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domenica 25 ottobre 2020

Andrej Tarkovskij

06-11-2008
E’ morto a soli 56 anni dopo aver prodotto sette film, sette straordinarie prove compiute da un cultore dell’immagine in movimento che al cinema internazionale lascia in eredità la sua personalissima visione, poetica e metaforica ad un tempo, della vita, dei sentimenti, delle relazioni, della condizione umana. Si chiama Andrej Tarkovskij ed è il regista sovietico, forse poco conosciuto dalle nuove generazioni, cui il Circolo del Cinema Angelo Azzurro dedica quest’anno la sua retrospettiva, giunta alla settima edizione, per parlare, dibattere, commentare, proiettare le opere di questo grande maestro che amava ‘Scolpire il tempo’. Cinque serate per sette proiezioni ed una mostra documentaria composta da manifesti, foto, locandine e sezione video. “Il rullo compressore e il violino”, film del 1966, nonché tesi di laurea di Tarkovskij, è il titolo che dà il via alla rassegna. La proiezione è prevista alle 20 e sarà accompagnata dalla presentazione di Tullio Masoni e da un buffet inaugurale. I tre martedì successivi, l’11, il 18 e il 21, alle ore 21 si ripercorrono le vicende di altri tre capolavori degli anni Settanta: “Andrei Rublev”, “Solaris” e “Lo specchio” rispettivamente prodotti nel 1966, 1972, 1974. Infine per venerdì 28 novembre da non perdere la notte bianca con la proiezione di due straordinari lavori, tra gli ultimi della carriera di Tarkovskij, “Stalker” (1979) e “Nostalghia” (1983) e un buffet che intervallerà la visione dei film. Dal 7 al 28 novembre al Cinema Teatro “Scipione Ammirato” di Montaione.