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''Il Cielo negato'', dibattito sul ruolo della donna nella scienza alla Fondazione Scienza e Tecnica
[ 06-05-2018 ]

In occasione del Finissage che si svolgerà domenica 6 maggio alle ore 18.00 negli spazi della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, in via Giuseppe Giusti, "Il Cielo negato", metafora di una salita per motivi infondati spesso declinata fino al presente, apre ancora una volta il dibattito contemporaneo sul ruolo della donna nella scienza e anche sul rapporto con il patrimonio storico scientifico costituito dalle donne. Due artiste del contemporaneo, Laura V.d.B.Facchini e Cri Eco riconciliano vita e opera di due astronome del Settecento e dell’Ottocento con un’ambientazione nel presente attraverso un video d’arte. Patria Cosmica. Cosmic Homeland racconta passaggi biografici dell’astronoma statunitense Maria Mitchell e della sua cometa nel bicentenario della sua nascita (1818 -1889). L’artista italo-olandese ha eseguito una lunga ricerca sul personaggio, trasformando gli elementi la conoscenza astronomica in un’istallazione site specific realizzata nel mese di febbraio per la Fortezza Poliziana di Montepulciano. In questa occasione la genovese Cri Eco ha realizzato una Live-Performance dal titolo Materia dedicata a Caroline Lucrezia Herschel, astronoma tedesca britannica (1750-1848), per lo stesso progetto dal titolo “Tardi nel sogno. Visioni incrociate tra Astronomia e Arte” a Montepulciano.
 
Come lo confermano le loro biografie, le due artiste sono impegnate da molti anni nel disegnare un tracciato di sostegno espresso in primis a tutte le donne creative, a tutte le scienziate del passato e del presente, e alle artiste di tutti i settori che compiono delle missioni di combattimento per contribuire all’evoluzione della scienza, della cultura, delle arti, pur accettando spesso delle sussistenti condizioni di disuguaglianza con i loro colleghi.

Sul versante dell’astronomia tornano in Fondazione Elena Amato, Leslie Hunt, Elena Masciadri. tre astronome dell’I.N.A.F Osservatorio Astrofisico di Arcetri, nella prosa poetica di Marisa Tumicelli “Donne con richiami di cielo che colmano il giorno di quieti silenzi e inquietudini d’astri”. Si raccontano sotto forma di una conversazione a tre su esperienze professionali diverse, al disegno degli errori fatali nel sistema della formazione sempre e ancora diffusi che determinano il rallentamento di certe carriere prima di raggiungere la meta. Dopo i loro interventi è auspicabile un dibattito con il pubblico presente.

Non potrà mancare l’intervento delle conservatrici della Fondazione
Scienza e Tecnica Stefania Lotti, formatasi in scienze biologiche, e Laura Faustini, bibliotecaria del Museo, che invitano ad una visita narrata concentrata su una nobildonna che divenne un’importante figura nel panorama degli studi naturalistici dell’Italia del XIX secolo, Marianna Panciatichi Ximenes d’Aragona Paulucci (1835-1919).  Il ricordo di questa figura femminile che seppe imporsi nell’ambiente scientifico ottocentesco, offre l’occasione per mostrare ai visitatori un panorama del vasto ed eterogeneo patrimonio museale, attraverso un breve percorso espositivo tra le vetrine che descrivono i principali settori in cui sono suddivise le collezioni, per poi concludersi nella storica Biblioteca, dove è previsto l’allestimento di una piccola esposizione tematica. La visita è accompagnata dai canti a cappella del Duo Rossana Damianelli, soprano e Paolo Fabbroni, basso.  Nello spazio suggestivo del Gabinetto di Ottica ricordiamo anche il racconto della conservatrice Anna Giatti al Vernissage della mostra di Gloria Pastore. Visto che l’opera dell’artista è un riferimento continuo allo sguardo, i cenni storici dell’ottica e della fotografia rappresentano un valore scientifico aggiunto.

