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lunedì 18 novembre 2019

Fiorentina in scioltezza con l'Esbjerg: ottavi di Europa League a un passo

21-02-2014

Tre lampi in una serata fredda e piovosa. Basta un tempo alla Fiorentina per aver ragione del piccolo Esbjerg e ipotecare la qualificazione agli ottavi di Europa League. Un 3-1 che non ammette repliche quello dei viola. Succede tutto nei primi quarantacinque minuti. L'inizio della partita è scoppiettante. I gigliati passano in vantaggio al 9’ con Matri: lancio perfetto di Mati Fernandez, aggancio aereo di destro e tiro di sinistro all’angolino dell’ex milanista. Palla al centro e i danesi trovano l’1-1 con Pusic, bravo a sfruttare un errore di posizionamento di Roncaglia. Ma è proprio l’argentino a propiziare il 2-1: al 15’ il terzino destro crossa dentro l’area e Ilicic segna il raddoppio. Ci pensa Aquilani, al 37’, a chiudere il match su rigore.
La formazione biancoblu, undicesima in campionato, ci ha provato a rendere difficile la vita a Pasqual & Co., ma si è dovuta arrendere alla superiorità tecnica e tattica della Fiorentina. Un successo previsto fin dal sorteggio di Nyon a dicembre, ma niente va dato per scontato quando si gioca su campi fradici, contro squadre che fanno della corsa il loro punto di forza. Il ritorno è in programma giovedì 27 febbraio alle 21, ma a meno di clamorosi "cataclismi" anche la gara del Franchi dovrebbe essere una passeggiata per gli uomini di Montella. E allora il pensiero di società, tifosi e stampa locale va dritto agli ottavi, quando la Fiorentina affronterà probabilmente la Juventus, vittoriosa a Torino 2-0 con i turchi del Trabzonspor. Si prospetta una tripla sfida da sogno tra viola e bianconeri a marzo nell’arco di dieci giorni.

Tornando all’incontro della Blue Water Arena, l’Aeroplanino può sorridere non solo per il risultato, ma anche per le prestazioni di alcuni singoli. A cominciare da Alessandro Matri, di nuovo in rete dopo un mese di astinenza (non segnava dalla doppietta di Catania del 19 gennaio). Ordinato nel ruolo di regista davanti alla difesa Aquilani; pimpante e con la giusta personalità nell’andare nell’uno contro uno Matos Ryder. Infine, Mario Gomez, entrato al 55’, molto più mobile rispetto al match contro l’Inter e vicino al gol con un tiro al 57’ e con un colpo di testa al 85’. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Il pacchetto arretrato ha concesso davvero troppe occasioni agli attaccanti dell’Esbjerg, in particolare ad Ankersen nel primo tempo e a Knudsen e a Jacobsen nella ripresa. Mancava Gonzalo Rodriguez per infortunio e dietro la Fiorentina non può fare a meno di lui. L’ex Villareal assicura quell’impermeabilità che né Savic né Compper riescono a dare. L’argentino è il leader della retroguardia, abile sia in fase di rottura sia in fase di costruzione e impostazione della manovra. Una capacità, quest’ultima, che non hanno i suoi compagni di reparto. Speriamo possa recuperare per la trasferta di Parma di lunedì 24 febbraio. La sua presenza è fondamentale contro Cassano, Palladino e Amauri.

Stefano Niccoli