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domenica 17 novembre 2019

''Anni di piombo'' & ''Gang'' al CineCittà Cineclub di Firenze

21-04-2010
Giovedì 22 aprile al CineCittà Cineclub di Firenze per il ciclo "Cinema I Love You! - Alternative visions" a partire dalle ore 20,45 la proiezione dell’epocale: "Anni di piombo" (Die bleierne Zeit) di Margarethe Von Trotta, Leone d’Oro a Venezia nel 1981, con Jutta Lampe, Barbara Sukowa, Rüdiger Vogler, Franz Rudnick. Figlia di un pastore protestante, la terrorista Marianne muore in carcere in circostanze dubbie; sua sorella Juliane, progressista e femminista, indaga sulla sua morte, dopo averne preso in custodia il figlioletto. Su un tema che le è caro (il rapporto tra due sorelle), Trotta ha fatto un film di alta tensione morale il cui tema centrale non è tanto il terrorismo nella Germania Federale quanto la presenza del passato e la rimozione che ne hanno fatto i tedeschi per cancellare i loro sensi di colpa. Nella collisione tra il “dentro” privato e commosso di questo rapporto e il “fuori” accidentato della Storia trova momenti in cui etica ed estetica, passionalità e dialettica, commozione e lucidità coincidono senza neutralizzarsi. Ispirato alla storia vera di Christiane Ensslin e di sua sorella Gudrun che nel '77, dopo quattro anni di carcere, trovò la morte per impiccagione nel carcere di Stammheim. Leone d'oro alla Mostra di Venezia. (M. Morandini). A seguire alle ore 22,45 per la rassegna "Bad Boys: pistole fumanti" proiezione dell’imperdibile cult di Robert Altman: "Gang" (Thieves Like Us), del 1974, interpretato da Louise Fletcher, Keith Carradine, Shelley Duvall, John Schuck. Durante la Grande Depressione, tre detenuti evasi da un carcere del Midwest cominciano a rapinare piccole banche rurali, emulando le grosse imprese gangsteristiche, pubblicizzate dai mass media (giornali, radio, fumetti). Il più giovane dei tre s'innamora della figlia di un agricoltore che lo segue senza fargli domande. Tratto, come La donna del bandito (1948) di N. Ray, da un romanzo di Edward Anderson, ma in chiave di ironia dolceamara più che di disperato romanticismo, offre un quadro poetico e attendibile del banditismo rurale dei primi anni '30 e rinnova il genere gangsteristico con originalità, in bilico tra critica sociale e lirismo elegiaco. Sceneggiato dal regista con Calder Willingham e Joan Tewksbury. (M. Morandini). Per informazioni: www.cinecittacineclub.org