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venerdì 15 novembre 2019

Afghanistan, Torsello rompe il silenzio

03-11-2006
Dopo dieci giorni di silenzio, Gabriele Torsello, il fotoreporter italiano rapito il 12 ottobre, giovedì 2 novembre ha chiamato l'ospedale di Emergency a Lashkargah, chiedendo anche dove si trova suo figlio. Lo riferisce PeaceReporter, nel suo sito. Secondo PeaceReporter, l'agenzia di notizie legata ad Emergency, la telefonata è giunta attorno alle 16 ora italiana (le 19.30 in Afghanistan) e 'spazza via ogni dubbio e ogni voce che lo dava per morto. "Sì, sto bene, sto bene. Ma quanto durerà ancora? Chi sono questi che mi tengono?", ha detto Torsello con voce stanca. Il primo pensiero del giornalista è al figlio Gabriele. "Dov'è adesso? Dite di portarlo dalla nonna". Voci sulla banda, chi dice delinquenti, chi dice un gruppo politico molto forte anche nella capitale. Voci terribili di un cadavere decapitato che sarebbe stato ritrovato nella zona dove sarebbero i rapitori di Torsello, e che qualcuno si è subito affrettato ad attribuire proprio al fotografo tenuto sotto sequestro". Secondo PeaceReporter, invece, "in realtà si trattava di uno sfortunato traduttore afgano, di nome Khan, che aveva lavorato prima per le truppe statunitensi e poi per quelle britanniche".