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martedì 12 novembre 2019

Juventus-Fiorentina: è la Partita

08-02-2013

L’attesa sale, la tensione anche. Sabato 9 febbraio ore 18.00, Juventus-Fiorentina. Perché si sa, quella con i bianconeri non è una semplice partita come tutte le altre ma è la Partita, con la p maiuscola, quella che vale una stagione, molto di più dei tre punti. Il clima allo Juventus Stadium sarà rovente, sia da una parte che dall’altra. Intanto i sostenitori viola si preparano all’esodo, quasi duemila a Torino. Che vuoi che siano quaranta euro, il prezzo del settore ospiti. Impossibile fermarsi di fronte ai “gobbi”. La voglia di fare uno sgambetto alla formazione di Conte è tanta. Perdipiù nella tana del nemico e con gli sfavori del pronostico (ma non è una novità questa). Sarebbe ancora più bello, un sogno. Come il 3-2 del 2 marzo 2008.
Il conto alla rovescia era partito già domenica scorsa sul finale della gara col Parma con la Fiesole a cantare “Chi non salta bianconero è”. Se non bastasse ci ha pensato il patron Andrea Della Valle a scaldare maggiormente gli animi: “Rapporti con i bianconeri? Nessuno! Gli Agnelli sono una grande famiglia, ma i rapporti con loro non esistono”.
Firenze è così. Quello con la Juve è un match al di fuori dell’intero campionato, delle logiche e degli schemi, a cui per niente si addice l’aggettivo normale. Due sfide cerchiate di rosso già a luglio al momento del sorteggio del calendario. Troppo forte la rivalità con la Vecchia Signora. Rivalità che va ben oltre il calcio perché a scontrarsi sono due famiglie simbolo del made in Italy, tra le quali però non scorre buon sangue, come dimostrano gli ultimi mesi del 2012. “Gli Agnelli? Ragazzi che non sono grandi lavoratori, sanno solo sciare e veleggiare. Per trovarli bisogna andare in discoteca” le parole di DDV seguite da quelle di Andrea Agnelli:  “Io in discoteca? Per la festa scudetto, gliela auguro”. Senza dimenticare le continue polemiche di Diego sulla politica industriale della Fiat di Marchionne e il famoso “Firenze città piccola e povera” pronunciato a ottobre proprio dall’Ad col golfino.
Già, Andrea Agnelli, il nipote dell’Avvocato ma che dall’Avvocato ha preso poco o niente. A partire dallo stile. Come in occasione della giornata d’andata, 25 settembre 2012, con la passerella in campo del presidente quasi a provocare il pubblico del Franchi. Finì 0-0, la sua squadra riuscì a mantenere l’imbattibilità, ma più per fortuna che per merito. Una Fiorentina straripante, possesso palla veloce e di qualità, Juventus dominata in tutti i novanta minuti, salvata solo dall’imprecisione di Ljiajc e dalla traversa sul colpo di testa di Jovetic. Molti, prima dell’inizio, avrebbero firmato per un pareggio con i campioni d’Italia, memori anche della “manita” del 17 marzo, tanti tornarono a casa delusi per i due punti persi. Il calcio, quello vero, aveva messo di nuovo piede in riva all’Arno. Tra giocatori e tifosi fu amore, come non accadeva da oltre un biennio, da lì partì la convinzione di poter vivere una stagione piena di soddisfazioni e da protagonisti assoluti. Previsione azzeccata perché nonostante un gennaio sfortunato, i viola sono ancora in piena lotta Champions con Lazio, Milan, Inter e Roma.
Il successo col Parma è stato fondamentale per ridare fiducia ad un gruppo caduto in leggera “depressione” nei primi 31 giorni dell’anno. Nel calcio le buone prestazioni contano ma se non sono accompagnate poi dai risultati il rischio è di vedere andare in fumo tutti gli forzi compiuti. A Torino invece scenderà in campo una Fiorentina col morale a mille, Pasqual & co. conoscono bene il valore della partita e di come una vittoria li possa far entrare di diritto nella storia del club. E nel cuore della gente ovviamente. Luca Toni lo sa: “L’ho detto ai miei compagni: se vinciamo vengono all’aeroporto in venti mila a festeggiarci”.
E’ un comportamento da provinciale ma che importa. E’ così e lo sarà sempre.

