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giovedì 14 novembre 2019

Azzardopoli: uno dei cento passi alla ''Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie''

21-02-2013

A poche settimane dalla giornata mondiale in ricordo delle vittime della mafia, il 21 febbraio presso la scuola Paolo Uccello di Firenze, si è svolto l'incontro "Azzardopoli" organizzato dalla Comunità delle Piagge, a cui hanno partecipato Armando Zappolini, presidente di CNCA Nazionale; Raul, un rappresentante di Giocatori Anonimi; Fabrizio Mariani,  presidente di CNCA Toscana e Don Ciotti, fondatore di Gruppo Abele e di Libera, associazione che si occupa da anni della lotta contro
le mafie. Questo incontro è uno dei "cento passi" che ci preparano alla "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie" che ci sarà il 16 marzo a Firenze, promossa dall'associazione Libera e Avviso Pubblico. Sono oltre 900 i nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Questa giornata è dedicata a loro, giornata di Impegno e Memoria, perché il modo migliore di fare memoria è impegnarsi tutti. Non è una celebrazione, ma vuole essere uno stimolo di impegno collettivo e quotidiano nella lotta contro la mafia. "Veniamo in questa regione per stima e riconoscenza per le tante realtà positive che la Toscana ci ha dato" così Don Ciotti ha spiegato perché Firenze è la meta per la diciottesima edizione della manifestazione.
"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene" diceva Paolo Borsellino e partecipando all'incontro con Don Ciotti, sentendo parlare della mafia, è questa la citazione che viene in mente. Bisogna parlarne, rendere consapevoli le persone, svegliarle e rende coscienti di questo problema. Bisogna riuscire a fare un passo dopo l'altro, riuscire a mettere un piede davanti all'altro che ci porti a un mondo migliore, dove la mafia e qualsiasi altro problema scompaia. L'importante è conoscere, informare, non nascondere niente, non celarsi in un velo di omertà. Bisogna ricordarsi che è possibile cambiare, smettere di essere cittadini a intermittenza e arrivare ad essere cittadini sempre. Non dobbiamo farci prendere dallo sconforto, non fuggire dal presente, ma abitarlo. Sono parole che colpiscono, che fanno riflettere. "Il problema più grave non è solo chi fa male, ma quanti guardano e lasciano fare. Bisogna capire che il cambiamento è possibile, ma se uniamo le forze. E' il Noi che vince, trasformare i nostri No, come il No alla mafia, No al gioco d'azzardo, No alle dipendenze, No alle stragi, in un Noi" è così che Don Ciotti ricorda che è necessario combattere, ma per combattere una cosa così grossa c'è bisogno della volontà e la forza di tutti.
Il tema dell'incontro del 21 febbraio è stato il gioco d'azzardo. Una piaga sempre più grossa nel nostro paese, in cui le macchinette da gioco stanno aumentando esponenzialmente. Un paese attraversato da una profonda crisi economica in cui le persone cercano rifugio e speranza in queste attività, illusi dalle promesse date dalla pubblicità di vincere facile, di guadagnare tanto con poco. Le fasce di persone maggiormente colpite sono quelle deboli, quelle con molti problemi, che si lasciano influenzare più facilmente.
C’è bisogno di fare qualcosa, soprattutto in campo legislativo per regolamentare l'uso e la presenza di macchinette, o di sale da gioco. Si deve cercare di tutelare chi è affetto da questa dipendenza, perché dobbiamo renderci conto che è una vera e propria malattia da cui si deve guarire.
Il titolo dell’incontro "Azzardopoli" è stato ripreso dal nome del dossier che Libera ha presentato, il quale fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale.
E' "la terza impresa" italiana, l'unica con un bilancio sempre in attivo che non risente della crisi che colpisce il nostro paese. Attività in cui è molto presente la mano della mafia, spesso è lei che gestisce le varie sale da gioco, strumento con il quale riciclano il denaro sporco. Le mafie hanno una straordinaria capacità di infilarsi nelle fessure della società dove si può fare guadagno.
Il messaggio che deve arrivare dopo questo incontro è che c'è bisogno di fare qualcosa, di diventare più responsabili e unirsi per cambiare la situazione, siamo testimoni del fatto che è possibile un cambiamento. Come ha detto Don Ciotti: "Dobbiamo avere la consapevolezza che solo unendo le forze la richiesta di cambiamento diventa forza di cambiamento".

Giulia Bagnoli