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giovedì 14 novembre 2019

''Cinema Danimarca - Lars Von Trier e Thomas Vinterberg'' all'Odeon

26-10-2010
Lunedì 25 e martedì 26 ottobre al Cinema Odeon di Firenze all’interno di "50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze" in scena la mini-rassegna "Cinema Danimarca - Lars Von Trier e Thomas Vinterberg". L'evento è organizzato dal Intercity Festival Teatro della Limonaia in collaborazione con Anemic e FST - Mediateca Toscana Film Commission. Il Dogma nasceva con le idee chiare. Un manifesto di estremismo provocatorio. Per un cinema scarno, essenziale, denudato, geometrico/scheletrico. Un cinema contro le illusioni del cinema. Un cinema puro che fa “voto di castità” e stila un decalogo: rispetto delle tre unità classiche (luogo, tempo, azione), obbligo della cinepresa a spalla, niente orpelli, scenografie, musiche, costumi, trucchi, colonna sonora, niente armi e omicidi e persino niente nome del regista (regola mai rispettata). Dogma viene dal Nord, amletica e “marcia” terra di Danimarca, lanciato nel 1995 da Lars von Trier e Thomas Vinterberg. In dirittura di millennio pone problemi e fa discutere. Divide critica e spettatori, costruisce polemicamente una rete di contrappunti (estetici operativi artistici) su cosa significa fare cinema oggi, in tempi di alterazione digitale e rappresentazione globale. Irritante e urticante, spiazzante e fascinosamente arcaico, emotivamente contraddittorio, il Dogma così come sgorga prepotente silenziosamente svapora. Non rinnegato ma già digerito. Come una dissolvente lezione di cinema che sa di esorcismo terapeutico più che di evoluzione della specie. Di von Trier (classe 1956) ritroviamo Le onde del destino (1996) con Emily Watson, baroccheggiante e traboccante mélo fra peccato/purezza, colpa/redenzione, amore/sacrificio; Dancer in the dark (2000) con Bjork e la Deneuve, controversa parabola esistenzial politico femminile sul diritto alla vita (e alla morte); Antichrist (2009) con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg, il delirio dell'amore, la salvezza, l’estremismo del dolore e della punizione. Di Vinterberg (classe 1969) passano Festen (1998) e Riunione di famiglia (2008), il rito domestico come gabbia accusatoria concentrazionaria, più cupo e cannibalesco il primo, più ludico e canzonatorio il secondo, e Dear Wendy (2005), scritto da von Trier, con Jamie Bell (lo sgambettante Billy Elliot) e Bill Pullman, freddo e calcolatore manifesto contro le armi, un piglio brechtiano e una incandescente colonna sonora per questa sorta di western atipico e fanciullo. Per informazioni: www.teatrodellalimonaia.it