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sabato 24 ottobre 2020

Cambiamenti climatici: aumentano i profughi

04-12-2006
Nei prossimi 55 anni, 100 milioni di persone potrebbero dover abbandonare per sempre i Paesi d'origine per problemi legati ai cambiamenti climatici. Gli abitanti delle regioni costiere, che rappresentano un quarto della popolazione mondiale, saranno i più colpiti dai cambiamenti climatici e le perdite economiche provocate da questi cambiamenti raddoppieranno ogni 12 anni. Sono questi alcuni dei punti principali evidenziati nel nuovo rapporto "Adattamento e Vulnerabilità ai Cambiamenti Climatici: il Ruolo del Settore Finanziario", presentato a Nairobi dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite (Unep), insieme a 15 tra le principali istituzioni finanziarie mondiali. Le riduzioni delle emissioni dei gas serra non daranno risultati visibili fino al 2040 - "Anche se riuscissimo a ridurre subito in maniera significativa le emissioni di gas serra, non noteremmo la differenza fino al 2040", ha detto Olaf Novak, responsabile della divisione calamità naturali di Allianz Reinsurance. "La temperatura della terra aumenterà sicuramente di almeno 0,6 gradi Celsius, e se non poniamo rimedio, potrebbe aumentare ancora di più", ha aggiunto Novak. Con l'aumento della temperatura, cresce anche il rischio di calamità naturali: del 5% l'anno secondo quanto affermano gli autori del rapporto. Le perdite economiche globali dovute a calamità naturali riconducibili ai cambiamenti climatici aumentano ad un ritmo del 6% l'anno, quindi, tra dodici anni, saranno raddoppiate e prima del 2040 potrebbero raggiungere la cifra record di mille miliardi di dollari. "Sono i paesi in via di sviluppo a soffrire maggiormente", aggiunge Novak. "Per due miliardi di persone, l'acqua potabile già scarseggia, e l'aumento della temperatura provocherà un significativo incremento sia della domanda sia del costo". Per non parlare dei rischi crescenti legati alla siccità, all'erosione e alle inondazioni.

di Duccio Tronci