra sul ''Nubifragio'' del Parco dell'Albereta a cura di Giovanni Fanetti alle Vie Nuove
[ 17-12-2017 ]

Dal 17 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, il Circolo delle Vie Nuove (viale Giannotti, 13 - Firenze) ospita la mostra di Giovanni Fanetti dal titolo "Nubifragio".

Il fotografo fiorentino, classe 1939, già recentemente ospitato per la mostra dedicata al motociclismo d’Antan degli anni’70 (che ha visto proprio in questi giorni l’uscita del volume “Sidecar”), torna al Circolo Vie Nuove per una nuova importante mostra dedicata al Parco dell’Albereta; quello spazio verde, che prima del tragico evento climatico del 01 agosto 2015, prima dunque di quello che non solo Fanetti ricorderà come il “Nubifragio”, rappresentava senza dubbio il polmone naturale più importante dell’area Sud di Firenze. Quel parco a cui non solo gli abitanti di Gavinana sono sempre stati
affezionati, ma i fiorentini tutti. Attraverso gli scatti il fotografo intende raccontare com’era il parco prima della tempesta e, dopo la devastazione, la rinascita da ciò che si è salvato attraverso i segni del taglio sulle numerose ceppaie.

"L’Albereta - ha dichiarato Fanetti- ha perso buona parte dei suoi alberi più antichi lungo la riva del fiume Arno e nella zona degli impianti sportivi e, con loro, le grandi zone d’ombra che davano refrigerio e riparo dal sole cocente d’estate. Era per me il luogo preferito fin da bambino dove trascorrevo pomeriggi interi, imparando a nuotare quando ancora non esistevano i bagni pubblici e, da adulto, dove passeggiavo con i miei cani e mi soffermavo a contemplare i grandi pioppi bianchi che sfioravano il cielo, cogliendo il momento giusto per immortalarli. E’ con queste foto che voglio ricordare com’era il parco nei suoi momenti di immensa bellezza. Dopo la tempesta, ho camminato a lungo per il parco, guardando con desolazione ciò che era rimasto e desiderando profondamente che tutto fosse un brutto sogno. Non era così, ma nello sconforto fra le ceppaie ho scoperto la nascita di nuove meravigliose vite: il messaggio che niente si conclude definitivamente".

"Fanetti lo racconta attraverso quello che erano le preziose ombreggiature, il fogliame di quei giganti bianchi, i grandi pioppi che ne disegnavano il paesaggio, attraverso un elegante bianco nero che sfrutta la morbidezza e l’eleganza di chi sa guardare la quotidiana realtà e la bellezza delle cose con uno sguardo non convenzionale. Poi improvviso, quel 1 agosto di due anni fa che Fanetti documentò in diretta dalla sua finestra; quei convulsi istanti di terrore, immortalati in alcuni scatti che possono sembrare astratti frattali matematici, pieghe di un ippocampo, creste di improbabili onde, ma  che in realtà lasciano invece intuire la devastazione che ne seguì. Da li, la desolazione e il successivo abbattimento di quegli antichi alberi, che una volta oltraggiati e poi tagliati, nelle loro rotonde sezioni, diventano, sempre agli occhi di Fanetti, ispirazione per orizzonti di fantasia, increspature della memoria, ricami e tessiture di pregio, che inviterebbero ad una percezione tattile e ad una carezza" ha concluso Daniele Sordi.

La mostra sarà visitabile, ad ingresso libero, ogni giorno fino a domenica 07 gennaio 2018 nel normale orario di apertura del circolo "Vie Nuove": Lun-Sab 13.00 - 24.00 / Domenica e Festivi 9.00 – 24.00.

Ingresso libero.

Per informazioni: vienuove@vinuove.it  - www.arcifirenze.it/circoli/circolo-vie-nuove 

 

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