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giovedì 24 gennaio 2019

Le storie di Jobbando: pensieri e speranze dei giovani del 2015

15-10-2015
Una fiera dedicata al lavoro, all'incontro tra chi lo cerca e chi lo offre, a chi sta per iniziare il suo percorso professionale e a chi, tra ostacoli e battute d'arresto, è oggi alla ricerca di nuove opportunità: questo è stato Jobbando, la due giorni all'Obihall di Firenze che ha permesso alle centinaia di partecipanti di sostenere colloqui, farsi conoscere da aziende e agenzie interinali, di frequentare seminari di formazione gratuiti.

Un'occasione da cogliere al volo, insomma, oggi più che mai. Un'occasione anche per conoscere meglio i pensieri e le aspettative dei giovani del 2015, di questa generazione instabile e precaria, che salta da un tirocinio a un contratto a chiamata, passando per prestazioni gratuite che mirano a "dare visibilità".
Devo confessare che prima di entrare all'Obihall e iniziare ad aggirarmi tra gli stand di Jobbando, mi ero fatta qualche idea sull'atmosfera che avrei trovato: mi aspettavo solo pessimismo, sfiducia, disillusione.
Per fortuna, però, mi sono dovuta ricredere.
Jobbando è stato, infatti, un caleidoscopio di storie ed esperienze, diverse tra loro, ma spesso intrecciate da un inatteso filo intessuto di positività. Un filo che univa le età più varie, dai giovani freschi di aule universitarie e corone d'alloro a coloro che potevano essere i loro padri o le loro madri, alla ricerca di un'occasione per rimettersi in gioco. Indice dei tempi, verrebbe subito da dire, ma anche segno di quell'esigenza che ci accomuna tutti, giovani e meno giovani: l'esigenza di sapersi sempre reinventare.
È proprio questo il messaggio che ha voluto condividere con me anche una ragazza di 26 anni, in fila con le copie del suo curriculum tra le mani, in attesa di uno dei colloqui della giornata: una ragazza come tante, che ha studiato per poter lavorare nei beni culturali e sogna, anzi, è certa che ci riuscirà. "Bisogna essere positivi, la rassegnazione non ti porta a niente", mi confida. Parole che sorprendono, perché non provengono dalla bocca di qualche politico, ma da una ventiseienne di oggi che dice: "Nel 2015 devi saperti alzare da solo, camminare da solo: reinventarti con umiltà, imparando da chi è più bravo di te. Lamentarsi non serve a niente".

Questa è solo una delle tante storie che ho potuto scoprire durante Jobbando, come se la due giorni fiorentina fosse stata una lente d'ingrandimento sulla realtà odierna, sulle speranze dei giovani, sulle delusioni dei più adulti, su quella voglia di fare che accomuna tutti. Camminando, stand dopo stand, potevi imbatterti nella trentatreenne che ha improvvisamente visto il suo contratto a tempo indeterminato sfumare, e con esso la rassicurante stabilità che l'aveva accompagnata per gli ultimi 14 anni; nella ventiduenne che sta per laurearsi e che partecipa a Jobbando con sguardo curioso e entusiasta; nel sorridente siciliano che con umiltà ha attraversato tutta l'Italia per fare i mestieri più vari, dal barista al receptionist, dal postino all'autista di autobus; nel giovane geologo che vuole restare in Italia, nonostante tutti gli consiglino di "scappare all'estero".
Potevi incontrare ragazzi che hanno salutato le aule universitarie da pochi mesi o da poche settimane, che cercano lavoro da giorni o, purtroppo, da anni e che nel confidarsi sembrano veri fiumi in piena. Fiumi carichi di esperienze, di frustrazioni, di prospettive, di quei "sei troppo qualificato per questa posizione" o dei "non è previsto compenso, ma ti assicuriamo visibilità", di porte che si chiudono e di "portoni" che stentano ad aprirsi.

Nonostante tutto, però, erano lì. Erano tutti lì. E mi parlavano senza remissività, ma con determinazione. Senza mestizia, ma con energia. Ragazzi e ragazze che hanno fatto propria una delle frasi a me più care, scritta da Bob Dylan: "Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro".
E questi giovani di Jobbando 2015 hanno dimostrato di saperlo spalancare.

di Alessandra Toni