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mercoledì 22 maggio 2019

Alla scoperta dei Genesis con il concerto The Musical Box

30-10-2015
L'occasione per volare nei primi anni Settanta del ventesimo secolo, immersi nelle sonorità sperimentali dei gruppi all'avanguardia made in England: questo offriva il concerto dei canadesi The Musical Box.
La più famosa tribute band dei Genesis, gruppo simbolo del genere "progressive" insieme a King Crimson e Yes, ha riproposto sul palco il repertorio del tour originale di "Selling England by the Pound", l'album più rappresentativo di mr. Gabriel e compagni.

Prima di entrare nel dettaglio dello show, perché di veri e propri spettacoli si tratta quando parliamo di progressive, una premessa: in molti non amano le cover band "ufficiali", quelle che, con il benestare dei gruppi originali, intraprendono tuornée internazionali deliziando le platee con canzoni storiche...altrui!
Personalmente non mi faccio impressionare dalle frasi più o meno di rito - nello specifico: "Suonano meglio di quanto facevamo noi all'epoca!" (Phil Collins); "Ho portato mio figlio a far vedere come eravamo da giovani!" (Peter Gabriel) - ma mi baso sulle esperienze. Due anni fa, proprio di questi tempi, andai a vedere nello stesso palco i Brit Floyd, che riproponevano i grandi successi dei "maestri" in uno show a-la "Live Pulse", ultimo tour della band inglese. Replicarono in toto suoni e scenografie, senza proporre niente che desse un qualcosa di personale all'interpretazione; adorando ma non potendo vedere dal vivo i veri Floyd, apprezzai il tentativo dei Brit di voler ricalcare alla perfezione i suoni dei loro (e dei miei) idoli.
Allo stesso modo è piuttosto difficile che veda dal vivo i Genesis nella formazione "storica" di Selling England, e per differenti progetti artistici, e per motivi anagrafici (gli dei del rock sono sì immortali, ma tutti i Genesis hanno passato da tempo i 60...), per cui ben venga la replica esatta della tournée che nel 1974 toccò anche l'Italia.  

Impatto estetico - Chiunque conosca un minimo Peter Gabriel sa che le doti istrioniche e camaleontiche il nostro le ha affinate nel periodo in cui era il "vocalist" dei Genesis: la presenza scenica di Gabriel, dettata da continui cambi di trucco e costumi, divenne ben presto il marchio di fabbrica della band. Nelle vesti del menestrello-camaleonte il leader dei Musical Box (p.s.: The Musical Box è una hit dei Genesis datata 1971) Denis Gagné. Gagné semplicemente sembra Gabriel che ai giorni nostri riprende abiti e trucco di allora. La somiglianza a livello vocale diventa impressionante se aggiunta a quella fisica; l'attenzione maniacale per ogni minimo dettaglio, perfino nelle espressioni del volto, fanno sospettare a un certo punto che al microfono (e al flauto traverso, e al tamburello...) ci sia davvero lo "Sledgehammer".
A seconda della canzone eseguita Gagné-Gabriel muta il suo aspetto: è il "Watcher of the skies" durante la canzone omonima, è il cavaliere Britannia per "Dancing with the Moonlit Knight", riappare sul palco anziano in "The Musical Box", e così via. Impressionante.
Non sono da meno i compagni: volutamente statici, vestiti con le tute bianche simil-imbianchini, proprio come la scenografia originale impone, accompagnano il mattatore recitando il ruolo delle comparse. Francois Gagnon emula Steve Hackett e se ne sta seduto per tutto il tempo con la sua chitarra, Sebastien Lamothe ha una "doppio-manico" come il modello Mike Rutherford, mentre alle tastiere e alla batteria Guillaume Rivard e Marc Laflamme con tanto di salopette ci danno dentro come Tony Banks e Phil Collins. La scenografia è quella del tour "reale", luci e immagini sono la copia esatta, del resto la band canadese è stata aiutata da Hackett in persona. Uno spettacolo veramente suggestivo, non c'è che dire.

Esecuzione - Il progressive si proponeva, a cavallo tra i '60 e i '70, di elevare il rock allo stato dell'arte: testi impegnati accompagnati dal sound di musicisti dalla preparazione classica. I Genesis del periodo Gabriel, 1969-1975, parlano di tradizioni e storie britanniche, di letteratura, di fatti di cronaca riletti e criticati con metafore e racconti di fantasia. Partendo da questi presupposti, era facile immaginare una performance degna dei Musical Box: anche da questo
versante missione riuscita.
Gagné canta, suona e si muove come il "gemello", passando da un tono soul a uno più graffiante senza batter ciglio; inoltre cerca di coinvolgere il pubblico, presentando le canzoni in un misto di italiano e inglese elementare, pure con qualche battuta ironica. I compagni deliziano la platea con un suono degno dei maestri: i finti Hackett e Rutherford stendono un muro sonoro potente, mentre batteria e tastiere si sfidano nei lunghi "soli".
Non c'è un attimo di respiro, del resto le canzoni dei Genesis e del prog in generale alternano il cantato, a volte pop a volte folk, a lunghi assoli strumentali che saltano dall'hard rock alla musica barocca, passando dal jazz. Tutto questo mentre Gagné-Gabriel saltella per il palco senza sosta.

Insomma, uno spettacolo emozionante, più che un concerto un vero e proprio show; non avranno l'aura della band "storica", ma se l'intento dei Musical Box è quello di elevare ad arte l'arte dei loro idoli, l'esame è superato alla grande.

Leonardo Signoria