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sabato 24 ottobre 2020

Battuto il Genoa 1-0: Fiorentina in alta quota

02-11-2012

“Era l’anno dei Mondiali…”. Ma non quelli del ’66, come cantava Antonello Venditti nel suo famoso successo “Giulio Cesare”. Era infatti il 1982 quando la Fiorentina riuscì ad imporsi l’ultima volta a Genova contro il Genoa grazie ad un perentorio 3-0 targato Pecci, Antognoni, Bertoni. Sono passati trent’anni da allora; con l’1-0 firmato dal capitano Pasqual nella decima giornata di Serie A, la tradizione negativa che legava la viola al Marassi rossoblu è stata finalmente sfatata.
In linea generale, bisogna risalire allo scorso 5 maggio per ritrovare l’ultima vittoria della Fiorentina fuori casa: allenata provvisoriamente da Vincenzo Guerini (a proposito, auguri per i 59 anni compiuti il 30 ottobre) la formazione gigliata sbancò lo stadio Via Del Mare di Lecce per 1-0 grazie a un gol di Cerci in una sfida decisiva per la salvezza. Non sono passati nemmeno otto mesi ma sembra davvero un’eternità. Quella era una Fiorentina malata, svogliata, piena di problemi, senza una vera identità di gioco e reduce dall’imbarazzante incontro di boxe tra Ljajic e Delio Rossi contro il Novara.
La vittoria contro il Genoa, ben diversa sotto tutti i punti di vista a partire dai giocatori in campo, ha spezzato finalmente il tabù trasferta. Questo successo potrebbe davvero essere la chiave di volta della stagione della Fiorentina, già protagonista fino a questo momento di un bellissimo campionato. Adesso il sogno Europa, obiettivo per il quale la squadra è stata costruita in estate, non sembra più essere tale. La quinta posizione in classifica lo conferma. A meno di clamorosi colpi di scena, almeno l’Europa League sembra poter essere alla portata della formazione di Montella. Il pareggio della Lazio contro il Torino ma soprattutto la sconfitta del Napoli con l’Atalanta hanno avvicinato ancora di più la viola alle zone alte della classifica. Se ci mettiamo pure l’ennesimo passo falso della Roma a Parma, staccata adesso di quattro punti, la Fiorentina non ha che da sorridere all’indomani del turno infrasettimanale.
La partita di Genova è stata una delle meno sofferte, un’autentica lezione di calcio da parte dei gigliati. Viviano ancora meno impegnato rispetto alla partita contro la Lazio; questa la dice lunga sulla prestazione dei rossoblu. Davvero troppo rinunciatario il Genoa, l’assenza di Borriello, sostituito da un inguardabile Hallenius, ha pesato parecchio mentre il centrocampo è stato nettamente sopravanzato dalla qualità di Borja Valero e Pizarro,  maestri nel palleggio.
E’ bastato un pallonetto di Pasqual (14° minuto) alla Fiorentina per tornare a casa con i primi tre punti esterni. Splendido il lancio di 70 metri di Rodriguez per l’esterno sinistro, ma…la difesa avversaria era in ferie? Con una mira migliore sotto porta, la partita sarebbe potuta terminare anche con un passivo più ampio. Oltre a un tiro a giro di Jovetic ben respinto da Frey, nel primo tempo c’è da sottolineare soprattutto la conclusione a tu per tu di Ljajic parata di piede dall’estremo difensore genoano e una botta a colpo sicuro sempre del serbo contrastata dalla schiena di Granqvist.
Nella seconda frazione di gioco il Genoa si salva ancora su Ljajic grazie a due miracoli del suo portiere.
Non sarà facile per la formazione di Del Neri arrivare a una salvezza tranquilla, specialmente se le prove in campo continueranno ad essere così apatiche.
Entusiasmo alle stelle, invece, in casa Fiorentina. A partire da mister Montella, non potrebbe essere altrimenti: “Partita sofferta, ma la vittoria è meritata. La squadra ha creato tante occasioni, non siamo stati bravi e fortunati a creare occasioni nel primo tempo. Abbiamo sofferto il Genoa, la squadra però ha mostrato voglia di vincere, si tratta di una vittoria che mi riempie di orgoglio. Abbiamo sfatato il tabù-Marassi, siamo felici. Abbiamo preso la situazione di petto, senza nasconderci, volevamo la vittoria: oggi non era facile giocare per tanti motivi, il campo non permetteva un fraseggio prolungato ma contrariamente a Verona la Fiorentina è stata più brava. Chi è cresciuto di più? C’è una crescita individuale e di squadra, si vede che tutti hanno un’idea, i giocatori sanno interagire con tutti. Difficilmente riesci a creare così tanto, ma dobbiamo chiuderle prima queste partite, sennò succede come a Parma: abbiamo creato diverse situazioni nitide da gol. Il quinto posto?  Fare proclami serve a poco, se non a disturbare noi stessi. Noi pensiamo di avere ambizioni, ogni partita è piena di insidie, non puoi fermarti e neanche nasconderti. Il nostro cammino è ancora lunghissimo. El Hamdaoui? Toni sta molto bene, durante la partita però pensavo che un giocatore come El Hamdaoui potesse essere efficace. El Hamdaoui deve migliorare a livello fisico, è un giocatore abile con il pallone tra i piedi, ha grandi colpi, deve cercare però più la profondità. Altre volte le ho vissute con molta partecipazione le occasioni sprecate, oggi invece ero preoccupato perché abbiamo sbagliato troppo”.
Domenica sarà la volta del Cagliari, 14 punti in classifica. I sardi arrivano da quattro vittorie consecutive, l’ultima contro il Siena per 4-2. Non sarà una partita facile, i rossoblu sono una squadra ostica da affrontare.
Rispetto per tutti, sì, ma paura di nessuno mai.

Stefano Niccoli