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martedì 10 dicembre 2019

Il bambino con il piagiama a righe

05-02-2009

Appuntamento venerdì 6 febbraio, al Cinecittà, con una doppia programmazione, alle ore 21,00 e 22,45, del film di Mark Herman, "Il bambino con il pigiama a righe" (The Boy in the Striped Pyjamas)  con Asa Butterfield, Zac Mattoon O'Brien, Domonkos Németh.  Il bambino con il pigiama a righe è un gioiello così come lo era il bestseller (in Italia edito da Fabbri) di John Boyne, qui anche sceneggiatore, da cui è tratto. Lo stile, visivo e narrativo, è quello della fiaba d'infanzia d'avventura, la ricerca del piccolo antieroe del mistero da esplorare e risolvere e tutto è vissuto tra la sua innocenza e la colpa che macchia gli adulti, dal padre militare alla madre più ignava che ignara (una splendida e bravissima Vera Farmiga). Dopo più di 60 anni dal più grande e sistematico genocidio compiuto nell'età moderna, con sistemi industriali ed economia di scala, è difficile dire qualcosa di nuovo sull'Olocausto. Lo avevamo notato con Il falsario, bel noir ambientato in un campo di concentramento, e in fondo ce lo aveva insegnato già Primo Levi con Se questo è un uomo: per entrare nelle menti e nella pancia delle persone serve una storia, meglio se di genere, pur raccontando vicende vere e accadute. E così Mark Herman ha raccolto la lezione di questo rinnovamento, di fatto attuatosi con il Train de vie di Radu Milheanu a cui seguì La vita è bella di Benigni, e ha portato sullo schermo il lager come non l'avevamo mai visto. Ad altezza di bambino - e infatti non vediamo tetti e ciminiere, ma solo fumo da lontano e terra e uniformi da vicino -, quella del figlio del comandante tedesco che sovrintende alla struttura di sterminio e del piccolo di otto anni con cui fa amicizia, al di là di una rete elettrificata e del filo spinato. Diventano amici e la tragedia più grande della Storia trova una dolcezza inenarrabile nel loro giocare a dama, nel sorridere del bimbo tedesco ingenuo che approfitta del fatto che il compagno di giochi non può manovrare le pedine per tentare di ingannarlo. Si sorride con il cuore stretto, perché c'è troppo peso in quegli occhi innocenti. Asa Butterfield cerca risposte sul perché, nella fattoria vicina alla sua nuova casa, tutti portino questo pigiama a righe così poco elegante. Zac Mattoon O'Brien ritrova la gioia del gioco, ma uno schiaffo e il "tradimento" (naturale) dell'amico di fronte all'adulto lo riprecipita nel baratro. CineCittà cineclub, via Pisana 576