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Scrittori raccontano scrittori: Mariapia Veladiano racconta Eugenio Montale al Vieusseux
[ 03-03-2018 ]

Il Gabinetto Vieusseux prosegue il suo cammino verso i 200 anni con la seconda edizione di Scrittori raccontano scrittori, un programma di rilettura dei classici del Novecento a cura di Alba Donati e Gloria Manghetti. Il progetto ha il Patrocinio del Comune di Firenze e del Centro per il Libro e la Lettura del Mibact, ed è stato sostenuto e condiviso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Scrittori raccontano Scrittori rientra nel percorso  di avvicinamento ai 200 anni nel Gabinetto Vieusseux. Iniziato nel 2017, e quest'anno alla sua seconda edizione, il ciclo prevede che ogni anno dieci scrittori/scrittrici siano invitati a scegliere un Autore del novecento da raccontare ai ragazzi non prima, però, di aver consultato i preziosi documenti conservati nell’Archivio Contemporaneo del Vieusseux alla ricerca di  qualcosa di nuovo.  Gli scrittori e le scrittrici hanno scelto un autore compagnoa, maestroa, di cui raccontare la storia, la figura intellettuale, il percorso, la vita, i libri partendo dalla consultazione delle carte conservate in sede.

“Abbiamo chiesto agli scrittori di oggi - dice la presidente Alba Donati - una rilettura degli scrittori di ieri fatta a partire da qualcosa di nuovo trovato nei loro appunti, negli scarabocchi, in una variante scritta a margine, in un disegno sul quaderno di appunti. Un gesto importante che offre la possibilità  ai più giovani di venire a conoscenza di quel deposito di ricchezze che è un fondo archivistico.”

L’archivio Bonsanti ha più di 150 fondi, “un suggestivo percorso – dice la direttrice Gloria Manghetti – tra autografi, dipinti, libri, oggetti, fotografie, e cimeli vari che ben si prestano a un viaggio della o nella memoria.”. L’obiettivo è portare gli studenti del liceo ad ascoltare 10 lezioni eccellenti, fatte dai migliori scrittori di oggi su 10 scrittori di ieri. Sensibilizzare quindi le giovani generazioni a conoscere da vicino e da dentro la letteratura, e recuperare l'amore per la cultura umanistica.

Dopo Mauro Covacich, Antonio Moresco, Federica Manzon e Giorgio Vasta il ciclo prosegue sabato 3 marzo con Mariapia Veladiano su Eugenio Montale.

Lo sguardo di Veladiano si focalizzerà sulle presenze femminili incontrate in vita dal poeta e diventate muse ispiratrici, angeli o fantasmi poetici. Montale ha infatti inventato, a proprio uso letterario, una personale galassia, facendo ruotare attorno a sé diverse donne.

Ma come si diventa una Musa? Sulle Muse di Montale c’è una letteratura. Di una, Irma Brandeis che Montale canta come Clizia, si può seguire, un poco forse capire, come sia diventata Musa, forse suo malgrado. Attraverso le lettere di Montale a Irma e attraverso quel che Irma ci ha permesso di intuire della loro storia d’amore, asimmetrica come tutte le storie d’amore, ma in questo caso forse molto di più, Veladiano proverà a seguire gli indizi che portano alla genesi di una poesia a suo modo scontrosa, che ci incanta soprattutto per quel che non dice.

I prossimi incontri: Michele Mari su Carlo Emilio Gadda (10/03), Alessandro Zaccuri su Carlo Betocchi (17/03), Francesca Manfredi su Dino Buzzati (24/03), Valeria Parrella su Anna Maria Ortese (07/04), Alessandra Sarchi su Paolo Volponi (14/04).

Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha insegnato lettere per più di vent’anni e ora è preside a Vicenza. La vita accanto, pubblicato da Einaudi è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010. Nel giugno del 2011 il romanzo è entrato a far parte della cinquina dei finalisti dello Strega classificandosi secondo. Nel 2012 ha pubblicato, sempre con Einaudi, il suo secondo romanzo Il tempo è un Dio breve. Nel 2013 ha pubblicato il giallo per ragazzi Messaggi da lontano (Rizzoli), Ma come tu resisti, vita (Einaudi), raccolta di riflessioni sui sentimenti e le azioni e, nel 2014, Parole di scuola (Erickson). Nel 2016 esce Una storia quasi perfetta e nel 2017 esce Lei, entrambi per Guanda. Collabora con «Il Regno», «La Repubblica», «Avvenire» e altre testate.

Eugenio Montale
(Genova 1896 – Milano 1981) nasce a Genova nel 1896 e trascorre l'infanzia a Monterosso, dove la famiglia si reca in vacanza. Pubblica nel 1925 la sua prima raccolta, Ossi di Seppia. Nel 1927 arriva a Firenze, dove frequenta il caffè delle Giubbe Rosse e si avvicina agli intellettuali di Solaria. Dal 1929 fu direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, incarico da cui fu rimosso nel 1938 perché non iscritto al Partito fascista. A Firenze vive ospite a casa dello storico d'arte Matteo Marangoni, marito di Drusilla Tanzi, con cui Montale avrà una lunga relazione e che sposerà nel 1962. Ma un'altra donna sarà importante per la vita del poeta, Irma Brandeis, con cui nascerà una storia d'amore, che si concluderà nel 1938. Questa donna diventa nella poesie di Montale emblema di una salvezza possibile, soprattutto nella raccolta Le occasioni (1939), dove compare con il soprannome di Clizia. Nel dopoguerra si trasferisce a Milano, dove inizia a collaborare con il Corriere della Sera. Nel 1956 pubblica La bufera e altro, una raccolta di componimenti riguardanti la guerra e il dolore. Nel 1966 le poesie raccolte in Xenia sono dedicate alla moglie defunta, Drusilla Tanzi, detta "Mosca". Nel 1975 Montale ottiene il premio Nobel per la letteratura. Muore nel 1981 a Milano.

I progetti sono stati pensati per le scuole medie superiori. Ogni incontro sarà seguito da un massimo di due classi.  Gli incontri saranno comunque aperti al pubblico fino a esaurimento posti.

Info: www.vieusseux.it

 

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