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''Fine mese'', Futura Teatro celebra la commediografa Paola Riccora alle Laudi
[ 03-02-2018 ]

Il dramma della precarietà economica di molte famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese: dal 3 Febbraio, la compagnia Futura Teatro, diretta da Vincenzo De Caro, comincia il suo progetto triennale che rende omaggio alla commediografa napoletana Emilia Vaglio, alias Paola Riccora, con la messinscena della commedia "Fine mese" al Teatro Le Laudi di Firenze (con repliche il 4, il 10 e l’11).

Il testo scritto nel 1937, su esplicita richiesta di Raffaele Viviani, vede protagonista un padre affettuoso, pronto a sacrificare ogni cosa per la propria creatura: impiegato di banca finito in disgrazia, Salvatore Castronuovo (Luigi Fiorentino) cerca di garantire una vita modesta ma sicura alla sua famiglia comprando tutto a credito con estrema prudenza, calcolando di poter saldare i debiti ogni fine del mese. Quando la figlia Mariella (Eleonora Cappelletti), ospite di una zia a Roma, accetta di sposare un giovane benestante, Salvatore è disposto a interrompere la sua parsimonia contro il volere di sua moglie Amalia (Anna Collazzo): ogni traccia di squallore e miseria deve sparire dalla casa di Napoli dove il promesso sposo verrà in visita. Ad ogni fine mese i debiti aumentano ma il padre, pur consapevole di non essere in grado di pagarli, prosegue nel suo progetto... L’opera ebbe fortuna anche in Argentina dove nel 1945 – a detta delle cronache dell’epoca - fu rappresentata per ben 121 sere consecutive. Diverse anche le versioni filmiche, le più famose: “Giorno di nozze” del 1942 per la regia di Raffaello Matarazzo, con Anna Proclemer (allora ventenne) affiancata da Roberto Villa (nei panni del fidanzato); “Fine mese” del 1963 con la regia di Claudio Fino, interpretata da Nino Taranto e Regina Bianchi, e la pellicola argentina “Fin de mes” del 1953, regia di Enrique Cahen Salaberry.

Emilia Vaglio inizia a scrivere nel 1916 per la compagnia stabile del Teatro Nuovo di Napoli come Paolo Riccora, per rivelare ben presto la sua vera identità pur conservando lo pseudonimo Paola Riccora. Nel corso del Novecento, questa drammaturga napoletana ha riscontrato grande successo in tutti i maggiori teatri d’Italia e ha scritto per attori e attrici di notevole fama (tra cui Eduardo De Filippo, Ettore Petrolini, Raffaele Viviani, Dina Galli, Erminio Macario e Paola Borboni). Dopo la sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1976, è stata incomprensibilmente dimenticata.

Con questo lavoro, Vincenzo De Caro e la compagnia Futura Teatro contribuiscono all’operazione di recupero della memoria storico-teatrale iniziata con il libro “Chiamatemi Paola Riccora”, edito da Ilmondodisuk nel 2016 e scritto da Mariagiovanna Grifi, dottore di ricerca in storia dello spettacolo e diretta discendente della Riccora. Il progetto triennale, infatti, ha lo scopo di riportare alla luce l’opera di questa prolifica e abile scrittrice, a lungo incomprensibilmente dimenticata, grazie alla messinscena di tre commedie originali, rappresentate più volte e con notevole successo negli anni Trenta del Novecento, ma mai più riproposte in teatro.

Iniziativa realizzata con il patrocinio del Comune di Firenze.

Biglietto: 16 euro intero, 14 euro ridotto.

Per informazioni: telefonare al Teatro dal giovedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 allo 055 572831 oppure inviare mail a info@teatrolelaudi.it.

 

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