Home > Webzine > Armi e banche: un affare che si può rompere
domenica 17 novembre 2019

Armi e banche: un affare che si può rompere

18-01-2006

1,3 miliardi di euro. E' il valore delle autorizzazioni all'esportazione delle armi concesse alle banche dal Ministero dell'Economia nel 2004: quasi il doppio rispetto alla media dei tre anni precedenti, attestata intorno ai 690 milioni di euro. Sono i dati discussi a Roma dal primo convegno nazionale della Campagna di pressione alle "banche armate", organizzato dalle tre riviste promotrici della campagna (Nigrizia, Mosaico di Pace, Missione Oggi), in collaborazione con l’Associazione Finanza Etica (AFE). Eppure, nonostante i tentativi del governo di rinvigorire il settore, un dato emerge con chiarezza: i sei anni di lavoro della campagna sono serviti a sensibilizzare i cittadini e le banche ai finanziamenti "responsabili". Osservando i dati sul finanziamento all'esportazione delle armi, si nota in effetti come alcuni dei principali istituti di credito del nostro paese si siano diretti verso il miglioramento della propria responsabilità sociale. "E' veramente un bel risultato per chi lavora da anni su questi temi, che ci sprona a proseguire su questa strada, estendendo la pressione a livello europeo, coordinandoci con le associazioni già attive nel settore" dice Giorgio Beretta, coordinatore della Campagna. "Si tratta ovviamente –dice Marco Gallicani, Direttore dell’Associazione Finanza Etica- solo di un primo tassello verso la responsabilizzazione della filiera finanziaria, ma che dimostra come le pressioni di cittadini, associazioni, organismi ed enti locali possano avvicinare questi grossi istituti alle prassi che tradizionalmente vengono sostenute dalle Banche di Credito Cooperativo e da Banca Etica”. Padre Carmine Curci (Nigrizia), padre Nicola Colasuonno (Missione Oggi) e don Renato Sacco (Mosaico di Pace) rinnovano la preoccupazione circa l'atteggiamento dell'esecutivo, che prende di mira una Campagna che chiede trasparenza. Anziché essere ben fiero se importanti Istituti di credito privati hanno deciso, nella loro politica di responsabilità sociale d'impresa, di dotarsi di normative sul commercio delle armi italiane, il governo vuole modificare la legge 185/90 che prevede l'annuale relazione sull'export d'armi per eludere la trasparenza nel settore.

di Duccio Tronci