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giovedì 28 maggio 2020

Fiorentina-Inter: è scontro diretto

16-02-2013

La sconfitta contro la Juventus brucia ancora. Soprattutto per il modo in cui è arrivata con i bianconeri bravi – e indemoniati - a non lasciare mai un attimo di respiro ai viola, schiacciati sotto il piano tecnico e atletico. Sulla gara di Torino è stato scritto e detto di tutto e di più. Risulta evidente come Montella abbia peccato di presunzione nell’aver deciso di lasciare Pirlo senza marcatura. Si potrebbe obiettare che una copertura fissa sul giocatore fonte della manovra, come il regista bresciano appunto, snaturi l’identità di un gruppo. Ed in effetti è quello che ha detto l’aeroplanino sabato sera ("Se marco Pirlo a uomo lancio un segnale negativo alla squadra, un segnale di debolezza. L'input presidenziale è di cercare sempre il gioco, di essere sempre noi stessi. Sempre e comunque, senza star dietro agli avversari"). Lettura tattica non delle più azzeccate. La cosa fa ancora più arrabbiare vedendo come si sono comportati gli avversari – i campioni d’Italia - su Pizarro, mai nelle condizioni di giostrare la palla tranquillamente e non a caso incappato nella peggior partita della stagione. Il passato può aiutare nel correggere gli errori. Non sembra però essere questo il caso perché anche Totti fu lasciato indisturbato d’inventare per i compagni e di segnare una doppietta nella disfatta dell’Olimpico. Errare è umano, perseverare è diabolico. Cambiare, a volte, non è segno di debolezza bensì di coraggio. Non sarebbe poi troppo azzardato vedendo come stanno andando le cose in quest’inizio di 2013.
Probabile, se non sicuro, che qualcosa di nuovo vedremo domenica contro l’Inter. A partire dalla difesa, non più solida come nel girone d’andata. Il sacrificato dovrebbe essere Roncaglia. Il buon Facundo sta vivendo un momento di forma a dir poco infelice. In quasi tutti i gol subiti dalla Fiorentina nel nuovo anno c’è, infatti, il suo zampino. Il raddoppio del Pescara, il 2-1 di Catania, l’1-1 di Cavani e per ultimo le reti di Vucinic e Matri. Strana storia quella del numero quattro, finito sul banco degli imputati dopo essere diventato idolo dei tifosi e simbolo d’aggressività, muscoli e grinta. Proprio per questo potrebbe essere Marvin Compper a sostituire l’argentino. Si dice che il tedesco abbia già impressionato lo staff gigliato e poi è mancino, elemento imprescindibile per una retroguardia a tre. Novità, forse, anche in attacco. El Hamdoui e Ljiajc scalpitano. Jovetic rischia seriamente la panchina. Un primo assaggio l’ha ricevuto allo Juve Stadium, sostituito intorno alla metà del secondo tempo. Sul montenegrino le critiche si stanno sprecando, in particolare quelle legate al ruolo. Per molti non sarebbe una punta, l’eccessiva distanza dalla porta avversaria confermerebbe questa tesi. Indipendentemente dalla posizione in campo, dev’essere lui a prendersi la squadra sulle spalle e portarla fuori dalle difficoltà. Questo ci si aspetta da un campione e potenzialmente lo è. Ne va del suo futuro. Non rimarrà a Firenze in eterno, ma se le sue prestazioni continueranno ad essere così sottotono, difficilmente i grandi club si sveneranno per portarselo a casa.
Vincere domenica contro una diretta concorrente per riavvicinarsi al terzo posto. Sarà difficile, l’Inter è sempre l’Inter. Più di una volta, comunque, gli uomini di Stramaccioni hanno dimostrato di non avere nella continuità la loro arma migliore. I tre gol al Chievo sono serviti a riportare un po’ di buonumore in casa nerazzurra ma non sembrano aver cancellato tutti i problemi emersi in questa fase di campionato. E poi mancherà Milito, infortunatosi gravemente giovedì in Europa League. Assenza davvero pesante la sua.

