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sabato 14 dicembre 2019

Inter-Fiorentina 2-1: Milito e Cassano trascinano i nerazzurri

30-09-2012
Non si ferma la maledizione di San Siro targata Inter per la Fiorentina. Bisogna tornare indietro di dodici anni per ritrovare l’ultima vittoria della squadra gigliata alla Scala del Calcio: era il 7 maggio del 2000 quando i viola, allenati allora da Giovanni Trapattoni, si imposero con un perentorio 4-0 grazie ad una doppietta di Enrico Chiesa ed alle reti del mai dimenticato Batistuta e di Mauro Bressan.
Partita bellissima, anche se non perfetta sicuramente sotto il profilo tattico quella tra Inter e Fiorentina. Dopo aver rimediato brutte figure davanti ai propri tifosi tra Europa League e campionato, la squadra di Stramaccioni riesce ad ottenere, con non poche sofferenze, la prima vittoria tra le mura amiche, grazie ad una "prestazione da trasferta". I nerazzurri si portano così a quota dodici punti in classifica, a pari merito con la Lazio, terza. Inizia nel migliore dei modi la settimana di avvicinamento al derby di domenica prossima contro il Milan (ore 20.45), staccato di cinque lunghezze.
Dall’altro lato la Fiorentina ha confermato, ancora una volta, le buone sensazioni destate contro la Juventus. A differenza della partita di martedì, però, non sono mancati gli errori sul piano difensivo – Gonzalo Rodriguez, in primis - e soprattutto su quello tattico. Troppe, specialmente nel primo tempo, sono state le volte in cui la squadra di Montella si è fatta sorprendere in contropiede, ricordando un po’ su questo aspetto la filosofia di gioco zemaniana. Proprio su una di queste ripartenze, causata da una palla persa a centrocampo da Borja Valero – non perfetta la sua partita – Milito ha avuto la possibilità, poi non concretizzata, di portare l’Inter sul 2-0. Lo stesso attaccante argentino si era reso protagonista del gol del vantaggio su un rigore dubbio, prima e di una clamorosa traversa dopo una splendida giocata, poi. La Fiorentina, però, non si è limitata a guardare gli avversari. Tante e forse fin troppo elaborate le trame di gioco dei viola, soprattutto con Jovetic e Ljajic, autore quest’ultimo di un bellissimo tiro su punizione ben respinto da Handanovic e di un’altra azione mancata a tu per tu col portiere sloveno, entrambe sul punteggio di 1-0. I viola hanno confermato, da un alto, le ottime qualità nella fase di possesso palla anche in inferiorità numerica (espulso Rodriguez per doppia ammonizione, anche questa dubbia) e dall’altro il difetto di fabbrica principale oramai risaputo, la mancanza di un punta vera nel cuore dell’area di rigore avversaria. E’ stato Romulo ad accorciare le distanze dopo il raddoppio interista di Cassano. Davvero imperioso il colpo di testa del venticinquenne brasiliano, lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia nerazzurra.
Ancora grandi geometrie di gioco da parte della Fiorentina nel secondo tempo, grazie soprattutto a Mati Fernandez (entrato al posto di Ljajic), gran bel giocatore, in grado di saltare l’uomo con una felicità disarmante. E’ stata comunque l’Inter ad aver avuto le migliori occasioni per chiudere la partita, con due tiri di Milito ben parati da Viviano.
"La squadra oggi non ha demeritato anche se abbiamo commesso qualche errore in più. Sul piano del gioco – ha dichiarato Montella nel postpartita -  l’Inter non è stata superiore, noi tiriamo poco in porta per scelta e la cosa mi piace poco: l’Inter è più pratica, non è una scoperta per me perché conosco molti giocatori nerazzurri. I ragazzi ci hanno creduto fino alla fine, con un pizzico di fortuna potevamo pareggiare. Il nostro cammino è ancora lungo, ma qualcosa di positivo c’è stato anche oggi. A noi manca El Hamdaoui, manca anche Aquilani, che ci potrebbe dare qualcosa in più a livello offensivo. Oggi nel primo tempo ci sono state un paio di occasioni importanti, dobbiamo sfruttare di più gli inserimenti dei centrocampisti. Noi dovevamo fare la partita, potevamo fare di più nelle marcature preventive, dovevamo uscire meglio sui loro trequartisti: sono sicuro che la prossima partita, in caso di difficoltà simili, la squadra si comporterà meglio".
Manca ancora un po’ di maturità, oltre che una punta, alla squadra di Montella per diventare una big del calcio italiano ma il percorso intrapreso all’insegna del bel gioco è sicuramente quello giusto per togliersi importanti soddisfazioni nel corso della stagione. Certo, è ancora troppo presto per parlare di scudetto, troppo ampio il divario con Napoli e Juventus, i tifosi ed i giocatori lo sanno bene ma l’ingresso in Europa può, deve essere alla portata dei viola. Resta "solo" da capire se dalla porta principale della Champions League o da quella secondaria dell’ Europa League.
Domenica 7 ottobre finisce il ciclo d’inferno con l’ultima partita prima della seconda sosta dedicata alle nazionali. Al Franchi arriva il Bologna, il derby dell’Appennino. Una sfida, solo sulla carta più abbordabile delle altre; l’ex Gilardino è intenzionato a suonare il suo violino anche a Firenze dopo averlo già fatto per due volte con il Catania.

Stefano Niccoli