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lunedì 18 novembre 2019

Diakitè si presenta: ''Devo ripagare la fiducia della Fiorentina''

06-02-2014

Ancora una volta la Fiorentina si è dimostrata una delle società più attive sul mercato. Ben quattro gli acquisti messi a segno dal club gigliato a gennaio: Matri per l’attacco, Anderson per il centrocampo, Rosati per la porta e, infine, Diakitè per la difesa. L’ex Lazio arriva a Firenze con la formula del prestito secco fino a giugno. Complice l’infortunio di Nenad Tomovic e la scarsa condizione di Facundo Roncaglia, Vincenzo Montella cercava un giocatore in grado di inserirsi in una retroguardia già collaudata come quella viola e così sul taccuino di Daniele Pradè ed Eduardo Macia è finito il classe 1987 proveniente dal Sunderland.

Nella mattinata di giovedì 6 febbraio 2014 si è tenuta la conferenza di presentazione del calciatore francese. Queste le sue parole dalla sala stampa "Manuela Righini" dello stadio Artemio Franchi:

"La Fiorentina è una grande squadra con una grande organizzazione. A Udine abbiamo perso 2-1, ma al ritorno ce la possiamo fare. Con la Lazio anno scorso ero alla fine del contratto, ma non abbiamo trovato l’accordo per il rinnovo e così sono andato via.
Sono un difensore centrale, ma in passato ho giocato anche a destra. A destra posso spingere di più, mentre nel mezzo rimango un po’ più bloccato.
Perché ho scelto la Fiorentina? Ho guardato spesso le partite della Fiorentina e sono rimasto colpito dal suo calcio palla a terra.
Potevo venire a Firenze già la passata stagione, ma non se ne fece niente.
Devo far bene ogni volta che scendo in campo, la Fiorentina mi dà la possibilità di lottare per il terzo posto e di arrivare in finale di Coppa Italia. Devo ripagare la fiducia del club.
Sono andato in Inghilterra perché mi dicevano che il mio calcio sarebbe stato adatto per la Premier League. Con Di Canio ero titolare, ma poi Gus Poyet si è affidato a giocatori più esperti come Brown e O’Shee.
Sono un giocatore potente e veloce, ma devo migliorare tecnicamente. Potrò migliorare su questo punto di vista guardando i miei compagni.
Tornare in Italia è stata una scelta di vita, ma mi mancheranno gli stadi dell’Inghilterra. Con il Sunderland eravamo ultimi in classifica, ma lo stadio era sempre pieno. In Italia le partite sono meno intense rispetto all’Inghilterra, ma più organizzate tatticamente.
Napoli e Fiorentina sono due squadre forti, dipenderà tutto o quasi dalla condizione fisica per la qualificazione alla Champions.
Ho sempre giocato col numero 21, ma ce l’ha Ambrosini e non mi pareva il caso. Ho scelto il 3 che era di Alonso e che ho incontrato al Sunderland.
Cerco sempre di fare quello che mi chiede il mister. Preferisco giocare semplice perché non ho la tecnica dei nostri centrocampisti. Sono molto bravo in progressione, ma quest’aspetto non piace a tutti gli allenatori.
Mi sento sempre con Cavanda. Siamo cresciuti insieme calcisticamente.
Momento di crisi? No, i miei compagni sono tranquilli. Sono pesati anche gli infortunati.
Il mio modello? Thuram.
Ho preso bene l’esclusione dalla lista Uefa. Sono io che devo ripagare la fiducia della società.
Gomez è un grande attaccante, ci siamo incrociati e parlati in questi giorni
".

Stefano Niccoli