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venerdì 30 ottobre 2020

Fiorentina-Chievo 2-1: viola fortunati, tre punti per l'Europa

04-03-2013

Il successo con il Chievo non sarà stato al pari di quello con l’Inter ma l’importante era vincere, non come vincere. Alla vigilia, Montella aveva chiesto ai suoi maggior praticità. E finalmente l’ha avuta. Anche se la Fiorentina ha rischiato di cadere  nell'errore di sempre: sprecare le tante occasioni costruite rimettendo così in carreggiata gli avversari. Era accaduto a Udine, a Catania e a Bologna. Non a caso tre sconfitte. Stesso copione contro i veneti. La fortuna, questa volta, ha aiutato la viola. Sì, perché il gol di Larrondo, oltre ad essere arrivato a quindici minuti dal triplice fischio, è viziato da un netto fuorigioco di Toni, incredibilmente non evidenziato dall’assistente di Doveri. Quel che più contava era riscattare il ko inaspettato del Dall’Ara che tanto ha fatto arrabbiare l’aereoplanino per via di un atteggiamento troppo arrendevole nella seconda frazione. I meriti sono tutti, o quasi, per lui. Criticato martedì per i cambi tardivi e bollato come “inesperto”,  il tecnico campano non ha avuto paura a togliere Jovetic a metà ripresa per inserire proprio l’attaccante argentino. Molti hanno mugugnato, costretti a ricredersi a fine gara. Speriamo, invece, che la rete di ieri rappresenti la svolta e l’inizio di un nuovo campionato per l’ex Siena. Che il suo acquisto non abbia acceso l’animo dei tifosi è risaputo. Basta ricordare la freddezza seguita all’annuncio. Non è e non sarà mai un fenomeno ma quel importa è il responso sul campo, l’unico giudice nel calcio. Anche per Toni, sul finire dell’estate, si respirava un’aria simile. Cosa poi il buon Luca è riuscito a dare, nonostante l’età e una "vacanza" al caldo del Qatar, è sotto gli occhi di tutti e i sette gol fin qui messi a segno parlano chiaro. Diamo tempo e fiducia a Marcelo.
Chi merita una nota positiva è sicuramente capitan Pasqual, autore dell’1-0 su una punizione deliziosa ma soprattutto simbolo della rinascita di una squadra tornata in lotta per traguardi importanti. Sommerso da due stagioni raccapriccianti, ne è venuto fuori con la grinta, lo spirito di sacrificio e tanto lavoro, macinando chilometri su chilometri sulla fascia sinistra. Tra nove giorni compirà 31 anni. Il regalo più bello sarebbe una chiamata del Ct Prandelli per Brasile-Italia del 21 marzo. Una speranza destinata però a rimanere tale. I rapporti tra i due, infatti, sono ai minimi storici. Tutta colpa del mancato inserimento nella lista Champions del 1° settembre 2008. Fu il Televideo a tenere informato il terzino. Non una telefonata. Almeno così dice la “leggenda”. Se è andata davvero in questo modo, non lo sapremo mai. Di tempo ne è passato, difficilmente la ferita si rimarginerà. Da allora Manuel non ha dimenticato.
Tornando ad oggi, il presente ci dice di una lotta al terzo posto avvincente a dir poco che si risolverà solo nelle battute finali. Undici partite per 33 punti a disposizione. Due passi falsi consecutivi potrebbero risultare fatali. Bisognerà correre parecchio e, come si dice in questi casi, andare al sodo senza fronzoli. Lo sforzo sarà di quelli notevoli. A partire da domenica con la sfida alla Lazio. Operazione sorpasso nel mirino.

Stefano Niccoli