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domenica 08 dicembre 2019

Cittadinanza onoraria di Firenze a Ngawang Sangdrol

25-02-2005

Imprigionata e torturata per aver inneggiato alla libertà del suo popolo. In poche parole la triste storia della ventottenne monaca tibetana Ngawang Sangdrol, a Firenze per ricevere la cittadinanza onoraria che gli fu conferita il 16 luglio 2001. Ngawang Sangdrol ha così avuto modo di intervenire al Forum del Movimento contro la guerra e di essere ricevuta a Palazzo Vecchio dal Presidente del Consiglio Comunale Eros Cruccolini che le ha regalato una bandiera della pace, affermando che "potrà anche essere un caso che la liberazione sia avvenuta poco dopo il conferimento della cittadinanza onoraria fiorentina, ma io non credo, penso che una città come Firenze debba proseguire in queste iniziative che possono dare un forte contributo. C'è una larga parte della società civile che crede che pone davanti alle sempre più schiaccianti logiche economiche e finanziarie quella dei diritti degli uomini e delle donne". Arrestata per la prima volta all’età di tredici anni Ngawang Sangdrol fu rilasciata dopo nove mesi, ma le fu vietato il rientro nel suo monastero. Nel 1992 partecipò ad un’altra dimostrazione e per questo di nuovo arrestata. In carcere incise di nascosto, insieme ad altre 13 monache, canti declamatori del Tibet, gesto che le costò condizioni di prigionia proibitive, torture e maltrattamenti di ogni tipo. Ngawang Sangdrol è stata liberata il 17 ottobre del 2002 e dopo qualche mese le è stato consentito di andare a curarsi negli Stati Uniti, dove ora vive, ospite di attivisti tibetani in esilio. In Italia fino al prossimo 5 marzo, la monaca ha ringraziato Amnesty International e Italia-Tibet, le organizzazioni che più si sono battute per la sua liberazione.

di Duccio Tronci