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mercoledì 21 ottobre 2020

Inaugurata alle Murate la ''RFK International House of Human Rights''

17-05-2013
Il primo luogo dove gli attivisti digitali di tutto il mondo possono incontrarsi personalmente, scambiare competenze e confrontare esperienze: è la “RFK International House of Human Rights”, che è stata inaugurata oggi all’interno dell’ex carcere delle Murate alla presenza di Kerry Kennedy, presidente del Robert F. Kennedy Center, e del sindaco Matteo Renzi. L’ex carcere, recuperato di recente dal Comune e trasformato da luogo di reclusione e sofferenza in spazio di apertura, speranza e cambiamento, ospita gli uffici del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe, l’unica sede fuori dagli Usa del Centro, istituita per onorare la memoria del senatore e presieduta dalla figlia, Kerry Kennedy e per promuovere i diritti umani globali. “Le Murate in origine erano una prigione, adesso sono un luogo di vita, di libertà e di rinascita - ha detto il sindaco Renzi -: ci sono gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il caffè letterario, uno spazio di arte contemporanea, gli spazi universitari. Con l’inaugurazione di oggi si assiste ad un salto di qualità: è come se Firenze si aprisse al mondo. Quello che era un carcere diventa un’opportunità per guardare al futuro con più entusiasmo e meno preoccupazione”. “Siamo fermamente convinti - ha spiegato Kerry Kennedy - che attraverso il confronto diretto tra i protagonisti sia possibile promuovere in ogni angolo del mondo la cultura della promozione dei diritti umani. È bello pensare che uno degli attori della movimento per i diritti umani del Pakistan e un attivista sudamericano possano scambiarsi consigli, condividere esperienze e diventare ancora più efficaci e sicuri”. La struttura è dotata di dodici camere della “RFK International House of Human Rights”, due sale per incontri ed esposizioni, oltre alle stanze dello staff. Ed è proprio in questi spazi che verranno accolti e ospitati gruppi di “digital activist”, attivisti che si sono distinti per il loro ruolo nella difesa dei diritti umani soprattutto attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti digitali, offrendo le più aggiornate conoscenze e i più avanzati strumenti disponibili per migliorarne le capacità operative nonché la sicurezza e protezione. Obiettivo del progetto, che rientra nelle attività del “RFK Training Institute”, è la realizzazione di un luogo internazionale di incontro, formazione e ricerca sull’utilizzo di social media e IT per la promozione dei diritti umani, organizzando non solo workshop e attività di formazione ma anche eventi e meeting tra organizzazioni attive nell’ambito IT e dei diritti umani in tutto il mondo. I primi ospiti sono già arrivati. Proprio in questi giorni, infatti, sette digital activist provenienti da Birmania, Cuba, Filippine, Messico, Pakistan, Sri Lanka, e Zimbabwe hanno avuto la possibilità di confrontarsi con alcuni dei più autorevoli esperti di nuove tecnologie applicate alla difesa dei diritti umani al mondo, arrivati a Firenze in rappresentanza di realtà di primo piano come Tactical Technology Collective (TTC); Global Voices Online (GVO), OneWorld Digital Security Exchange (ODSE); Witness.org; Electronic Freedom Frontier (EFF), e Human Rights Watch (HRW).

(fonte: Ufficio Stampa del Comune di Firenze)