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lunedì 20 maggio 2019

''I racconti del terrore'': nei sotterranei del Teatro della Pergola con Edgar Allan Poe

24-11-2015
È quasi mezzanotte.
Sul palcoscenico si è da poco chiuso il sipario, gli spettatori riprendono soprabiti e ombrelli per riversarsi nelle umide e fredde strade fiorentine. Una sera apparentemente uguale a tutte le altre, al Teatro della Pergola: niente lascerebbe presagire qualcosa di diverso, niente farebbe immaginare un proseguimento della serata. Se non fosse per quel gruppo di persone che si è assiepato nella Libreria dei Lettori.

No, non è affatto una notte come tutte le altre: è la notte dei "Racconti del Terrore".
È la notte delle storie di Edgar Allan Poe, della sua penna che come un punteruolo appuntito attraversa la mente dell'uomo e la esplora, tra incubi, angosce, follie, ossessioni. Ombre.
Le stesse ombre che ci accompagneranno lungo questa insolita notte a Teatro, partendo proprio dalla piccola libreria gremita di persone. È da qui, infatti, che si svelano i sotterranei del Teatro della Pergola: la sua anima più nascosta, profonda, inesplorata. E il parallelo con Poe pare inevitabile: si esplora l'abisso del teatro per scavare quello dell'animo umano. Due percorsi che si incrociano nei racconti e nei versi scritti dal maestro del terrore, recitati dalla sempre sorprendente Compagnia delle Seggiole.

Iniziamo così il nostro viaggio, inoltrandoci nelle segrete della Pergola e nelle stanze della mente umana indagate da Poe; un percorso avvolto dal buio, talvolta accidentato, illuminato solo da qualche candela o lanterna. L'atmosfera è ideale, suggestiva, dominata da un rosso scarlatto; ci spostiamo lungo corridoi e in stanze che raccontano la storia del teatro fiorentino; ci imbattiamo in maschere, manichini terrificanti e rumori sinistri, che oltre a quelli di scena comprendono il vento e la pioggia abbattutesi in serata, contribuendo così a rendere l'atmosfera ancora più tetra. Non solo rumori reali, ma anche quelli evocati e ricreati dalla penna di Poe, che sembrano risuonare anche in questi angusti sotterranei. Proprio come accade con il ticchettio del "Cuore rivelatore": "un suono basso, sordo, rapido quale fa un orologio quando è avvolto nel cotone", scrive Poe riferendosi al cuore del vecchio con "l'occhio di avvoltoio", dal quale il protagonista del racconto è talmente ossessionato da arrivare ad ucciderlo. E mentre attraverso la vicina finestra ascoltiamo il gocciolio della pioggia, immersi nell'oscurità, la follia dell'uomo lascia le pagine scritte per prendere voce e corpo, a un passo da noi.
Ci inoltriamo, poi, in altri corridoi, ci imbattiamo in versi di Poe recitati da un piccolo palcoscenico, riprendiamo a camminare, finchè non arriviamo in un'altra stanza per affrontare "La mascherata della Morte Rossa". Alla luce di lanterne e candele, quella "Morte Rossa che devastava il paese", quella "pestilenza mai stata così fatale, così spaventosa", si mostra a noi con la sua maschera "simile all'aspetto di un cadavere irrigidito". Ed è come se in quel momento fossimo tutti il principe Prospero del racconto di Poe, che cerca di evitare la peste rinchiudendosi nel fastoso palazzo, ma che si troverà a fronteggiarla faccia a faccia durante il ballo in maschera. Lasciata alle spalle la Morte Rossa, arriva il momento di abbandonare l'abisso, di iniziare a salire: arriviamo così al terzo ordine, dove la porta del palco 21 si apre improvvisamente come a voler fare un altro squarcio nell'animo dell'uomo, come ad aprirne un simbolico spiraglio. Ma non è ancora finita.
Saliamo ancora e raggiungiamo la galleria. Si apre così ai nostri occhi una di quelle visioni che mai riuscirebbe a stancarci. Tutta la Pergola, in uno sguardo. Tanto in alto siamo giunti, tanto in basso però ci vorrà portare l'ultimo racconto di Poe: "La sepoltura prematura", che scava nel "timore lugubre" di essere seppellivo vivo. Un'ossessione che tormenta il protagonista, finchè lui riuscirà a liberarsene, capendo finalmente che "i terrori sepolcrali devono restare sopiti, altrimenti ci divoreranno: devono essere lasciati dormire o periremo". 

È con questo messaggio che si conclude il viaggio con la Compagnia delle Seggiole: abbiamo vinto le nostre paure, ci siamo spogliati dei timori e delle ossessioni che ci tenevano legati all'abisso e la Pergola, dalle ombre, è tornata a risplendere...almeno fino al prossimo appuntamento.

Per conoscere le repliche de "I racconti del terrore": www.teatrodellapergola.com

di Alessandra Toni