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mercoledì 21 ottobre 2020

Coppa Italia, la Fiorentina sfida la Juve. Montella: “La proprietà ha voglia di alzare un trofeo”

04-03-2015

La magia di Pirlo di un anno fa al Franchi è ancora ben impressa negli occhi e nella mente dei tifosi viola. La Fiorentina adesso vuole la sua rivincita contro la Juventus. Questa volta non si tratta di Europa League, ma di Coppa Italia, con la semifinale d'andata in programma giovedì 5 marzo alle 21 a Torino. Quella con i bianconeri – reduci dall'1-1 in campionato contro la Roma – non è mai una partita come le altre. Non lo è mai stata e non lo sarà mai.

Allo Juventus Stadium ci sarà il tutto esaurito. La Vecchia Signora ha praticamente già conquistato la Serie A – sarebbe la quarta consecutiva -, adesso va alla ricerca della Tim Cup, un trofeo che il club piemontese non vince da vent'anni. Si tratterebbe, eventualmente, del decimo successo in questa competizione. La Fiorentina arriva a questa sfida con il morale a mille. Il trionfo di Milano contro l'Inter è stata quasi un'impresa epica di altri tempi, vista la doppia inferiorità numerica dei viola rispetto ai nerazzurri negli ultimi venti minuti. Dopo il Torino, quella gigliata è la squadra che ha conquistato più punti nel girone di ritorno, 19 a 18. Sul piano fisico, però, Vincenzo Montella ha parecchi giocatori acciaccati. Martedì 3 marzo, Pizarro ha concluso in anticipo l'allenamento per farsi visitare alla clinica Fanfani. Per fortuna, semplice affaticamento per il cileno. Il Pek, quindi, dovrebbe giocare regolarmente. In caso di forfait, è pronto Aquilani che, però, non è al cento per cento. Mati Fernandez sta recuperando dall'infortunio subìto nella gara di ritorno contro il Tottenham, mentre Borja Valero ha ancora un po' di dolore al malleolo.  Dovrebbe tornare disponibile Basanta, sicuri assenti Tatarusanu (lombalgia), Savic e Babacar, quest'ultimi alle prese con un problema ai flessori. Chi schiererà, quindi, l'Aeroplanino? Neto in porta, difesa a quattro con Richards, Gonzalo Rodriguez, Basanta e Alonso, centrocampo con Pizarro, Badelj e Mati Fernandez, attacco con Salah, Gomez e Joaquin.

Sarà una partita per speciale per Mario Gomez, bomber della Coppa Italia a pari merito con Antonio Di Natale a quota quattro gol. Contro la Juventus, il tedesco si accende sempre. L'anno scorso in Europa League fu lui a firmare l'1-1 allo Stadium nell'andata degli ottavi. Il teutonico segnò alla formazione bianconera anche nella Champions 2009/10, quando vestiva la maglia del Bayern Monaco. Come si dice in questi casi: non c'è due senza tre...

Dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo  Montella:

“Pizarro non sta bene e dovremo valutarlo, devo decidere. Borja sta facendo di tutto per esserci ma sente ancora dolore. Tomovic, Baba e Savic non ci saranno, Basanta è un grande punto interrogativo, Mati è un ni, oggi ha fatto un buon allenamento. Forse io sono quello che sta meglio.. (ride) Comunque avremo una squadra competitiva, anche se in qualche reparto siamo un po’ contati.
Preferenze negli obiettivi? In Coppa Italia la strada è più corta visto che siamo già in semifinale, quindi è il percorso più breve verso l’obiettivo… Ma credo che lo pensi anche Allegri. Siamo pronti ad affrontare i migliori d’Italia, dobbiamo farlo senza timori. La proprietà smania dalla voglia di alzare un trofeo e lo meriterebbero dopo questi anni. Noi ci proviamo, anche se non sarà facile, l’anno scorso ci siamo andati vicini. Lo facciamo anche per noi stesso, io per primo da allenatore vorrei ottenere un trofeo e lo stesso vale per i giocatori.
L’alternanza di Gomez? Tengo conto di tutte le situazioni, la scorsa settimana non stava neanche bene e l’ho lasciato fuori. Già ieri l’ho però visto bene e mi dà massime garanzie per giovedì.
L’amore con la società? E’ sempre lo stesso, c’è massima chiarezza e grande rispetto da entrambe le parti. Non è cambiato nulla, se non i risultati rispetto all’inizio. Ci sono tutte le condizioni per andare avanti insieme.
Salah? L’obiettivo di un allenatore è provare a migliorarsi sempre e aiutare un giocatore a rendere al meglio. Siamo totalmente contenti di lui, si è ambientato subito e speriamo che continui così.
Gioco diverso? Dipende anche dagli avversari. Ultimamente abbiamo spesso affrontato squadre forti, che non ci aspettano dietro la linea della palla, e questo può facilitare lo sviluppo del gioco anche in ripartenza. L’importante è essere pronti ad interpretare la partita nel modo giusto.
Cosa vorrei vedere giovedì? Il meglio delle ultime partite. Ancora non si sa su quali giocatori posso contare e quali no, dovremo aggiustare qualcosa dal punto di vista strategico. Sarà una partita difficile e di sacrificio, dovremo essere pronti mentalmente a mettere in campo sacrificio e dopo qualità.
Il fattore determinante degli ultimi risultati? Sicuramente la mentalità e il coraggio che la squadra ha saputo mettere in campo, e con i risultati cresce anche la convinzione. L’importante è che la squadra non si illuda e non smetta di essere così concentrata. I tifosi è giusto che sognino e pure di più.
L’attenzione mediatica? Va gestito da parte mia e da parte della squadra, siamo orgogliosi di questo ma talvolta può essere pericoloso sentire che ci si attende molto. Ma adesso la squadra è più consapevole.
Neto? Abbiamo due ottimi portieri che si possono alternare. A monte la mia scelta è stata dettata da chi mi dava più garanzie in generale, soprattutto psicologiche, e Tata ha dimostrato di essere un grande portiere. E’ un bel problema avere due portieri che possono giocare entrambi titolari. Potrebbe giocare alla Juve? Non ci avevo pensato, ma fino a prova contraria deve essere ancora dimostrato. L’ho visto sereno come sempre, non c’è nessun problema.
Savic? E’ il giocatore più competitivo, anche con se stesso, che abbiamo. Quando un giocatore ha quella determinazione riesce ad andare anche oltre al suo talento, pensa da difensore ed è un giocatore di grande personalità. Sono contento di allenarlo”.

Stefano Niccoli