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domenica 17 novembre 2019

Torna il campionato, la Fiorentina sfida l’Udinese. Montella: ''Inseguiamo sogni gloriosi''

21-03-2015

L’ultimo sforzo prima della sosta. Contro l’Udinese allo stadio Friuli. Un peccato che il campionato si fermi adesso? Forse sì, considerando il momento esaltante della Fiorentina. In questo mese e mezzo di impegni, la formazione di Vincenzo Montella ha regalato emozioni all’ennesima potenza ai suoi tifosi. Appena settanta giorni fa andava in scena la sconfitta del Tardini contro il Parma, fallito nel frattempo. Dal quel ko in poi i viola non si sono più fermati – ad eccezione della partita contro la Lazio -, battendo avversari forti e blasonati. Inter, Milan, Juventus, Roma, Tottenham. Tutti colpiti e affondati.

La pausa delle nazionali, però, permetterà all’Aeroplanino di far rifiatare i suoi giocatori che hanno speso tantissimo in termini fisici e mentali in questi match ravvicinati e, soprattutto, di recuperare alcuni infortunati. Tra questi Giuseppe Rossi. Se tutto andrà come previsto, Pepito rientrerà nell’ultima parte di stagione.

Prima, però, ci sarà l’Udinese. Un avversario, per quanto riguarda il nome, non certo all’altezza di quelli affrontati nelle ultime settimane, ma ostico e con giocatori che stanno rendendo bene con Andrea Stramaccioni in panchina. Da Danilo a Heurtaux, da Widmer a Bruno Fernandes, da Allan a Gabriel Silva, da Kone a Thereau. Senza dimenticare, ovviamente, Totò Di Natale, uno che, nonostante i trentasette anni, non ha ancora perso il “vizio” del gol. Non sarà una trasferta facile per la Fiorentina che potrebbe accusare un po’ di stanchezza. Inoltre, i gigliati non saranno nemmeno sostenuti dai propri tifosi. Insomma, allo stadio Friuli non ci sarà un clima facile per Pasqual & co. Vietato, però, fermarsi adesso, ad una curva dalla bandiera a scacchi. L’obiettivo è finire in bellezza questa “maratona” e restare a vista d’occhio del secondo posto della Roma, con i nervi a fior di pelle e di scena a Cesena.

Dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo Montella:

La squadra ha già dimenticato la vittoria di giovedì. La mentalità vincente va acquisita pensando a vincere la partita successiva. Con l'Udinese ci giochiamo qualcosa di veramente importante per il campionato, va dimenticato tutto il resto. Inseguiamo sogni gloriosi, non possiamo più permetterci di sbagliare.
È il nostro dovere essere competitivi su tre fronti. Ce lo siamo conquistati, è una responsabilità verso noi stessi. Non ci facciamo travolgere dall’euforia, la lasciamo ai tifosi, anche se a giuste dosi ci può far bene, senza perdere l’equilibrio.
Salah sta facendo cose straordinarie, l’altra sera meritava il gol. Si è integrato bene in squadra, ma è proprio il gruppo che ha sta giocando bene raggiungendo la giusta mentalità.
L’unità d’intenti c’è sempre stata, la crescita netta è un percorso che parte da lontano. Che sia un gruppo sano e unito lo si è visto dai primi giorni.
Pizarro sta bene, si è allenato con la squadra ed è convocato. Per quanto riguarda la Nazionale cilena, non so se cambieranno idea.
Diamanti è cresciuto di condizione. Contro il Milan ci furono ci scelte diverse, soprattutto legate alla condizione. Lui è un calciatore importante, è disponibile, non è cambiato niente da quando è arrivato.
La squadra ha sempre dimostrato una continuità nella crescita, anche con qualche stop. Ci aspettiamo che le altre squadre studino i nostri punti deboli. La squadra è cresciuta nella gestione della partita. Giocando con Salah possiamo permetterci di giocare in un altro modo, aspettando e ripartendo.
La formula vincente è mettere le qualità del singolo a disposizione della squadra, valorizzando ogni calciatore senza snaturarlo.
La Fiorentina più bella? Non lo so. Io mi diverto allenare questi calciatori e vedere le partite, già questa è una vittoria, ma a me non basta e nemmeno al gruppo dovrebbe bastare. Adesso è il momento di accelerare e di concentrarci sul presente, testa all’Udinese.
Per quanto conosco Di Natale credo non si farà influenzare da nessuno sul ritiro. È un grande calciatore, ha qualità importanti, ma l’Udinese è un collettivo interessante. Andiamo su un campo in cui da calciatore mi ha dato grande soddisfazione, ma da allenatore no. Sarà difficile al di là di Di Natale.
La squadra ha un modo di giocare continuo in casa e fuori. Talvolta in trasferta è più facile. Sia io che i calciatori sentiamo la forte appartenenza della città, è un orgoglio e una responsabilità.
Gomez? Un paio di settimane di stop non sono tante quando hai un livello di condizione elevata come la sua. Non so quanti minuti ha nelle gambe, ma è completamente a disposizione.
Con Stramaccioni il rapporto di amicizia è rimasto intatto.
L’Udinese è una squadra estremamente compatta, con giocatori di temperamento e fisicità, pericolosa sui calci piazzati. Sa soffrire, temo le giocate in velocità in attacco e negli esterni, è una squadra completa nella sua dimensione.
La sosta è necessaria per staccare mentalmente e ricaricarci, anche perché poi fortunatamente c’è un altro ciclo di partite intense. A volte dispiace fermarsi nel momento migliore, ma è necessario fermarsi.
Babacar sta bene, ma deve crescere e il mio compito sarà quello di aiutarlo a farlo.
Questo è un gruppo sano sotto tutti i punti di vista, che ha vinto poco in relazione alle potenzialità. È uno spogliatoio che sa di poter raggiungere degli obiettivi con determinate caratteristiche. C’è tanta voglia di vincere da parte mia e loro.
Dispiace che i nostri tifosi non possano seguire la squadra in trasferta, il coinvolgimento è fondamentale in questo sport. Alla fine di questo ciclo mi sento motivato, fortemente motivato. La trasferta in Ucraina non mi preoccupa dal punto di vista logistico, invece mi preoccupa la squadra: è in grande forma, ha eliminato formazioni importanti. È un sorteggio più difficile di quanto si possa pensare”.

di Stefano Niccoli