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domenica 17 novembre 2019

Il papa ha lasciato una Turchia entusiasta

01-12-2006
Conclusa, venerdì 1 dicembre, la visita ufficiale di 4 giorni (la sua prima in un Paese musulmano) –e definita storica dalla stampa di Ankara- di Benedetto XVI, con una Messa nella Cattedrale dello Spirito Santo ad Istanbul. Davanti a lui ed ai Patriarchi ortodosso ed armeno una decina di rifugiate dall'Iraq ha cantato nell'antica lingua aramaica, il dialetto di Cristo. Il giorno dopo la visita nella Moschea Blu è tornato a parlare dei rapporti fra le tre grandi religioni monoteistiche. "Lascio parte del mio cuore a Istanbul", ha detto poco prima di imbarcarsi e ha auspicato che il suo viaggio abbia contribuito a una "migliore comprensione" tra le diverse religioni. Il giorno dopo la silenziosa preghiera nella Moschea Blu di Istanbul, Benedetto XVI è tornato a parlare dei rapporti tra le tre grandi religioni monoteistiche. "Fratelli e Sorelle -ha detto ai cattolici turchi, nell’omelia della Messa della Cattedrale dello Spirito Santo- le vostre comunità conoscono l’umile cammino di accompagnamento di ogni giorno con quelli che non condividono la nostra fede ma dichiarano di avere la fede di Abramo e adorano con noi il Dio uno e misericordioso. Sapete bene -ha continuato- che la Chiesa non vuole imporre nulla a nessuno e che chiede semplicemente di poter vivere liberamente per rivelare colui che essa non può nascondere, Cristo Gesù che ci ha amati fino alla fine sulla croce e che ci ha dato il suo Spirito, presenza viva di Dio in mezzo a noi e nel più profondo di noi stessi. Siate sempre aperti allo Spirito di Cristo e, pertanto, siate attenti a quelli che hanno sete di giustizia, di pace, di dignità, di considerazione per essi stessi e per i loro fratelli". Parole molto chiare, quelle del Pontefice, che possono essere capite meglio se si considera la particolare situazione dei trentamila cattolici che vivono in Turchia.