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martedì 19 novembre 2019

Italiani disposti a spendere di più per istruzione

15-07-2004

La priorità nei consumi familiari resta sempre la casa, ma gli italiani sono disposti a spendere un pò di più per l'istruzione dei figli: emerge da un'indagine effettuata per il dall'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione. La ricerca è basata su 4.028 interviste rivolte a un campione rappresentativo della popolazione italiana di età maggiore ai 13 anni, e analizza le priorità espresse nei consumi familiari, la percezione dell'incremento dei prezzi nei confronti delle principali voci di spesa e, in particolare, l'impatto delle spese per l'istruzione dei figli sul reddito familiare.

Priorità nei consumi familiari. Gli italiani scelgono ancora una volta la casa, ma meno dello scorso anno; il grande valore diventa l' istruzione dei figli. Scende, infatti, dal 38% al 35% la percentuale di coloro che dichiarano che ''vale la pena impiegare il denaro della famiglia'' per la casa, mentre aumenta la percentuale di chi pensa che sia l' istruzione dei figli la voce di spesa per cui ''vale la pena impiegare il reddito familiare'' (dal 26% del 2003 si e' passati al 30% del 2004). All'interno della categoria "genitori", la percentuale di chi vuole investire nell'istruzione dei figli sale tra chi abita nel Nord-est (63%), ha un reddito più alto (oltre i 2.500 euro mensili, 59%), ha un titolo di studio superiore (diplomati 52%, laureati 56%), legge un quotidiano regolarmente (54%), ha figli tra 11 e i 14 anni.

Percezione incremento prezzi. Al primo posto negli aumenti dei prezzi percepiti dagli italiani sono i prodotti alimentari. Le altre voci che incidono sul budget familiare sono l' abbigliamento (13%), i medicinali (10%), la casa (10%), lo svago (9%), i trasporti (7%). In rapporto agli altri capitoli di spesa, i libri scolastici pesano in misura marginale.

Spese familiari per istruzione. Tra le spese per l'istruzione è il corredo scolastico (zainetti e astucci) a gravare di più sul reddito familiare. Per i genitori con figli che frequentano le scuole medie e superiori, si conferma anche quest'anno la tendenza a considerare i libri di testo la voce che pesa di più (40%) sul budget.

Opinioni sui testi. Per gli italiani è essenziale un buon libro per l'apprendimento dei ragazzi (74%). Ma, più che i libri di testo, sono importanti i docenti (72% degli intervistati).

Riforma scuola. Per il 35% degli intervistati sarebbe preferibile un passaggio morbido verso la nuova scuola, usando ancora i libri realizzati secondo i vecchi programmi. Il 38%, invece, ritiene importante che i testi vengano aggiornati tenendo conto da subito dei cambiamenti.