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domenica 17 novembre 2019

Fiorentina, con l'Inter tre punti buttati al vento. San Siro ancora tabù

27-09-2013

Tabù San Siro. Non ci sono altre parole per descrivere Inter-Fiorentina: tabù. Quella di ieri sembrava la volta buona per spezzare un incubo che, in casa dei nerazzurri, dura ormai da tredici anni, dal 7 maggio 2000, 4-0, ultimo successo viola (doppietta di Chiesa e reti di Batistuta e Bressan). Da allora solo e soltanto sconfitte. Nemmeno un pareggio.
Il ko di giovedì brucia soprattutto per il modo in cui è arrivato. Dal punto di vista della manovra, la squadra di Vincenzo Montella ha dimostrato ancora una volta di essere una delle migliori della Serie A. Di fatto, la formazione di Mazzarri ha giocato di contropiede, subendo ad ampie riprese il continuo palleggio viola. Ma sono stati i gigliati ad avere le migliori occasioni nel primo tempo con un tiro in diagonale di Joaquin – ottima la prestazione dello spagnolo – e un altro di Giuseppe Rossi. Considerando le qualità e lo splendido momento di forma dell’Inter, la Fiorentina aveva gestito il gioco senza soffrire troppo. Certo, la mancanza di Gomez si è sentita parecchio, visto che ogni cross dal fondo o dalla trequarti era preda di Campagnaro, Ranocchia e Juan Jesus. Un altro attaccante dalle caratteristiche simili a quelle del Panzer tedesco avrebbe fatto comodo.
Il gol di Pepito su rigore al quindicesimo della ripresa sembrava aver messo la strada in discesa, anche perché dopo lo svantaggio, Cambiasso & co. parevano disorientati, senza mordente, incapaci di creare pericoli. Poi quasi dal nulla l’1-1, firmato proprio dal centrocampista argentino. E parte del "merito" va a Neto, uscito a vuoto sul calcio d’angolo fatale. E’ il pareggio. Un risultato che sarebbe potuto andare bene ai Montella Boys. Di fatto, però, è il preludio del sorpasso. Infatti, a venti minuti dalla fine, l’aeroplanino toglie Rossi per Ilicic, ancora in rodaggio nel modulo viola, abbassando così il baricentro della squadra e favorendo gli attacchi interisti. A dieci dal triplice fischio, il 2-1 di Jonathan, una rete dal nulla, segnata quasi per caso visto che prima di tirare in porta il terzino destro sbaglia lo stop.

Vittoria a San Siro ancora rimandata, ma quello che più ha colpito del match di ieri sera è stata la paura di portare a casa i tre punti, è mancata la cattiveria della grande squadra, la voglia di chiudere la gara quando l’avversario ha il fianco scoperto. La Fiorentina comunque se l’è giocata, ha dimostrato carattere e personalità e questo è l’aspetto più importante. Per di più senza Pizarro (squalificato), Cuadrado, Gomez (infortunati) e Pasqual, sostituito da Alonso al trentaseiesimo per un problema muscolare. Quattro leader in grado di fare la differenza, non certo giocatori qualsiasi.

Ma il ko del Meazza è già storia e il campionato dà subito l’opportunità di rifarsi. Lunedì al Franchi arriva il Parma. Ci sarà un Pizarro un più, con Cuadrado – si spera - almeno in panchina.
Nessun dramma. Obiettivo: ripartire.

Stefano Niccoli