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giovedì 21 novembre 2019

Conferenza regionale sulla pace. Martini ''Sosteniamo la road map''

11-01-2003
"Il movimento pacifista ha alle spalle una bella stagione, che ci ha dato la consapevolezza di essere in sintonia con ciò che pensa la gente. E' però necessario saper coniugare il no alla guerra con il sì alla pace". Lo ha detto il presidente Claudio Martini che intervenendo alla Conferenza regionale sulla Pace che si è svolta al Palazzo Borsa Merci di Firenze - presenti associazioni, insegnanti e amministratori - ha anche lanciato una proposta concreta. "Potremmo impegnarci - ha spiegato - per sostenere il percorso di pace avviato tra Israele e Palestina: organizzare in Toscana per tutto il 2003 eventi politici, sportivi e culturali coinvolgendo istituzioni, scuole, associazioni e sindacati e facendo incontrare le comunità ebraiche, palestinesi e musulmane presenti nella nostra regione per dimostrare che appoggiamo il progetto contenuto nella road map, facendo diventare quell'impegno per costruire la pace, che è anche la nostra pace, esperienza di tutti e di popolo". Creare insomma centinaia di eventi, sull'esempio della campagna lanciata per sostenere l'azione di Emergency in Afghanistan. Una dimostrazione, ha sottolineato Martini, che il pacifismo non è un atteggiamento retorico e antagonista, ma un valore etico essenziale, capace di portare avanti proposte e iniziative positive. E per rispondere a quanti, nei mesi scorsi, hanno accusato i pacifisti di occuparsi solo di Iraq e di essere ispirati solo da sentimenti anti americani, disinteressandosi di qualsiasi altra guerra, Martini ha anche lanciato l'idea di un grande mappamondo, da collocare in uno spazio ben in vista, dove bandiere nere segnaleranno gli stati di volta in volta coinvolti in conflitti con schede informative aggiornate sulle cause della guerra e la situazione del paese interessato. "Bisogna intraprendere iniziative istituzionali e di massa, che ragionino sulle condizioni per mantenere la pace: giustizia sociale dunque, sviluppo economico equilibrato e sostenibile, dialogo tra culture diverse - ha concluso Martini - e sulla pace dopo la guerra in Iraq discuteremo appunto nel corso del prossimo meeting di San Rossore".