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lunedì 11 novembre 2019

''Le opportunità da cogliere al volo'': le storie di GiovaniSì al Teatro Verdi

23-11-2015
Lavoro, ricerca, formazione, ma soprattutto giovani e futuro: sono state queste le parole chiave de "Le opportunità da cogliere al volo", l'evento annuale dedicato al Fondo Sociale Europeo (Fse) tenutosi al Teatro Verdi di Firenze per fare il bilancio del ciclo di programmazione 2007-2013 della Regione Toscana e mostrare le nuove opportunità offerte con il programma 2014-2020 che potrà contare su oltre 732 milioni di euro.

Una dotazione di risorse in aumento rispetto alla precedente programmazione e che penserà soprattutto ai giovani: loro, infatti, saranno i protagonisti del prossimo settennato, con il 35% dei fondi europei destinati al sostegno all'istruzione, alla qualificazione delle competenze e all'occupazione. Un impegno preso a 360 gradi dalla Regione Toscana, rappresentata sul palco del Verdi dall'assessore all'Istruzione e alla Formazione Cristina Grieco, la quale ha assicurato come l'intento principale nei prossimi anni sarà proprio quello di investire sui giovani. Già nel precedente ciclo 2007-2013, la Toscana ha mostrato di essere la Regione più efficiente nella gestione dei fondi europei, grazie ai quali ha potuto finanziare numerosi interventi in tema di istruzione, alternanza scuola-lavoro, occupazione, inclusione sociale, ricerca e mobilità, promuovendo l'autonomia dei giovani e offrendo loro esperienze professionali e formative di alta qualità.

Con l'aumento delle risorse a disposizione per il prossimo programma (uno dei primi ad essere stato approvato dalla Commissione Europea), la Regione non potrà che fare meglio e offrire maggiori "opportunità da cogliere al volo", come ricorda il titolo dell'incontro. Opportunità concrete di crescita, di arricchimento umano oltre che professionale e a dimostrarlo sono stati il cuore dell'evento al Teatro Verdi: le testimonianze di sei ragazze e ragazzi che hanno beneficiato degli aiuti offerti dal Fse, in particolare da GiovaniSì, il progetto regionale che dal 2011 sostiene i giovani tra i 18 e i 40 anni e al quale, dall'aprile 2014, si è affiancato anche Garanzia Giovani, il piano di contrasto alla disoccupazione rivolto ai cosiddetti NEET, ovvero ai ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non sono nè occupati nè inseriti in un percorso di istruzione o formazione. I due progetti sono serviti a finanziare tirocini e stage, borse di studio, contributi sull'affitto per chi vuole diventare indipendente, servizio civile e avvio di attività in proprio.
Tutto questo ha presto vita sul palcoscenico del Verdi attraverso le storie dei sei giovani protagonisti, che hanno raccontato le loro esperienze con GiovaniSì, il cambiamento avuto nelle proprie vite, le aspirazioni soddisfatte dal percorso di crescita intrapreso e che, in modo unanime, si sentono di consigliare a tutti i loro coetanei.
Uno spaccato di gioventù positivo che infonde fiducia, ben lontano da epiteti come "bamboccioni" spesso usati ingiustamente per denigrarli: "Questi giovani - ha sottolineato l'assessore Grieco - hanno dimostrato voglia di crescere e fare, voglia di giocare la propria partita in campo e non in panchina". 

Chi sono, quindi, i sei giovani che sono scesi in campo?

La prima ragazza a raccontarsi è stata Caterina Guidi che ha beneficiato della Borsa di studio Pegaso per dottorati all'estero. Ricercatrice pratese trentaduenne, grazie a GiovaniSì sta svolgendo dal 2012 un dottorato che le ha consentito di fare importanti esperienze all'estero, come un anno a Barcellona: "Pegaso tenta di colmare una grossa lacuna nei dipartimenti italiani di ricerca, ovvero la mancanza di risorse da spendere su noi che siamo giovani, ma prima di tutto professionisti - ha detto con fermezza Caterina, concludendo poi con un importante monito - Dire che ‘siamo giovani’ non può più essere un alibi”. La borsa Pegaso rientra negli interventi mirati all'inserimento lavorativo, alla formazione e all'istruzione e dei quali, negli ultimi anni, hanno beneficiato oltre 68.000 destinatari. E' stato inoltre annunciato che presto uscirà un bando per il finanziamento congiunto di assegni di ricerca tra Università e imprese: un altro importante passo nel percorso intrapreso dalla Regione per consentire ai giovani di costruire il proprio curriculum e al tempo stesso portare nelle aziende nuove competenze e energie. Per raggiungere questi obiettivi, l'assessore Grieco ha quindi dichiarato il massimo impegno da parte della Regione nel "creare una contaminazione ottimale tra scuola, università ed extra-scuola".

La seconda storia è della ventiseienne Giulia Verdi, ex volontaria del servizio civile regionale: in procinto di diventare assistente sociale, Giulia si è imbattuta in un bando attinente al suo percorso di studi e si è così gettata in un’avventura per lei rimasta indimenticabile. "Il servizio civile è un’esperienza bellissima, che fa crescere e lascia un’impronta indelebile”, ha raccontato la ragazza. Un’impronta talmente indelebile da aver voluto creare insieme ad altri sei ex civilisti l’Associazione CIV.I, con la quale promuovere il servizio civile, invitare altri ragazzi a farlo, motivarli trasmettendo loro le esperienze fatte.
In merito proprio al servizio civile regionale, è stato annunciata dal palco del Verdi l'intenzione di ridurne la durata, da 12 a 8 mesi, per poter così ampliare il numero dei ragazzi che possono accedervi. "In Europa, gli altri Paesi Ue non lo avevano inizialmente capito – ha dichiarato Cinzia Masina, vice capo unità Dg Occupazione e inclusione sociale a Bruxelles – Lo pensavano come un ripiego per chi non aveva trovato di meglio". E invece il servizio civile è molto altro: serve, ad esempio, a infondere fiducia e a sviluppare tutte quelle "competenze orizzontali" sempre più richieste dai datori di lavoro. Ecco quindi l'invito finale di Giulia: "Investite tempo e energie in un progetto in cui credete veramente: il servizio civile lascia qualcosa dentro, che è impossibile da spiegare a parole".

