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domenica 17 novembre 2019

La Sampdoria blocca la Fiorentina: 2-2

03-12-2012

Mai sottovalutare l’avversario” è uno, se non il più comune dei detti nel mondo del calcio. Dire che la Fiorentina abbia sminuito l’importanza della partita con la Sampdoria è sicuramente eccessivo ma il pareggio per 2-2 contro la squadra di Ferrara ha rappresentato il classico passo falso che andava assolutamente evitato. Vincere era importante per rimanere in scia delle altre squadre ai vertici della classifica, tutte vittoriose, ma soprattutto per riagganciate l’Inter al terzo posto. Dopo cinque vittorie consecutive, gli uomini di Montella sembrano aver leggermente rallentato il passo. Il gioco sembra meno fluido ed oliato di qualche partita fa. Un piccolo calo di concentrazione ci può stare. Sono da apprezzare, invece, alcune costanti di questa Fiorentina: il carattere, il cuore, l’impegno, la voglia di giocare ogni partita fino all’ultimo secondo, l’assenza di atteggiamenti rinunciatari. Niente allarmismi dunque. Parlare di crisi è prematuro se non inutile anche se la prossima partita, a Roma contro Totti & co, non sembra favorire un riavvicinamento della Fiorentina a Napoli e Juventus. Almeno sulla carta: si sa quanto quella di Zeman sia una squadra altanelante nonostante le tre vittoria di fila.
La classifica comunque parla chiaro: la viola è lì, al quarto posto, a sei punti dal primo, a quattro dal secondo e  a due dal terzo, a pochi passi dall’Europa che conta. Non va dimenticato che la Fiorentina arriva da due anni di desolazione vissuti con l’ansia della retrocessione. Lamentarsi, quindi, di due pareggi consecutivi sembra davvero fuori luogo.
Del pareggio con la Sampdoria, naturalmente, non c’è tutto da buttare, anzi. Tanti gli aspetti positivi mostrati ancora una volta dai gigliati. Innanzitutto la prestazione di Savic, autore dei due gol.
Arrivato in sordina sul finire dell’estate nell’operazione Nastasic, il difensore montenegrino non sta facendo assolutamente rimpiangere il suo predecessore. In poche partite è riuscito a mostrare tutto il suo immenso valore, scacciando via lo scetticismo di alcuni tifosi al momento del suo arrivo. Niente male per un ragazzo del ’91 ceduto dal Manchester City per ben 16 milioni. Senza dubbio l’acquisto più azzeccato da un punto di vista economico. Sontuso il terzo tempo stile basket con cui ha portato in vantaggio la Fiorentina sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 22° del primo tempo.
Prima dell’1-0 viola, era stata ancora la formazione gigliata a rendersi pericolosa con un tiro di Cuadrado ben imbeccato da un passaggio filtrante di Borja Valero prima e con una deviazione di El Hamdoui finita di un niente alla sinistra del portiere doriano Da Costa poi.
Non è stata comunque una Sampdoria arrendevole e passiva. Tanto possesso anche per gli uomini di Ferrara, ben posizionati in campo soprattutto con i suoi centrocampisti Poli, Obiang, Maresca e Tissone. Liguri mai arrendevoli, capaci di rispondere colpo su colpo agli attacchi della Fiorentina. E la reazione non si è fatta attendere. A far correre un brivido ai tifosi viola, prima è Krsticic, incapace di mandare in rete la respinta di Viviano sul tiro di Tissone (26°), poi addirittura la traversa colpita dallo stesso Tissone (27°).
Nel secondo tempo la Fiorentina spinge ancora più forte sull’acceleratore ma è la Sampdoria a gelare il Franchi con il pareggio di Kristicic dopo appena tre minuti di gioco. Sono momenti di confusione per i toscani che rischiano di andare in svantaggio dopo un tiro parato da Viviano a tu per tu con Icardi. Montella cerca di dare ancora più peso all’attacco inserendo Seferovic a fianco di un abulico El Hamdoui. E’ proprio lo svizzero ad andare in rete ma il gol viene giustamente annullato per fuorigioco. Nel momento di massima pressione della Fiorentina è la Sampdoria a portarsi, inaspettatamente e fortunatamente, sul 2-1. Su un cross rasoterra dalla sinistra di Obiang, Gonzalo Rodriguez tenta l’anticipo in scivolata ma insacca il pallone alle spalle di Viviano (27°).
In una difficile situazione come questa, molto simile a quella di Torino, la formazione di Montella ha dato ancora una dimostrazione di carattere e personalità andando a riprendersi il pareggio con un nuovo colpo di testa di Savic su una punizione di Pasqual (30°). L’ultima occasione è di Aquilani – tornato disponibile in tempi record – il cui tiro è troppo debole per creare problemi a Da Costa.
Fiorentina, quindi, incapace di uscire dal Franchi con i tre punti. E questa è davvero una notizia perché non accadeva dalla partita con la Juventus dello scorso 25 settembre. Tanti complimenti dunque alla Sampdoria, arrivata a tre risultati utili consecutivi e costretta da mesi a giocare in avanti col solo Icardi a causa degli infortuni di quasi tutti i suoi effettivi d’attacco, Maxi Lopez, Eder e Pozzi.
Viola, invece, con l’amaro in bocca, a partire proprio da bomber Savic: “Sono molto felice per le reti. Sarebbe stato meglio aver vinto, sono due punti persi anche se la Sampdoria è una bella squadra. Roma? Sarà un match molto importante, quasi un derby. Ci sono sei giorni per prepararla al meglio e faremo di tutto per essere al massimo”. “E’ stata una partita difficilissima sotto tanti aspetti – le parole di Montella al termine della partita -. Abbiamo iniziato male poi per 20′ abbiamo fatto un buon calcio e dopo il vantaggio avremmo potuto fare qualcosa in più. Nel secondo tempo è stato lo stesso, un inizio timoroso in cui abbiamo subito i gol, poi siamo tornati a giocare con intensità, ma non con la solita velocità. Anche per merito della Samp. Nel finale avremmo anche potuto vincere e avremmo chiuso con la ciliegina del gol di Aquilani che avrebbe chiuso la polemica con i medici che ce lo hanno restituito in anticipo”.
Nonostante il pareggio e i due punti persi è importante sottolineare come la Fiorentina non  rinunci mai alla ricerca del bel gioco, anche nelle giornate di scarsa ispirazione di Borja Valero, e abbia rafforzato la propria predisposizione a segnare su calcio piazzato con ben sette centri arrivati dal reparto difensivo (4 gol Rodriguez, 2 Savic, 1 Roncaglia).
Una grande squadra si giudica anche da questi particolari.

Stefano Niccoli