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lunedì 11 novembre 2019

Pepito show contro la Samp: Champions più vicina

11-11-2013

"Oggi inconsciamente ci siamo rilassati ed è un errore che non ci possiamo permettere se vogliamo fare il salto di qualità più difficile". Così Vincenzo Montella nel post di Fiorentina-Sampdoria 2-1. Le parole dell’aeroplanino descrivono perfettamente la vittoria dei viola sui blucerchiati. Il match del Franchi, infatti, potrebbe essere diviso in due parti ben distinte tra loro.

Settanta minuti di puro spettacolo, con un possesso palla veloce e frizzante come non lo si vedeva dalla passata stagione. Un gioco che ha ricordato il grande Barcellona di Guardiola. Una fitta rete di passaggi che ha mandato letteralmente in confusione i ragazzi di Delio Rossi, presentatisi a Firenze come "vittima sacrificale". Forse la miglior Fiorentina dall’inizio del campionato: triangoli, dribbling, scorribande sulle corsie esterne con Cuadrado e Joaquin e lanci illuminanti come quello di Gonzalo per Borja Valero dopo due minuti. Il tutto condito dai due gol di Giuseppe Rossi. Il primo su rigore (dubbio, ad onor di cronaca), il secondo con uno splendido tiro di sinistro all’incrocio dei pali. Per Pepito è la dodicesima rete in undici partite: che fosse forte lo sapevamo, così decisivo sinceramente no. A molti ricorda Roberto Baggio, anche per la pacatezza con cui si presenta davanti alle telecamere. Insomma, non è esagerato dire che pareva di assistere ad un allenamento. E basta qualche numero per evidenziare il predominio territoriale di Pasqual & co: 66 per cento di possesso, 642 passaggi (di cui l’89 per cento andati a buon fine) contro i circa trecento dei doriani. L’atteggiamento dei genovesi ha sicuramente aiutato i gigliati che non aspettavano altro che una formazione che non li facesse spingere sull'acceleratore dopo le fatiche di Europa League.

Poi i quindici minuti finali da thriller. Al 75’ Gabbiadini accorcia le distanze e in pieno recupero la Samp ha la possibilità di pareggiare i conti con Wszolek prima e con Pozzi poi. Due occasioni che hanno fatto correre un brivido lungo la schiena dei tifosi. Per un attimo è sembrato di rivedere i fantasmi di Cagliari e Parma. Ancora una volta i viola si sono sentiti troppo belli, si sono guardati troppo allo specchio. Forse un calo di concentrazione, ma è inevitabile che durante la sosta Montella dovrà lavorare molto su questo aspetto. Subire il 2-2 sarebbe stata una vera e propria beffa. Ciò che conta è aver conquistato i tre punti che avvicinano la squadra ai quartieri alti della classifica con il terzo posto (l’ultimo utile per l’ingresso in Champions League) distante solo quattro lunghezze.
Nel frattempo arrivano buone notizie anche sul fronte societario: Daniele Pradè s’incontrerà a breve col patron Andrea Della Valle per parlare del rinnovo del contratto ("Io uomo mercato? Sono stupidaggini. Sono contento di dove sono, abbiamo un appuntamento per parlare del rinnovo e vedremo il dà farsi. Lavoro in una squadra di primo livello con un gran team", ha detto il Ds a Sky nel pre-gara). 

Adesso ci sarà la pausa per le nazionali, con gli azzurri di Cesare Prandelli impegnati in amichevole venerdì 15 a San Siro con la Germania e lunedì 18 a Londra con la Nigeria. Al rientro, domenica 24, sfida contro l’Udinese al Friuli. E’ ancora presto per dirlo, ma con i bianconeri potrebbe tornare tra i convocati anche Mario Gomez, lontano dai campi dal 15 settembre. Firenze freme, lo attende con ansia, ha una voglia matta di rivedere all’opera il panzer tedesco, il giocatore che in un torrido lunedì di luglio al Franchi ha infiammato i cuori di oltre ventimila tifosi.

Stefano Niccoli