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Street Art: il murale ''Lost Giant'' dell'australiano Stormie Mills ai Canottieri di Firenze
[ 26-04-2018 ]

Sempre più street art per le vie di Firenze. Da venerdì 27 fino a domenica 29 aprile l’artista australiano Stormie Mills realizzerà un “murale” su una parete esterna della sede della Società Canottieri di Firenze, via di Villamagna 41. L'iniziativa a cura di Florence Biennale – Mostra internazionale di arte contemporanea, è in stretta connessione con l’82a Mostra internazionale dell’Artigianato di Firenze che si svolge alla Fortezza da Basso fino a martedì 1° maggio 2018 e rientra nel  progetto “Florence Street Art – Art Can Change the World” che, in collaborazione con il Comune di Firenze, Firenze Fiera e la Street Levels Gallery, si pone l’obiettivo di dare spazio e visibilità alla street art nella città di Firenze, in occasione di una delle mostre più frequentate dal pubblico toscano e non solo, che per l’occasione sta ospitando un’area espositiva presso il padiglione Rastriglia curata da Florence Biennale. L'inaugurazione del murale Lost giant è prevista per lunedì 30 aprile, alle 11.30, alla presenza, oltre che dell'autore Stormie Mills, anche dell'assessore allo sport del Comune di Firenze, Andrea Vannucci

Lo street artist australiano realizzerà per la prima volta in Italia un murale e per l’occasione ha scelto Firenze, in particolare un muro della sede della Società Canottieri di Firenze, in via Villamagna, numero 41. Dipingerà un Lost Giant (cioè un “gigante perduto”), seduto dentro un barchetta che pare alla deriva, senza remi, né timone.
La carriera dell’artista inizia nelle città australiane dove sin dal 1984 dà voce alle anime perdute dei sobborghi con una collezione di personaggi ispirati e profondamente connessi alla strada. Il suo viaggio creativo esordisce negli angoli dimenticati delle nostre città, gli edifici e le strade abbandonate diventano il suo supporto da dipingere. Con lo sviluppo della sua arte, i personaggi iconici di Stormie si sono fatti strada nelle gallerie e nelle case dei collezionisti dell'Australia e del mondo. La tavolozza di colori di Stormie è nettamente monocromatica. Il nero rappresenta lo sporco, il bianco simboleggia le cancellature, il grigio è tratto dal paesaggio urbano e l’argento è connesso alla dimensione dei sogni. Le opere attingono a un profondo senso di isolamento eppure ogni personaggio sembra portare un messaggio di speranza. Questi elementi opposti nella pratica di Stormie infondono ai suoi personaggi una presenza palpabile e di umanità. E quando l'arte cattura la tenerezza della condizione umana, le persone si connettono con essa.
Nasce così il suo iconico “Lost Giant” – gigante perduto – protagonista di un'entusiasmante iniziativa globale promossa dall’artista che mira a vedere i suoi personaggi più grandi dipinti in quante più città possibili in tutto il mondo. L'idea dei “giganti perduti” è ispirata a un momento personale della vita dell’artista che a 16 anni si è ritrovato perso, vagando in posti che non aveva mai visto prima. Viaggiando da solo in città come New York e Londra in giovane età, Stormie ha percepito la grandezza del paesaggio urbano dove tutto sembrava più grande della vita stessa.
La sensazione di perdersi dentro quello che ha percepito come un paesaggio urbano sovradimensionato ha portato Stormie a incanalare le sue sensazioni in questi giganteschi personaggi che vagano per la città. Ogni Lost Giant svolge un proprio ruolo, come parte di un racconto più grande che riflette le qualità uniche della comunità a cui appartiene e che diventa la sua casa. Uno ad uno i “giganti” di Stormie viaggiano per il mondo raccontando una storia, di come essere perduti può anche aiutare a ritrovarsi.

Inoltre all’interno del Padiglione Rastriglia della Fortezza da Basso di Firenze, cioè in prossimità della biglietteria della Mostra dell’artigianato, i visitatori possono ammirare le opere di vari artisti italiani e internazionali; oltre alle realizzazioni dello stesso Stormie Mills, si ammirano le opere del pittore e designer Diego Gabriele, di Poggibonsi (SI), che ha già operato in ambito nazionale e internazionale; dei romeni Vlad Mititeu (graffiti artist) e Ache 77 (specializzato in stencil); l’illustratore, pittore, storyteller e artista urbano Exit Enter, attivo sulla scena fiorentina e noto soprattutto per le sue figure che giocano e rincorrono un palloncino rosso sui muri della città.
Ha ottenuto molto successo, sabato 21 aprile durante l’inaugurazione della mostra, la presenza alla manifestazione dello street artist fiorentino Zed1 - conosciuto per le sue realizzazioni provocatorie e umoristiche  – che, oltre a esporre alcune sue opere, all’interno del Rastriglia ha realizzato quattro pitture murali su altrettante facciate di un parallelepipedo di 10 mq ciascuna, con il cosiddetto metodo second skin: in pratica il pubblico è stato chiamato a “svelare”, minuto dopo minuto, togliendo via la carta (anch’essa dipinta) che temporaneamente celava la visione all’opera vera e propria. Quando anche l’ultimo brandello di carta è stato rimosso, finalmente si sono potute ammirare per intero le pitture sul grande solido.
Completano la squadra di artisti presenti al Padiglione Rastriglia della Fortezza da Basso un altro australiano, Tim Guider, che all’XI edizione di “Florence Biennale” dello scorso ottobre, si è aggiudicato il primo premio nella categoria “Istallazioni” grazie a due rombi luminosi che campeggiavano all’ingresso del Padiglione Spadolini, e la scultrice e pittrice brasiliana Melinda Garcia, anch’essa premiata durante la scorsa edizione di “Florence Biennale”.

Info: www.florencebiennale.org

 

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