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mercoledì 20 novembre 2019

Ritrovo in ricordo di Alessandro Sinigaglia, assassinato in via Pandolfini il 13 febbraio 1944

13-02-2014

Giovedì 13 febbraio alle ore 17.30, in occasione del 70mo anniversario dell'assassinio di Alessandro Sinigaglia, si incontrano in via Pandolfini proprio sotto la targa che ne ricorda l’uccisione: Susanna Agostini, presidente della commissione pace e diritti umani del Comune di Firenze, rappresentanti dell’ANPI, Claudio Ascoli dei Chille de la balanza con gli attori Marco Bianchini, Roxana Iftime e Matteo Pecorini, da tempo impegnati a ricostruire una narrazione sulla vita di Sinigaglia che debutterà il prossimo 11 agosto nel 70mo anniversario della Liberazione di Firenze. Sarà inoltre presente il Coro 900 di Fiesole, città natale di Sinigaglia, coro che eseguirà alcune canzoni popolari e di lotta.
Il 13 febbraio 1944, Alessandro Sinigaglia, un "negro ebreo comunista", come lo definisce lo storico Mauro Valeri, viene assassinato all'uscita da una trattoria  del centro di Firenze, in via Pandolfini. Mentre Sinigaglia, senza armi con sé, sta cenando con il compagno empolese Pietro Lari, entrano due fascisti della banda Carità, Natale Cardini e Valerio Menichetti. Sinigaglia è subito individuato per il colore della pelle, figlio com'è di un ebreo e di una donna di colore! Non è difficile ucciderlo mentre fugge all'aperto e, pare, che dal suo cadavere vengano addirittura cavati i denti d'oro! L'emozione in città per la morte di un suo giovane eroe è fortissima; la brigata Garibaldi ne prende il nome: di lì a pochi mesi la brigata "Sinigaglia" è la prima ad entrare in Firenze liberata la mattina dell'11 agosto 1944!
Alessandro Sinigaglia, nato a Fiesole nel 1902, fu attivista comunista della lotta al fascismo. Esponente del Pci clandestino, espatriato in Francia e successivamente a Mosca, lì lavorò in fabbrica e frequentò la scuola di partito. Negli Anni Trenta combatté in Spagna e venne poi internato in Francia insieme ai superstiti delle Brigate internazionali. Consegnato ai fascisti, fu rinchiuso nel carcere di Ventotene. Rientrato a Firenze nel 1943, con il nome di ‘Vittorio’ fondò i GAP, Gruppi di Azione Partigiana. E' medaglia d’argento al valor militare.
Info: www.chille.it

SM