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sabato 19 gennaio 2019

#Cumlaude: le speranze delle giovani matricole dell'Unifi

22-10-2015
Con Cum Laude, l'Università degli Studi di Firenze e il Comune, mercoledì 20 ottobre, ha dato il benvenuto alle matricole. Tantissimi giovani sono entrati da attori protagonisti proprio nel cuore della Città che li ospita, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si sono seduti e tra la maestosità dei dipinti, hanno ascoltato le parole di
incoraggiamento fatte dai rettori e dalla Vicesindaca Cristina Giachi. A tagliare il nastro del nuovo anno accademico sono stati interventi carichi di saggezza e di cultura, frasi che dai grandi passano ai piccoli per consegnare loro il domani, il futuro di un Paese che nonostante la crisi e le emergenze, lotta ancora per guardare avanti. E per farlo si consegna alle nuove generazioni, alle loro idee, capacità ed idee svelando tutto il suo sapere. Lì in platea c'erano Paolo, Miriam, Alessia, Claudio, Martina, Giulia e molti altri loro coetanei che, carichi di entusiasmo e una buona dose di paura, stanno per intraprendere una strada nuova che da un lato li affascina dall'altro incute in loro un certo timore. Quando le luci del magico Salone si sono abbassate, hanno seguito i professori al Palagio di Parte Guelfa per raccogliere informazioni sui singoli atenei, sui servizi offerti ma soprattutto per condividere le loro emozioni. Dopo aver scrutato da lontano ogni stand ed essersi accaparrati i gadget, si sono guardati intorno alla disperata ricerca di un volto noto che potesse accompagnarli in questa visita oppure un nuovo amico con cui iniziare il percorso di studi. Ormai sono entrati a pieno diritto nel Mondo dei Grandi, dove nessuno ti può dire cosa fare né tantomeno quando farla, dove non esistono orari ma tante feste e persone da conoscere. Ecco la fiamma che anima i loro cuori: la voglia di conoscere. Non solo di imparare nozioni, formule o apparati, cosa che infondo hanno già in parte svolto sui banchi di scuola, ma il desiderio di incontrare l'altro, di crescere e costruire insieme il proprio futuro. Basta libri e sussidiari che si sono portati dietro per anni, cartelle pesanti e giornate di matematica o latino, ora hanno la facoltà di vivere a modo loro, di vestirsi come vogliono e di approfondire i temi che preferiscono. Sotto questo grandissimi entusiasmo si celano moltissimi timori: sarò all'altezza? avrò fatto la scelta giusta? e se poi mene pento? ma gli esami come saranno? chi sono i professori peggiori? e se boccio lo scritto? Tante domande affollavano la loro mente ma poi puntualmente, a sdrammatizzare la situazione, interveniva la dolce amica di sempre: la battuta.
Perchè hai scelto di frequentare X? "Da piccola sognavo di diventare biologa, di guardare con un microscopio e capire cosa c'era dietro gli oggetti che usavo. So' che per me oggi non ci sarà un futuro ma voglio provarci, magari un giorno andrò a Londra"; "Sinceramente non so il perchè, conosco Marco da quando eravamo piccoli e non sapendo bene cosa fare l'ho seguito. Peccato che a matematica io abbia sempre avuto il debito, male male mi darà ripetizioni"; "Io ho seguito la mia passione, i miei avrebbero preferito vedermi medico un giorno, ma io preferisco leggere e scrivere"; "Le materie mi sembravano facili. C'è già stato mio cugino e si è laureato da poco, quindi non avendo trovato un lavoro e dopo essere stato un anno a casa sul divano ho deciso di fare qualcosa per riempire le mie giornate"; "Per me è la seconda volta, lo scorso anno ero a Scienze della Formazione ma ho capito che non ero portata per quelle materie e ora nel 2015 ho scelto altro. Sarà la volta buona spero".
Ad ascoltare le loro voci, una ragazza come loro che ha finito lo scorso febbraio la sua carriera universitaria. Si ricorda bene quell'entusiasmo e quella voglia di conoscere che fa battere i loro cuori e correre i loro pensieri. Quei sogni, quelle giornate passate e farsi le domande sulle teorie studiate, quelle pause pranzo alla mensa universitaria e soprattutto quei professori che le hanno saputo insegnare a vivere. Davanti alla crisi, ai problemi agli esami andati male ed ai problemi con la segreteria, non permettete a nessuno di rubarvi la curiosità, la voglia di scalare le vette del sapere. la conoscenza infondo è una ricchezza che vi porterete dietro per tutta la vita, la sola risorsa che vi permetterà di essere adeguati ad ogni situazione. Datevi la possibilità di sbagliare ma godetevi ogni passo di questa nuova strada che vi porterà dritti verso il domani.

Martina Viviani