È stata poi la volta della ventinovenne Giulia Pacini, che ha colto al volo l’occasione di un tirocinio non curriculare per accedere al mondo del lavoro: dopo la laurea in biotecnologie farmaceutiche, Giulia sentiva l’esigenza di fare qualcosa di concreto e così da due mesi, grazie a GiovaniSì, è tirocinante presso un’azienda di servizi per la farmaceutica. “Sto imparando moltissimo, è una vera formazione sul campo" ha raccontato Giulia, confidandoci la speranza di una futura assunzione. Riguardo questo aspetto, molto confortanti sono alcuni dati resi noti durante l'evento: a 12 mesi dal termine del tirocinio, è stimato infatti che ben il 57,2% dei beneficiari risulta occupato; un valore che si alza in alcuni settori come quelli manifatturieri ad alta tecnologia (71%) e a medio-alta tecnologia (64,5%). Il tirocinio non curricululare, anche nel prossimo settennato, resterà uno degli strumenti più utilizzati dalla Regione Toscana, la prima in Italia a introdurre l'obbligatorietà di un rimborso (pari a 500 euro, cofinanziandolo con 300) per valorizzare il giovane e il lavoro svolto. Con la nuova programmazione è stato annunciato che ne verrà privilegiato il valore formativo, diventando sempre più uno strumento di completamento del percorso universitario appena concluso.

A raccontarsi poi sono stati i più giovani del gruppo, i diciottenni Matteo Baglioni e Jessica Cardia, le cui storie hanno acceso una luce su un problema sociale in Toscana e tutta Europa di cui, però, si parla troppo poco: la dispersione scolastica, che vede il 17% di giovani abbondanare la scuola prima di completare gli studi. Matteo e Jessica fanno parte di questa percentuale, ma attualmente stanno frequentando un corso per addetti alla cucina finanziato all'interno di Garanzia Giovani. Una seconda chance per Matteo e Jessica, che consente loro di affiancare al lato formativo un'importante parte pratica; quella pratica che, come lamentato da entrambi, mancava negli istituti professionali da loro frequentati e nei quali non si sentivano adeguamente seguiti o coinvolti. L'assessore regionale Grieco ha però rassicurato: "Questo è un problema centrale nelle nostre politiche regionali, punteremo sull'integrazione tra istruzione e formazione professionale, valorizzeremo l'alternanza scuola-lavoro per prevenire il fenomeno della dispersione e daremo sostegno agli istituti perché abbiano laboratori migliori - e ha concluso con un mea culpa e una promessa - Negli ultimi anni abbiamo commesso l'errore di licealizzare troppo gli istituti tecnici: dobbiamo invece imparare a progettare dei percorsi sulla base delle competenze in uscita".

L'ultima storia raccontata sul palco è emblematica delle nuove sfide poste dalla società, che ci spingono sempre più a valorizzare l'importanza di fare rete nella propria carriera: è la storia di Nico Avelardi, fotografo trentaquattrenne originario di Livorno che, dopo aver trascorso 12 anni in Gran Bretagna per motivi sia professionali che formativi, è tornato in Italia e grazie a un voucher della Regione Toscana può contare oggi su una postazione di lavoro nello spazio di coworking "Impact Hub" a Firenze. "Avevo bisogno di tessere nuovi contatti e collaborazioni - ha spiegato Nico - arrivando da una realtà tanto aperta e dinamica come quella inglese, ne stavo cercando una che avesse la stessa apertura mentale e l'ho trovata qui, nel coworking". Tanti i vantaggi di uno spazio di lavoro condiviso: "contare su una postazione a costi accessibili, uscire dall'isolamento tipico dei giovani professionisti che lavorano da casa - ha proseguito Nico - Il modelllo del coworking accelera lo sviluppo di contatti: io ho riscontrato un aumento di lavoro, grazie alla rete creata". E' proprio il fattore umano a costituire il valore aggiunto del coworking: si dà infatti vita a scambi funzionali alla propria professione, ma anche a tanti momenti ricreativi di aggregazione, incroci culturali che migliorano la qualità e la produttività del lavoro individuale, grazie a un ambiente vitale e stimolante. Per sostenere il coworking e quindi la possibilità di abbattere le spese per avviare un'attività in proprio, la Regione Toscana ha creato un elenco di strutture, quattordici al momento, e concesso voucher da 2.000 euro a chi affittava una postazione all'interno. 

Questa è una delle tante misure volte al sostegno all'occupazione e infatti, nel corso dell'incontro, sono stati anche ricordati gli incentivi alle aziende per trasformare un contratto a tempo determinato in indeterminato: nello scorso settennato oltre 13.000 persone sono state assunte o stabilizzate grazie ai fondi europei e con l'aumento delle risorse a disposizione, le misure non potranno che aumentare.

Queste sono state le sei storie di GiovaniSì, i sei "giocatori" scesi in campo e che ancora oggi stanno correndo per realizzare il goal della vita, il sogno di una carriera: se anche tu vuoi lasciare la panchina e conoscere le "opportunità da cogliere al volo", consulta il sito www.regione.toscana.it

di Alessandra Toni