Home > Webzine > Bilancio sull'Estate Fiorentina 2012: l’alfabeto di Riccardo Ventrella
mercoledì 20 novembre 2019

Bilancio sull'Estate Fiorentina 2012: l’alfabeto di Riccardo Ventrella

20-09-2012

112 giorni di programmazioni, con 316 eventi, questi i numeri che raccontano il grande successo dell'Estate Fiorentina. Riccardo Ventrella, direttore artistico dell'Estate Fiorentina, ha presentato giovedì 20 settembre il suo bilancio in modo originale con un alfabeto, prendendo spunto da Giuliano da Empoli. Ventrella può ritenersi soddisfatto, per il grande successo di un'estate che è iniziata con due nomi noti in tutto il mondo come Springsteen e Madonna e si conclude con Iggy Pop e i Radiohead. Sottolineiamo che saranno in 30.000 ad applaudire la famosa rock band inglese (domenica 23 settembre) e che dei 30.000 biglietti venduti, 5.000 sono stati acquistati all'estero. Ecco di seguito l'alfabeto che racconta quelli che sono stati gli eventi di questa ricca estate:

A come Arno, sempre più protagonista dell’Estate. Una vena che porta vita alla città. Il solco della contemporaneità col progetto RIVA e della socializzazione esotica con la spiaggia di S. Niccolò;

B come Bibbia, più di cento persone a incontro per il percorso letterario guidato da Venti Lucenti: per chi dice che i libri non interessano più a nessuno.

C come Cavea, una delle scoperte dell’Estate 2012. Che sia per sempre il luogo del rock e della musica. E anche C come Cordolo, il vero monolite kubrickiano della stagione;

D come Damien Rice, l’uomo che ha fatto salire tutti sul palco mettendo a dura prova anche coronarie ben allenate a cantare come quelle di Leonardo Giacomelli e poi si è fermato fuori a fare chitarra da spiaggia, like a cannonball;

E come Estate, più che una stagione dell’anno sia sempre un’opportunità di far circolare la cultura;

F come film, perché l’Estate ha fatto tanto cinema, ovunque: nelle piazze, nei cortili, sui tetti e nei giardini. Maggiore è il numero degli schermi che si accendono durante i mesi estivi, più crescerà la voglia di andare nelle sale per il resto dell’anno;

G come Giacomo Costa, un’immagine straordinaria, a metà tra la realtà e il sogno, che ha saputo simboleggiare e raccontare l’Estate prima che accadesse. L’impegno sociale di un grande artista fiorentino;

H come Hair & Make-Up, trucco e parrucco, quello fatto prima della sfilata organizzata da Fosca in piazza Giorgini con le signore del quartiere. E un piccolo suggerimento a Pitti, quello di ripristinare le belle curiosità che furono del Trend;

I come il Boss, il concerto più sentito che sia mai passato a Firenze. Il cielo gliele ha mandate giù tutte come a Giobbe, ma Bruce imperterrito ci ha cantato la serietà del rock. Poche altre volte un pubblico si è infradiciato tanto lietamente;

J come Je ne regrette rien, alla fine della vostra vita rimpiangerete le cose che non avete fatto più di quelle che avete fatto. Alla fine di questi due anni di direzione dell’Estate i rimpianti non sono molti. Ho fatto una scommessa e la considero una scommessa vinta anche e soprattutto grazie a tutti coloro che hanno lavorato agli eventi;

K come Kennedy, John Fitzgerald: non chiedete cosa possa fare Firenze per voi: chiedete cosa potete fare voi per Firenze;

L come Limonaia di Villa Strozzi, uno spazio restituito alla città e una promessa mantenuta. Grazie a Officine Creative, a Nuovi Eventi Musicali e al Quartiere 4 uno dei più bei teatri della città torna disponibile e frequentabile, e ospita da subito la forma d’arte che più gli si confà, la danza. Nel nome e nel ricordo di Giovanni Michelucci;