Per lasciare una traccia tangibile della loro presenza in Fondazione, Gloria Pastore e Marisa Tumicelli hanno offerto due opere in donazione alla Fondazione, simbolo dell’impegno delle donne di ogni tempo nella scienza dello spazio: Andromeda, una sedia di cristalli con due ali, e l’arazzo Gli Angeli degli Astri come diario segreto delle astronome dal passato remoto fino ai nostri giorni.

“Donne che danno splendore al presente che vivono”, scrive la poeta veronese Maria Tumicelli, “donne di scienza e d’arte con spiragli di luce.” Lo scrive in occasione di una manifestazione in corso alla Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze che analizza, attraverso il prisma di varie discipline, accuratamente l’evoluzione delle donne nella scienza e soprattutto nell’astronomia. Dietro questa frase si nasconde un’altra realtà che hanno messo a punto le astronome di Arcetri nei loro interventi che riguardano la presenza delle donne in astronomia: “Quando potremo smettere di parlare di genere? Quando essere un’astronoma-a sarà irrilevante quanto essere un astronomo?”
 
Il cielo negato, cosi il titolo del progetto ideato da Beth Vermeer, recupera la memoria di numerose scienziate con specifiche diverse e tempi diversi: matematiche, chimiche, fisiche e astronome che spesso non hanno avuto riconoscimenti anche se hanno avuto una mente brillante e hanno favorito l'evoluzione della scienza e del pensiero umano. Per restare in tema, la poeta le descrive come “Donne senza età con destino di intima solitudine” e termina con un elogio “Donne forza. Donne ardore”. Ma quale percorso, lungo la storia, è stato imposto alle donne che desideravano di conoscere la verità sulle stelle?

Nel mese di marzo, in apertura, Francesca Matteucci, Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e membro dell’Accademia dei Lincei, ha ripercorso i secoli attraverso la presentazione di figure femminili che hanno scritto capitoli incisivi della storia dell’astronomia, da Ipazia di Alessandria a Sophia Brahe, da Wilhelmina Paton Steven, Henrietta Swan Leavitt fino a Margherita Hack, Margareth Burbidge  e Vera Cooper Rubin, per nominarne alcune.  

La trasposizione dei punti cardinali del progetto dall’astronomia nell’arte contemporanea e la loro interpretazione è avvenuta grazie a Gloria Pastore, artista napoletana invitata da Beth Vermeer e autrice dell’opera site specific “Volti indiscreti”, un lavoro che completa artisticamente la conferenza scientifica di Francesca Matteucci. Pastore adopera la memoria biografica in quanto ricostruzione di un quadro maggiore che rivela la sconcertante disuguaglianza lungo i secoli attraverso ritratti rappresentativi dal mondo della scienza e anche della cultura al fine di tradurli nell’immaginario dell’arte. 

L’opera “Volti indiscreti” allestito attualmente nel Gabinetto di Ottica e nel Salone di Fisica del Museo, è composta di cinque pannelli a bassorilievo con occhi in resina, vetro e ceramica, illustrando i ritratti di Irene Curie-Joliot , Lou Andrea Salomè, Rita Levi Montalcini, Linda Buck, Margerita Hack, Sabina Spielrein, Milena Mari Einstein, Chien Schiung Wu, Maria Gaetani Agnesi. 

Nella Galleria del Museo è protagonista la seconda opera dell’artista, Gli Angeli degli Astri. Il grande arazzo appeso è realizzato in tecnica mista, con l’assemblage di oggetti in carta, fotografie varie di numerose astronome e interventi pittorici. Ospite della Fondazione Scienza e Tecnica con il nuovo Planetario, l’artista ha voluto ricordare un’astronoma fiorentina d’eccellenza, Margherita Hack. Nel mosaico dell’installazione della Pastore, l’astronoma ottiene una posizione privilegiata nel Salone di Fisica. Entrambe le opere dell’artista formano la mappa di un cielo al femminile che Gloria Pastore ha voluto consegnare ai visitatori come vademecum di una produzione culturale internazionale amalgamata dal connubio tra teoria e prassi, passato e presente. 

Info: www.fstfirenze.it

 

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