“Sarà necessario mettere tutte le nostre qualità in campo, non ci possiamo accontentare di prevalere su una caratteristica avendo di fronte una squadra molto forte – ha dichiarato Montella alla vigilia -.
Non sapevo che Mazzoleni fosse stato l’arbitro di Juventus-Napoli di Supercoppa, non sto molto attento alle designazioni arbitrali. Difficilmente associo un volto ad un nome. Un arbitro vale l’altro.
Capezzi in gruppo domani? E’ una ragazzo giovanissimo con delle buone qualità altrimenti non giocherebbe nella Fiorentina. Numericamente siamo molto corti quindi lo porteremo in panchina. Sperando di non doverlo utilizzare in una partita così complicata. Sarebbe difficile per lui.
Non conosco come lavora Conte. Ha creato una mentalità importante, dove anche il campione si mette a servizio della squadra. Negli ultimi due anni ha dimostrato di essere l’allenatore più vincente del nostro campionato. I numeri parlano chiaro. Probabilmente abbiamo un modo diverso di vivere le partite ma non ce n’è uno più giusto di quell’altro.
La rivalità sportiva tra Juve e Fiorentina, se nella giusta misura, penso sia sana e stimolante. Dovremo tramutarla in energia positiva e non in arroganza. Senza esagerare nei toni.
Pirlo-Pizarro? Sono i migliori interpreti del loro ruolo, quelli che hanno dimostrato di avere più continuità nel tempo, cosa non facile.
El Hamdoui? Sta bene fisicamente e psicologicamente. Non l’ho mai visto con questo entusiasmo. Mi fa piacere vederlo allenare con questa voglia. Ha caratteristiche differenti da Luca (Toni, ndr). Ci sto pensando. Sono molto deciso in avanti.
Come si fa a battere la Juve? Facendo un gol più di loro (ride, ndr). Dovremo mettere in campo le nostre caratteristiche cercando di stanare le loro iniziative. E’ una squadra che fa della continuità la sua arma migliore. Vincere una partita è sempre difficile, ancora di più con la Juventus. È una gara stimolante per tutti noi, da preparare con la voglia di vincere di sempre sapendo che per noi e la città vale qualcosa in più.
Jovetic? Si è sbloccato domenica nella partita in cui forse ha fatto meno bene. Il calcio è fatto così. Siamo consapevoli del suo talento.
L'andata? Se n’è parlato tanto e per noi è un vanto, ma dobbiamo metterla da parte altrimenti rischiamo di fare figuracce.
Cuadrado dovrebbe arrivare per la rifinitura, credo sia arrivato a Firenze in questi minuti. Speriamo di non avere sorprese.
Romulo ha dimostrato di poterci stare nella nostra squadra.
Jovetic e Vucinic? Si assomigliano molto per caratteristiche, sanno dialogare nello stretto e hanno gamba per andare in profondità. Ultimamente Stevan ha più gol nel sangue anche se in passato era il contrario. Speriamo sia così anche domani.
La classifica si è accorciata molto. Una delle grandi dovrà restare fuori dalle coppe. Siamo vicini al terzo posto, possiamo lottare anche noi, ma c’è il rischio anche che qualcuno ti riprenda da dietro.
Passare alla difesa a quattro? Con le grandi soprattutto cambiare qualcosa potrebbe essere rischioso e un messaggio negativo per la squadra.
Le prossime due partite con Juve e Inter ci possono far crescere ulteriormente, al di là dei risultati”.

Le probabili formazioni:
Juventus: Buffon, Barzagli, Marrone, Caceres, Lichtstenier, Vidal, Pirlo, Pogba, De Ceglie, Giovinco, Vicinic.
Fiorentina: Viviano, Roncaglia, Rodriguez, Savic, Cuadrado, Romulo, Pizarro, Borja Valero, Pasqual, Jovetic, Toni.

di Stefano Niccoli