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mercoledì 13 novembre 2019

Rassegna ''Strange Cruel Love - percorsi d'amore non convenzionale'' al CineCittà cineclub

15-03-2012
Giovedì 15 marzo 2012 secondo appuntamento a CineCittà cineclub di Firenze con la rassegna "Strange Cruel Love - percorsi d'amore non convenzionale". Alle ore 20.45 la proiezione del lacerante ed attuale: "Pianese Nunzio 14 anni a maggio" (Id.) pellicola premiata con il David di Donatello nel 1996 di Antonio Capuano, con Fabrizio Bentivoglio, Emanuele Gargiulo, Alessandra Borgia, Gaetano Amato. Da una chiesa nel rione sanità di Napoli don Lorenzo Borrelli, coraggioso e tenace, combatte la camorra con discorsi improntati a grandi princìpi. La sua parrocchia è frequentata da Nunzio Pianese, adolescente col quale il prete intrattiene rapporti profondi e particolari. Nel frattempo, fuori, i giovani rubano, spacciano e uccidono. La città, strozzata dalla camorra, è proprio un inferno. Il “caso” Pianese Nunzio arriva agli assistenti sociali, che tanto fanno da costringere il ragazzo a denunciare il prete. Don Lorenzo verrà fermato. La tesi del regista è dunque quella dell’eroe fermato proditoriamente e strumentalmente, anche se la seduzione di un tredicenne non è proprio burocrazia. Il regista Capuano, che fa parte della corrente “sudespressionista”, con Martone e Corsicato, dirige con efficacia aiutato dalla colonna sonora, angosciosa e violenta, degli Almamegretta. Bravo come sempre Bentivoglio che ha faccia bella e intensa. Presentato alla 53esima Mostra di Venezia. Alle ore 22.45 in programmazione il folgorante esordio alla regia di Sergio Citti: "Ostia" (Id.) pellicola del 1970 co-sceneggiata da Pasolini con Franco Citti, Ninetto Davoli, Anita Sanders, Laurent Terzieff. Figli di padre anarchico, morto ubriaco per mano loro, e di madre cattolica credente, finita in manicomio (conseguenza di un incesto col proprio padre che le tolse l’innocenza lasciandole l’incoscienza), Rabbino e Bandiera, omosessuali inconsapevoli, accolgono nella loro catapecchia di Ostia una pupa di periferia. Sarà lei l’involontaria causa di un fratricidio. Scritto con Pasolini, che ne ha curato anche la supervisione, è il primo film di Sergio Citti, fratello di Franco e già stretto collaboratore del poeta e regista friulano, che ha messo in immagini la vicenda pateticamente torva e candidamente turpe con cadenze di favola quasi gioiosa che la trasfigura per virtù di stile. Per informazioni: www.cinecittacineclub.org