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giovedì 14 novembre 2019

La Fiorentina batte l'Atalanta e rimane sola al primo posto

04-10-2015
Con un 3-0 netto e meritato la Fiorentina batte in casa l'Atalanta nel posticipo della settima giornata di campionato e rimane da sola in testa alla classifica.

Al termine di una settimana trionfale i ragazzi di Sousa superano anche l'ostacolo bergamasco e salgono a 18 punti: grazie al pareggio della Sampdoria contro l'Inter, i viola staccano i milanesi e si regalano due settimane da capolisti. Un altro monologo dopo gli show contro appunto Inter e Beleneses nel giovedì di coppa, e per la prima volta i gigliati giungono alla settima giornata con un bottino di sei vittorie: nemmeno nel 1956 e nel 1969, le stagioni dei due scudetti, la Fiorentina aveva iniziato così bene.

Domenica scorsa erano serviti due minuti per sbloccare la partita, contro i nerazzurri atalantini occorrono pochi secondi in più: al quarto minuto infatti un già ispirato Bernardeschi lancia il polacco Kuba Blaszczykowski davanti al portiere ospite, con un passaggio perfetto; il 16 viola viene abbattuto da Gomez e Paletta, ne fa le spese quest'ultimo che rimedia, oltre al rigore, pure l'espulsione. Ilicic spiazza il bergamasco Sportiello e segna il goal del vantaggio, confermandosi infallibile dal dischetto: per lo sloveno terzo centro al terzo "penalty" tirato.
Galvanizzati dall'entusiasmo del pubblico amico e dal fatto di giocare un'intera partita in vantaggio numerico, i viola assaltano come furie gli avversari, il sogno del primato in solitaria è a portata di mano; il dominio del centrocampo è ormai una piacevole consuetudine: con Vecino a riposo sono i "soliti" Borja Valero e Badelj a dispensare ordine e belle giocate, mentre, più esterni, Kuba e Bernardeschi sono imprendibili per gli atalantini.
All'undicesimo minuto asse Berna-Borja, palo dell'incontenibile spagnolo che riprende il pallone e serve il compagno Badelj, il quale sfiora la rete con un forte tiro rasoterra. Ci provano a turno il bomber Kalinic, Ilicic, i soliti Borja e Berna, ma per poco l'Atalanta non trova il pari al venticinquesimo minuto: Denis pesca in mezzo all'area gigliata Moralez, il gigante Tatarusanu esce a fionda e con un prodigio manda la sfera in angolo. Scampato il pericolo la Fiorentina segna il meritatissimo raddoppio al trentaquattresimo grazie a Borja, trovatosi a tu per tu con Sportiello dopo un assist perfetto di Bernardeschi. I padroni di casa continuano a creare occasioni da rete e solo l'intervallo salva i bergamaschi da un assedio ininterrotto; il primo tempo si chiude 2-0 tra gli osanna del pubblico.

Nella ripresa la mediana da urlo dei Sousa boys prova a far segnare Kalinic, ma il croato, pur lottando senza risparmio, non riesce a trovare il guizzo vincente; il giovane Berna viene rimbrottato di continuo dal suo allenatore, ma dagli applausi con cui lo stadio saluta ogni giocata del "dieci" devono essere tutti consigli preziosi. Il lavoro del tecnico portoghese pare dare frutti a chiunque ne usufruisca: al novantesimo minuto l'ex oggetto misterioso Verdù insacca di destro al volo un delizioso assist di Kalinic, nell'occasione in veste di rifinitore.

Arriva il triplice fischio dell'arbitro e sale il coro della Curva Fiesole, "salutate la capolista!", un coro che nessun tifoso si sarebbe immaginato di ascoltare in questo campionato; la sosta per gli impegni della nazionale frena una striscia di cinque vittorie consecutive, il prossimo incontro sarà tra due settimane. Paulo Sousa dice che il popolo viola fa bene a sognare, ma che non va perso di vista la dimensione della squadra; per il momento, il mister lusitano è divenuto il primo allenatore a vincere sei delle prime sette partite di campionato, e soprattutto è il primo, dopo tempo immemore, a far sognare quella cosa a tre colori a una città intera. Scusate se è poco.

Leonardo Signoria