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mercoledì 20 novembre 2019

La plastica nella nostra catena alimentare

08-09-2006
Nella nostra catena alimentare è entrata definitivamente anche la plastica. E' quanto sostengono gli scienziati riuniti a Erice (Trapani), dove si è tenuta nei giorni scorsi la 36esima Sessione dei Seminari internazionali sulle emergenze planetarie. Charles Moore, dell'Algalita Marine Research Foundation di Long Beach (Usa), ha spiegato che “l'enorme quantità di plastica dispersa negli oceani a livello globale produce particelle nocive che vengono liberate nelle acque, contaminando i pesci e altri organismi marini che trattengono sostanze come il policarbonatoplastico (Pcb), la diossina e altre molecole teratogene, entrando così nella catena alimentare dell'uomo”. Il “bersaglio” principale di queste sostanze è l'apparato riproduttivo maschile e femminile e il periodo di maggiore vulnerabilità verso questi componenti è quello della gravidanza. A essere assimilate sono soprattutto la diossina, il Pcb, il Pvc (Polivinilepolidrato). Come ulteriori conseguenze della diffusione di sostanze plastiche nella catena alimentare, gli studi epidemiologici presentati a Erice dimostrano un eccessivo sviluppo del seno, una maggiore frequenza di casi di obesità e asma, ma anche disfunzioni immunitarie. “Sebbene si tratti ancora di cambiamenti ormonali di lieve intensità - ha detto Shanna H. Swan del Centro di Epidemiologia riproduttiva di Rochester - quello che ci preoccupa è la diffusione globale di queste sostanze plastiche e dunque l'ampiezza del numero di persone colpite dei loro effetti. E un altro elemento che suscita preoccupazione nella comunità scientifica internazionale è la certezza che queste sostanze plastiche saranno trasmesse di generazione in generazione mutando, sebbene gradualmente, il patrimonio genetico dell'uomo”. Purtroppo l'allarme non arriva soltanto dagli ambienti marini: le sostanze plastiche sono presenti anche nei contenitori metallici che utilizziamo quotidianamente per la conservazione dei cibi o per la loro cottura a microonde.

di Duccio Tronci