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sabato 10 dicembre 2022

Firenze: dal Dna dell'uomo di Neanderthal

08-09-2006

Il Dna dell'uomo di Neanderthal entro due anni sarà decifrato da una equipe tedesca. Lo studio permetterà di capire quale processo evolutivo ha portato all'Homo Sapiens. E' questa l'importaante scoperta illustrata a Firenze dall'antropologo tedesco Svante Paabo che, per la prima volta in Italia, ha presentato l'inedito progetto di sequenziamento del Dna dell'uomo di Neanderthal. "Il sequenziamento del Dna dell'uomo di Neanderthal - ha spiegato Paabo - consentirà di capire cosa sia successo dal punto di vista evolutivo tra l'Homo Sapiens e i nostri cugini più prossimi. Il genoma di Neanderthal potrà gettare luce anche sulle modifiche genetiche che 100 mila anni fa hanno permesso agli umani di lasciare l'Africa e diffondersi in tutto il mondo". Da un campione di Dna di un maschio le cui ossa sono state trovate in Croazia, vicino a Zagabria, dove visse circa 45.000 anni fa, i ricercatori sono riusciti ad ottenere una sequenza di Dna abbastanza lunga, almeno un milione di coppie di basi, pari a circa lo 0,03% dell'intero genoma. Per estrarre questo frammento di Dna gli scienziati sono dovuti ricorrere a nuove e più accurate tecniche genetiche, perché i reperti sono estremamente frammentati. "Il sogno di trovare il Dna dei Neanderthal - ha spiegato lo scienziato tedesco - è cominciato negli anni Novanta: oggi siamo riusciti a superare i grossi problemi di contaminazione e adesso abbiamo a disposizione tecnologie e fossili ottimi per l'analisi genetica". Secondo i primi risultati della ricerca di Paabo, la prima e più rilevante deduzione è che il cromosoma Y degli uomini di Neanderthal è molto diverso da quello dei Sapiens e anche da quello degli scimpanzé. Questo in qualche modo sembra escludere che ci siano stati fenomeni di mescolamento interrazziale tra le due specie di Homo. Inoltre, i dati biomolecolari ottenuti dai ricercatori tedeschi sembrano confermare che gli uomini di Neanderthal si sono staccati dalla linea evolutiva che ha portato alla comparsa dell'Homo sapiens circa 315.000 anni fa. Un dato, quest'ultimo, in linea con quanto fino ad oggi ipotizzato. L'intervento dello scienziato tedesco ha chiuso i lavori del secondo Congresso internazionale dei biologi evoluzionisti organizzato dall'Università di Firenze in collaborazione con la neo nata Sibe (Società Italiana di Biologia evoluzionista). Appuntamento al 2008, sempre a Firenze, per un Congresso Mondiale sulle origini della vita umana.

di Antonio Pirozzi