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martedì 12 novembre 2019

Musei e Scuola si rinnovano per far crescere giovani cittadini

26-11-2015
"Il museo nasce come momento in cui la grande offerta artistica diventa di tutti, la si spiega con delle didascalie che guidano l'esperienza di conoscenza. E' di fatto un luogo collettivo in cui i popoli s'interrogano. La scuola è l'istituzione pubblica dedicata alla formazione dei giovani. Scuola e Museo sono quindi due poli che stanno alla base della crescita collettiva. La fruizione dell'arte è un'arma fondamentale per abbattere l'imbarbarimento". Così la vicesindaca del Comune di Firenze, Cristina Giachi, ha tagliato il nastro del convegno nazionale "Arte/ Scuola/ Museo. Esperienze tra arte e Mondo della scuola", giovedì 26 novembre, all'altana di Palazzo Strozzi. Un incontro nato dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi, la Regione Toscana, il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci e l'Università degli Studi di Firenze, per mettere in contatto rappresentati provenienti da vari settori e ripensare insieme il rapporto che sussiste tra i giovani e l'Arte. Si parte, come tiene a sottolineare il direttore del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Fabio Cavallucci, da una constatazione "le nuove generazioni faticano ad approcciarsi con quello ciò che per noi viene classificato come opera, per questo occorre iniziare un processo di riculturalizazione". Una necessità che trova le sue fondamenta nella società odierna e soprattutto nel cambiamento che dal XX secolo, guidato dalle nuove tecnologie, ha letteralmente modificato la collettività e la concezione stessa di individuo. I tempi e le distanze si sono annientate, la voce è diventata scrittura, le immagini si sono colorate di animazione e si è diffuso un nuovo modo di percepire l'arte che ancora oggi non viene completamente attuato all'interno delle istituzioni deputate alla veicolazione di contenuti. Per questo nasce la voglia di mettersi in gioco e mettere al centro della riflessione del convegno proprio i giovani. Si parte quindi da tre parole come Arte, Scuola e Lavoro che riflettono la mediazione culturale riferendosi ad ambiti e direzioni diverse per andare poi a ribadire l'importanza che acquista un opera all'interno del percorso formativo fatto da ogni individuo. Che sia una poesia, una statua o un quadro, questa per il suo carattere divergente, è di fatto la sola capace di aprire la mente e gli orizzonti per mettere in contatto soggetti e idee diverse tra loro; non è dunque qualcosa di statico ma un oggetto in pieno movimento che supera i vincoli di 'qui ed ora' per andare a costruire altre identità. Un significato questo che nonostante per molti può apparire scontato, spesso viene perso non solo nei percorsi di studi ma anche nella quotidianità di ogni famiglia. Per non perdere dunque il contatto con quel passato vivo che permea il David di Michelangelo o La Primavera di Botticelli, dobbiamo ripensare insieme, in maniera trasversale al modo in cui fruire l'arte, dotarla di nuovi dispositivi, che siano al passo con i tempi ma allo stesso tempo rendere protagonisti i fruitori e le loro neonate esigenze. Alla base della riforma vi è dunque il dialogo costruttivo tra i luoghi della cultura dove di fatto si forma il valore umano di tutti i cittadini e si entra in contatto con l'idea stessa del bello, un concetto che permette di affrontare positivamente ogni tappa della vita.
Inanzittutto occorre rivedere il concetto stesso di lezione, scolastica o accademica, che deve abbandonare la sua struttura frontale per permettere uno scambio diretto, capace di far crescere nuovi e vecchi adulti allo stesso tempo. Accanto quindi ai contenuti dovranno quindi essere predisposte delle sessioni di laboratorio, visite guidate che permettano di toccare con mano le potenzialità del patrimonio presente sul territorio e far nascere nuovi stimoli. Questo percorso è di fatto già stato intrapreso con successo da molteplici realtà sul territorio che, in occasione del convegno, sono giunte a Firenze per presentarsi. Palazzo Grassi di Venezia ha cercato di abbattere il muro che si frappone tra i ragazzi e la scena artistica coinvolgendoli nella creazione di contenuti, audio e video, che da semplici guide hanno dato vita alla piattaforma www.teens.palazzograssi.it . La professoressa Maria Rosa Sossai e Valerio Rocco invece in "Quale educazione per Marte?" sono andati alla ricerca delle capacità inespresse degli allievi mettendoli davanti agli autori. Mentre l'Area Educazione del Mart ha deciso di puntare sulla formazione dei docenti, la Fondazione Palazzo Strozzi con "Educare al presente", ha deciso di far uscire il sapere dal Museo per portare nelle scuole tematiche come la sostenibilità e l'ambiente. "Accoglienza, inclusione e partecipazione" sono al centro della missione del Museo Marino Marini, mentre l'incontro tra popoli, tradizioni e confini, quest'anno caratterizza la proposta multidisciplinare offerta dalla Collezione Peggy Guggenheim.

Per informazioni: www.palazzostrozzi.org 

Martina Viviani