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domenica 26 maggio 2019

Agorà Firenze e InformaGiovani insieme per discutere di autoimprenditorialità

23-10-2015
Che impresa un'impresa! è il gioco di parole scelto da Agorà Firenze e InformaGiovani per l'evento che ieri alla Zona Aromatica Protetta ha cercato di fare chiarezza sul tema dell'autoimprenditorialità. Incontro, questo, nato nell'ambito del progetto sperimentale "Sportello per l'Autoimpiego", un luogo che vuole fornire assistenza e supporto a tutti coloro che abbiano l'intenzione di aprire una propria attività.

Chiunque stia valutando l'idea di mettersi in proprio arriverà, prima o poi, a porsi la domanda: lo faccio o non lo faccio? È naturale che sorgano dei dubbi quando si parla di investimenti del genere, ed è proprio qui che intervengono Agorà e InformaGiovani. Insieme a Federico Cassi, portavoce di Agorà Firenze, e Tommaso Cannoni, coordinatore di ItaliaCamp Toscana, è stato analizzato nel dettaglio il processo decisionale del fare impresa. Anche se importanti, sorvolerò sui punti più tecnici – business plan, finanziamenti, tipologie di impresa -, per focalizzarmi invece su due aspetti fondamentali che spesso vengono sottovalutati: motivazione e analisi dei competitor.
Come sottolineato da Cassi, la motivazione è la prima questione affrontata al momento della presentazione di un progetto. Mettersi in proprio è una sfida difficile, ma soprattutto è una sfida a cui si deve essere portati. Non tutti sono tagliati per essere imprenditori, per riuscire a far fronte ai costi iniziali, allo stress e ai rischi connessi al lancio di un'attività. Molto spesso capita che una nuova impresa, per quanto innovativa e promettente, non decolli proprio a causa della mancanza di motivazione. Insomma, anche se si spera per il meglio bisogna sempre essere preparati al peggio, perché un'idea da sola non basta a garantire il successo.
Il secondo errore da non fare, ma che purtroppo viene commesso più spesso di quanto si pensi, è sottovalutare i competitor. È di estrema importanza, durante la fase di progettazione, dare priorità ad un'accurata analisi oggettiva delle realtà analoghe presenti sul territorio. Avere ben chiaro il mercato di riferimento, i servizi offerti dalle attività già operative, e soprattutto i loro punti di forza e debolezza sono aspetti indispensabili per una corretta (ed efficiente) definizione della propria idea progettuale. Solo dopo essersi posti queste domande si potrà valutare obiettivamente l'effettivo apporto che la nostra impresa fornirà al mercato, e di conseguenza le reali possibilità che avrà di affermarsi.

Questi, in breve, sono stati i consigli dati dal portavoce di Agorà Firenze per quelli che possiamo definire i lati un po' meno tecnici del fare impresa. Se posso permettermi, aggiungerei che, come in ogni cosa della vita, un pizzico di fortuna non guasta mai: puoi avere svolto i tuoi 'compiti a casa' in maniera impeccabile, ma spesso il sorriso della dea bendata può fare la differenza tra la riuscita e il fallimento.

Elettra Rizzotti