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mercoledì 20 novembre 2019

Sensazioni, suoni, colori : la manifestazione romana

11-01-2003
Sabato 15 febbraio per tre milioni di persone, scese per le strade di Roma a manifestare contro la guerra, rimarrà una giornata indimenticabile. Nello stesso momento, decine di città europee si sono fermate per organizzare manifestazioni pacifiche contro il paventato intervento statunitense in Iraq, permettendo così a milioni di individui di vivere la volontà di dire "no alla guerra" e di dirlo con la forza dell'unione. Le capitali europee e mondiali sono state teatri della grande rappresentazione del diritto a manifestare e Roma probabilmente è stata la città con il corteo più rappresentativo. Si parla di milioni di persone ma, nonostante il monitoraggio incessante dei mezzi di comunicazione per raccontare l'emozione dell'evento, ancora oggi non si sanno le cifre precise dell'affluenza al corteo romano. Per chi era lì, i numeri reali non sono affatto importanti. La sensazione più forte di tutta la giornata infatti è stata quella di condivisione, quella di essere presenti a un'occasione grande, festosa, immensa fatta di diversità e al tempo stesso di unità. Diversi ma uniti sotto il segno di una bandiera multicolore che sventolava ovunque, in difesa della Costituzione e del diritto di poter dire no a un conflitto preventivo che fa paura e che probabilmente è ingiusto. Alle soglie di una guerra tanto contestata, la società civile si è dimostrata pronta a tornare in piazza per far sentire la propria voce, per chiedere un mondo diverso, per spingere il proprio sogno di pace oltre la politica internazionale. Da Firenze sono partiti migliaia di manifestanti. Treni speciali, pullman organizzati ma anche mezzi privati: una fiumana di persone che dopo il Social Forum Europeo di novembre, occasione nella quale fu organizzata un'altra marcia contro la guerra, hanno scelto di tornare a manifestare per quello in cui credono. Una grande determinazione che ha permesso a tutti di rivivere qualcosa di incredibilmente magico e emozionante: lo si poteva scorgere nei volti segnati dei partigiani presenti fra la folla, in quelli dei bambini e dei loro genitori, in quelli dei giovani e meno giovani. Una giornata lunga e indimenticabile, colma di emozioni e di unione che rimarrà un ricordo forte e che continuerà a dare forza alla gente nel voler partecipare alle scelte dei governi. Dopo Roma non rimane altro che aspettare e guardare cosa decideranno i potenti del mondo che non potranno chiudere gli occhi davanti alla mobilitazione di milioni di persone. Nel frattempo intanto continueranno a sventolare dai balconi le multicolori bandiere della pace, segno concreto di un "no" determinato alla guerra.