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Donne di troppo: Elisabetta Rasy racconta Sylvia Plath al Gabinetto Vieusseux
[ 29-05-2018 ]

Ultimo appuntamento per Donne di troppo, il ciclo di incontri promosso dal Gabinetto Vieusseux con il patrocinio del Comune di Firenze, del Centro per il libro e la lettura del Mibact e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. La rassegna, a cura di Alba Donati, è dedicata a quelle scrittrici che hanno faticato a vivere la loro ‘stranezza’, la loro ‘originalità’, la loro ‘unicità’, in un mondo che chiedeva loro solo di essere conformi alle attese della società.

Dopo gli appuntamenti con Susanna Mati su Lou Salomé, Sandra Petrignani su Marguerite Duras e Edgarda Ferri su Etty Hillesum,  il ciclo si chiude martedì 29 maggio con Sylvia Plath raccontata da Elisabetta Rasy, che alla Plath ha dedicato un capitolo del suo indimenticabile libro Memorie di una lettrice notturna (Mondadori).

La scia di Sylvia Plath era puro fuoco. Le sue muse inquietanti hanno lasciato un segno indelebile nella poesia del novecento, e oggi a Londra la casa di Fitzroy Road, che un tempo fu dimora di Yeats e dove Sylvia si suicidò nel febbraio del ’63, è meta di pellegrinaggi. Ma è nella poesia che si trova tutta la verità di questa potente scrittrice. L’intervento di Elisabetta Rasy si intitolerà "Oltre La campana di vetro: la difficile gioia delle parole" e proporrà appunto di guardare a Sylvia Plath non a partire dalla sua tragica fine e neppure dalle difficoltà della sua vita ma attraverso un corpo a corpo con la sua opera poetica, per restituire a questa donna legata a una leggenda di femminilità negativa tutta la sua potenza d'artista e con essa la sua forza vitale.

Elisabetta Rasy  (Roma, 1947) è una giornalista, scrittrice e saggista italiana. Ha pubblicato numerosi romanzi, racconti e saggi di argomento letterario, molti dei quali dedicati alla scrittura femminile. Si è occupata, fornendo ritratti letterari, di Carson McCullers, Flannery O'Connor, Anna Achmatova, Marina Cvetaeva, Edith Wharton, Ágota Kristóf, Zhang Ailing, Jamaica Kincaid e tra le italiane, Elsa Morante, Anna Maria Ortese, Cristina Campo, Grazia Deledda. Dopo la laurea in Storia dell'Arte alla Sapienza di Roma, fortemente impegnata per la questione delle donne, fonda insieme a Manuela Fraire, Anne Marie Sauzeau-Boetti, Maria Caronìa la casa editrice Edizioni delle Donne. Inizia a collaborare alla televisione e per Radio 3 della Rai. Dagli anni '70 si occupa di saggistica e critica d'arte, di letteratura femminile e femminista e ha scritto diverse opere di narrativa in parte dal taglio autobiografico. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue. Ha fondato nel 1990 con Pier Vittorio Tondelli, Jay McInerney e Alain Elkann la rivista Panta. Ha collaborato fin dai tempi dell'università a numerosi riviste (Alfabeta, L'erba voglio, L'indice, Nuovi Argomenti, Paragone, Filmcritica, ecc.), quotidiani (Paese Sera e La Stampa), a settimanali come L'Espresso, Panorama, ai supplementi Sette e Io Donna del Corriere della Sera. Tra i suoi libri ricordiamo la prima estasi (1985, premio Mondello Opera Prima), Ritratti di signora (1995, finalista al premio Strega 1995), Posillipo (1997, Premio Selezione Campiello e Premio Napoli), L’ombra della luna (1999, Premio Donna Città di Roma), Tra noi due (2002, Premio Flaiano), La scienza degli addii (2005, (Premio Letterario Basilicata), L'estrane (2007, Premio Grinzane Cavour), Le regole del fuoco (finalista al premio Campiello 2016). Attualmente è corrispondente per il supplemento domenicale del Sole 24 Ore.

Sylvia Plath (Boston, 1932 - Londra 1963) è stata una poetessa e scrittrice statunitense. Ottima studentessa, eccellente soprattutto in scrittura creativa, rivelò precocemente il suo talento di poetessa, tanto da pubblicare la sua prima poesia all'età di otto anni. Nel 1950 entrò nello Smith College, una scuola femminile nel Northampton, grazie a una borsa di studio e vi si diplomò summa cum laude nel 1955. Negli ultimi due anni di studio iniziò ad accusare i sintomi di una psicosi maniaco-depressiva che la accompagnerà per tutta la vita. In seguito a un tentativo di suicidio fu messa in cura al McLean Hospital. Raccontò di questa fase della sua vita dieci anni dopo, nel romanzo "La campana di vetro" (1963), scritto con lo pseudonimo  di Victoria Lucas. Grazie ad un'altra borsa di studio, Sylvia poté frequentare l'Università di Cambridge. Qui pubblicò le sue poesie sulla rivista Varsity e incontrò Ted Huges, un poeta inglese, che nel 1956 divenne suo marito e dal quale ebbe due figli. Dal 1957 al 1959 vissero negli Stati Uniti, dove Sylvia insegnò proprio allo Smith College, per poi trasferirsi in Inghilterra, prima a Londra e poi a North Tawton. Sylvia e Ted si separarono nel 1961 a causa della relazione che lui intratteneva con la moglie di un amico poeta. Sylvia tornò a Londra con i due figli, dove pubblicò la raccolta di poesie The Colossus. Scrisse in questo periodo il romanzo La campana di vetro (1963), dopo pochi mesi dalla pubblicazione del quale si tolse la vita.

Gli incontri si svolgeranno alle ore 17.30 presso la Sala Ferri di Palazzo Strozzi.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Info: www.vieusseux.it

 

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