M come Madonna. Ha paralizzato la città, ha segregato giornalisti e paparazzi pazienti in attesa delle sue mosse, ha diviso, accontentato e deluso. Ma resta sempre Madonna;

N come Notte. Abbiamo fatto il possibile per animarla senza creare fastidi. I nostri spazi all’aperto (Anconella, Piazza Tasso, Vasca dei Cigni, Piazza Annigoni, Loggia del Grano, Loggia del Pesce, Giardino del Buon Vino, Fiorino sull’Arno, le Murate, l’Orticultura oltre al già citato Easy Living) giorno dopo giorno hanno confermato la loro capacità di garantire programmazione culturale e divertimento in maniera sostenibile;

O come Obihall, ovvero come l’arte contemporanea può apparire ovunque. La splendida mostra dei sipari è stata uno dei più bei gesti di questa Estate;

P come piazza della Passera, dove gli Omini nella loro Tappa hanno raccontato coi mezzi semplici e potenti del teatro la storia, i personaggi, la ricchezza e i disagi di un quartiere negli ultimi tempi al centro dell’attenzione. Con fermezza, sentimento e senza polemiche;

Q come Qualità, che ci è stata regalata da Virgilio Sieni nei suoi splendidi cenacoli, dalla musica dell’Homme Armé, dalla poesia di Voci lontane, voci sorelle, dal teatro di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, dalla danza del Florence Dance Festival e da tutti quelli che non sono menzionati perché non ci stanno nelle lettere dell’alfabeto. La qualità che si mette a servizio concreto della città;

R come Radiohead, un concerto durato un anno, che può diventare il simbolo di un nuovo modello di collaborazione tra operatori del settore e pubblica amministrazione. Un successo di programmazione anticipata, fantasia e tenacia di persone che ci hanno lavorato senza risparmiarsi. Un fatto catartico per ricominciare a credere nella cultura;

S come Santissima Annunziata, una soddisfazione enorme e un’altra promessa mantenuta. La luce del cinema accesa in piazza: non la soluzione ai problemi di degrado sociale, ma un contributo fondamentale accolto dal pubblico con entusiasmo. E l’anno prossimo si replichi, con più posti e il doppio delle date;

T come Tuareg, l’emozione del Festival au Desert nel Cortile delle Murate. Un melting pot esplosivo di suoni e profumi per grandi e piccini. Una grande festa ha forse trovato la sua casa ideale;

U come Uomo planetario, uno dei tanti spettacoli di Chille de la Balanza. San Salvi si conferma la Grande Repubblica, l’unico vero stato indipendente nel territorio del Comune di Firenze. Un’utopia vera che ora sfida le trasformazioni previste in quell’area;

V come Valorizzare, perché conservare non vuol dire valorizzare ma semplicemente conservare. E conservando solamente non arriveremo da nessuna parte. Non bisogna mai essere stanchi di far conoscere Firenze nei suoi aspetti più riposti e inediti. Di raccontarla e incuriosire in primo luogo quelli che la abitano;

W come Where-Next, i tour gastronomico-musicali della Scena Muta. Simpatiche gite a caccia di luoghi curiosi, suoni interessanti e sapori prelibati, in autobus o in bicicletta;

X come ora X, quella che Firenze aspetta da sempre per crescere e che sembra non arrivare mai. Solo noi possiamo decidere quando farla scoccare;

Y come Youth Festival Florence, un piccolo grande festival che porta sotto la Loggia dei Lanzi il meglio delle formazioni orchestrali europee, con coraggio e abnegazione. Quest’anno ci ha regalato la grande emozione della Palestine Youth Orchestra;

Z come Zie. Più che a quelle di daempoliana memoria, penso alle tante che albergano sui social network, zie professioniste della chiacchera e della critica. Mai prodighe di un suggerimento costruttivo, sempre dedite alla facile demagogia. Saluto anche loro, grazie di aver partecipato.

Giulia Perroud