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Leggere per non dimenticare: ''L'Arminuta'' di Donatella Di Pierantonio alle Oblate
[ 16-05-2018 ]

INCONTRO RINVIATO per indisponibilità dell’autore! A conclusione del ciclo d'incontri Leggere per non dimenticare, la Biblioteca delle Oblate ospiterà la presentazione del libro di Donatella Di Pierantonio "L'Arminuta" (Einaudi, 2017), mercoledì 16 maggio 2018, ore 17.30.
Introduce: Ernestina Pellegrini. Letture: Massimo Tarducci.

L’Arminuta (la Ritornata), ovvero colei che, dopo essere stata a sei mesi trasferita dalla sua famiglia, per troppa miseria, a una coppia di parenti lontani che non potevano avere figli, a tredici anni viene improvvisamente rimandata, senza spiegazioni, alla famiglia d'origine. Ed è da questo momento che noi ne seguiamo la storia, sconosciuta tra sconosciuti che arriverà a riconoscersi.

«Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la
salute, un riparo, una certezza». Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L'Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Con Bella mia (Elliot 2014) ha partecipato al Premio Strega.

Informazioni: www.leggerepernondimenticare.it 

SC

 

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