“A Torino abbiamo commesso degli errori, ma la squadra era determinata e vogliosa di fare una grande partita – le parole di Montella alla vigilia -. Non abbiamo pagato dal punto di vista fisico, ma da quello dell’interpretazione della gara. Forse ci ha tradito anche l’attesa. Ci servirà da lezione. Dispiace per come è maturata la sconfitta, soprattutto per i tifosi e la proprietà.
Sbagliamo a focalizzarci troppo sul risultato. La Fiorentina è la stessa dell’andata anche se non in termini di risultati, è chiaro. Adesso abbiamo aspettative diverse dopo quello che abbiamo fatto nella prima parte del campionato. Sarà il campo a dire se siamo pronti a prenderci queste responsabilità, a prescindere dall’avversario. Non sono preoccupato per questo momento, la squadra ha la stessa voglia di vincere e di imporsi di sempre. Se dovessimo continuare a non vincere sarebbe diverso.
Conosciamo il valore della partita di domani e che un’eventuale vittoria porterebbe grande entusiasmo.
 Si dà troppa importanza ai moduli, la differenza è minima per come giochiamo noi. Sono le caratteristiche dei giocatori a fare i moduli. Jovetic? Può giocare sia più lontano che più vicino alla porta, non c’è nessun stravolgimento in questo. La squadra ha maggiori conoscenze dei moduli degli avversari rispetto al girone d’andata. Se l’Inter dovesse giocare con uno schieramento diverso da quello che ci aspettiamo per noi non sarebbe un problema.
Non si può semplificare tutto alla condizione fisica. Siamo in forma, abbiamo fatto quasi sempre meglio dell’avversario.
Ljiac sta bene, ha caratteristiche che ci possono tornar comodo, ha dimostrato di poter fare la sua parte.
Roncaglia? Non sta vivendo un momento felice sul piano nervoso, ci può stare. Fortunatamente abbiamo molte alternative in quel ruolo. Tornerà ad essere il giocatore straordinario della prima parte.
Jovetic? Si sta dando molto da fare, è molto disponibile, anche troppo. Vorremmo  segnasse sempre ma non può essere così. Non ho niente da rimproverargli sul piano del sacrifico forse qualcosa su quello risolutivo. E’ una risorsa e come tale va gestita.
Milito? E’ un grande professionista e mi unisco a chi gli ha fatto gli auguri. E’ uno che fa la differenza quando sta bene, ma l’Inter sentirà la sua assenza più numericamente che qualitativamente, perché sono tanti ottimi calciatori lì davanti. Ne hanno di forti in ogni zona del campo. E’ una squadra che può ottenere qualsiasi cosa.
Mi interessa che la squadra non perda la voglia di migliorarsi. Preferisco che le critiche arrivino a me piuttosto che alla squadra. Non ho mai trovato un gruppo così. Sono convinto che la squadra tornerà a vincere come prima se non di più.
Non è vero che non ci preoccupiamo dell’avversario. Ci alleniamo continuamente con la palla proprio in sua funzione. Non c’è da parte nostra la presunzione di poter giocare senza tenere in mente chi affrontiamo.
A Torino siamo mancati a livello nervoso. Contavano l’aggressività e il furore agonistico, purtroppo non li abbiamo avuti. Il match con la Juve ha dimostrato che ci vogliono anche queste caratteristiche per arrivare al top.
L'orgoglio di squadra ce lo abbiamo. L'abbiamo dimostrato più di una volta. All’andata con l’Inter in dieci uomini così come a Catania, con la Lazio, con il Torino, con l’Udinese alla prima giornata anche se eravamo ancora un po’ acerbi. Siamo sempre stati abituati a certi tipi di reazione da questa squadra per cui contro la Juventus siamo rimasti tutti un po’ delusi".

Le probabili formazioni:
Fiorentina: Viviano, Compper, Rodriguez, Savic, Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual, Jovetic, Toni.
Inter: Handanovic, Zanetti, Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo, Kuzmanovic, Kovacic, Gargano, Guarin, Cassano, Palacio.

di Stefano Niccoli